Cosa fare, cosa vedere: consigli per visitare Sicilia Parco Etna

Il Parco dell'Etna è una destinazione perfetta per gli amanti della natura in ogni periodo dell'anno e una tappa imperdibile che chi si trova in vacanza in Sicilia non può mancare di visitare.

Offre natura e paesaggi irripetibili, ma anche borghi, sentieri, sport ed enogastronomia.

L'area del Parco si estende per 580 kmq nella Sicilia orientale, ed è suddiviso in quattro territori: riserva integrale (quasi priva dell'intervento umano), riserva generale, caratterizzata da piccoli appezzamenti agricoli e antiche case rurali; infine, le due aree di "protezione a sviluppo controllato".

Al centro dell’ecosistema c’è il vulcano Etna, inserito nella World Heritage List Unesco. Sull'Etna si può arrivare tramite trekking ma anche con una navetta e con una funivia.

Il territorio del Parco include 20 comuni: Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Castiglione di Sicilia, Giarre, Linguaglossa, Maletto, Mascali, Milo, Nicolosi, Pedara, Piedimonte Etneo, Ragalna, Randazzo, Santa Maria di Licodia, Sant’Alfio, Trecastagni, Viagrande, Zafferana Etnea.

Tra i più famosi punti di interesse del Parco dell'Etna, quelli attorno al vulcano: La Montagnola; i Monti Silvestri; i Crateri Sommitali; la valle del Bove. Itinerari e sentieri tra paesaggi surreali, adatti a vari livelli di difficoltà.

Interessanti sono anche le grotte: esistono circa 200 grotte di scorrimento lavico. Bella anche la sede del Parco: il Monastero dei Benedettini di San Nicolò La Rena, attorno al quale si sviluppò Nicolosi.

Cosa mangiare: gusti e sapori locali

L’Etna, i vini, i pistacchi, la frutta

PistacchiIl più grande dei vulcani europei (3323 m) offre, in prossimità del cratere, scenari lunari e vedute sconfinate dall’entroterra ai mari. Il rilievo presenta una varietà di paesaggi avvincenti, fichi d’India e agrumeti, pinete e boschi di betulle, querceti e noccioleti, vigneti e deserti di lava. Sulle pendici esterne tra Randazzo e Adrano, sopra gli aranci della valle del Simeto, crescono le vigne della Doc Etna: Nerello Mescalese e Cappuccio per i rossi, Carricante e Catarratto per i bianchi.

Ma questa è terra anche di olio pregiato – Dop Monte Etna, da varietà Nocellara Etnea – di ortaggi e di frutta, tipici per singolari condizioni di suoli e di clima. Ecco allora il Ficodindia dell’Etna Dop, fragole (a Maletto), ciliegie (dell’Etna Dop), noci e nocciole ottime in pasticceria, tra i 600 e i 1800 metri di quota, la mela Cola e la pera Butirra: su tutto i pistacchi verdi di Bronte (Dop), squisita eredità araba.

Una ricognizione può partire dalla costa e da Acireale: granite, gelati al pistacchio, squisitezze di pasticceria e cucina di pesce sono la dote gastronomica dell’erede dell’antica Akis, oggi città barocca tra gli agrumeti, alta sul mare. Poco a sud Aci Castello, col castello normanno sulla rupe basaltica, e Aci Trezza, borgo marinaro di memoria letteraria (I Malavoglia di Verga), con i celebri Faraglioni o Isole dei Ciclopi.

Da Acireale si raggiungono Trecastagni (m 586), antico ‘casale’ oggi ai margini del Parco dell’Etna, e Nicolosi (m 700), da cui parte la strada che tra boschi e colate di lava sale al Rifugio Sapienza (m 1881). Un percorso alternativo porta a Zafferana Etnea (m 634): vi si gustano ottimi funghi e miele, scacciate e pane cunsatu. Nei dintorni una serie di Città del Vino: Milo, in cui si producono anche rinomate nocciole; Sant’Alfio, con il millenario Castagno dei Cento Cavalli; Santa Venerina, di liquoristica raffinata.

Un giro alle pendici del vulcano inanella da nord Piedimonte Etneo, i cui vigneti arrivano ai 700 metri di quota; Linguaglossa, luogo di selvaggina, ricotte e tume, funghi, ottimi vini; Randazzo, dalle ottime pasticcerie (dolci di mandorle o pistacchi e ricotta); Bronte, produttrice di pistacchi ma anche di pinoli, nocciole, mandorle pregiate e mele; Adrano, in cui si allevano i cani dell’Etna di razza Cirneco e si producono arance, miele, pistacchi e mandorle ‘a cuore’; Paternò, con l’aria profumata dagli aranci della valle del Simeto, luogo di arancini e paste asciutte isolane, melanzane, olio d’oliva e olive conservate, ricotta e caciocavallo.


Sicilia Parco Etna: Dove dormire

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