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10 strade panoramiche in Italia da togliere il fiato

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Il traffico, i cantieri, la manutenzione che lascia a desiderare e gli automobilisti poco “urbani”. Mettersi al volante è sempre più spesso uno stress, ma esistono alcune strade che fanno riscoprire il piacere della guida. 

Dalla Grande strada delle Dolomiti, che si arrampica fino ai 2.239 del Passo del Pordoi, alla Strada amalfitana, che si srotola come un “nastro azzurro” lungo l’omonima costa, l’Italia custodisce un vero e proprio tesoro per gli appassionati dei viaggi on the road.

I vari tracciati panoramici lungo lo Stivale regalano emozioni su due e quattro ruote e infiniti paesaggi da cartolina. Le curve e i tornanti sono grandi protagonisti dei percorsi ad alto tasso di scorci “instagrammabili”, ma non mancano itinerari che disegnano lunghi rettilinei e ampie anse tra morbide colline e grandi vallate.

Se volete esplorare l’Italia in un modo diverso dal solito, qui trovate 10 strade panoramiche da percorrere almeno una volta nella vita.

1. Grande strada delle Dolomiti (Trentino-Alto Adige e Veneto)

La Strada statale 48 delle Dolomiti (SS 48) è per tutti la Grande strada delle Dolomiti (Große Dolomitenstraße). Il lungo tracciato attraversa il Trentino, l’Alto Adige e il Veneto da Bolzano a Cortina d’Ampezzo ed è una vera e propria attrazione turistica.

La Dolomitenstraße è stata realizzata per ragioni militari ed è stata inaugurata nel 1909. Ma l’imprenditore greco Theodor Christomannos promuoveva da tempo il progetto di una strada per portare villeggianti, ricchezza e benessere nelle Dolomiti (com’è effettivamente accaduto). 

La SS 48 è stata affiancata e sostituita (in parte) da altre vie di collegamento più brevi e veloci. Però rimane la scelta di chi vuole immergersi nella storia, nella cultura e nelle meraviglie naturali e paesaggistiche del territorio montuoso proclamato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

La Grande strada delle Dolomiti procede per oltre 100 km tra curve, brevi rettilinei e lunghi tratti a tornanti e lungo il percorso si arrampica sul Passo del Pordoi (2.239 m) e sul Passo di Falzarego (2.109 m). 

2. Costiera triestina (Friuli-Venezia Giulia)

Le rocce bianche del Carso e l’acqua scintillante del golfo di Trieste sono la cornice della Costiera triestina, una via panoramica che si snoda sinuosa tra Sistiana e Miramare. Il tratto di 11 km fa parte della Strada statale 14 della Venezia Giulia (SS 14) ed è stato inaugurato il 16 agosto 1928.

La Costiera triestina digrada lentamente verso il mare e la parte centrale attraversa una fitta vegetazione di macchia mediterranea. Lungo il tracciato si trovano numerosi belvedere che offrono scorci di grande bellezza sul golfo e sentieri che conducono a spiaggette e porticcioli. 

Gli 11 km della SS 14 sono scanditi dalla cosiddetta “galleria naturale” e da due tunnel che passano accanto al parco del Castello di Miramare. La prima si apre nella roccia carsica e conserva al suo interno un misterioso profilo umano che alcuni credono raffiguri Dante e altri Mussolini. 

3. Strada del passo dello Stelvio (Lombardia e Trentino-Alto Adige)

La via che valica il passo dello Stelvio viene chiamata la “regina delle strade alpine” e non è difficile capire perché. Il tracciato si spinge fino a 2.758 m di altezza e presenta 40 tornanti sul versante valtellinese e 48 su quello altoatesino.

La strada del passo dello Stelvio è stata voluta dall’imperatore Francesco II d’Asburgo per collegare il Tirolo alla Lombardia ed è stata realizzata in tempo record tra il 1820 e il 1825. Il progetto è stato affidato all’ingegnere Carlo Donegani, che con una serie di soluzioni innovative è riuscito a mantenere una pendenza media del 9% (con rare punte dell’11%).

Il tracciato è stato consolidato, ampliato e interamente asfaltato nel 1928 con la costruzione della Strada statale 38 dello Stelvio (SS 38) e nel corso degli anni è diventato uno dei percorsi più amati dai motociclisti e una “salita storica” del Giro d’Italia.

4. Strada della Forra (Lombardia)

La Strada della Forra è stata definita “l’ottava meraviglia del mondo” da Wiston Churchill (almeno, così si dice) e Hollywood l’ha scelta come set per il film di 007 Quantum of Solace. Due riconoscimenti di tutto rispetto per un tracciato di appena 6 km. Ma il paesaggio della carrozzabile che collega Porto di Tremosine a Pieve è davvero unico.

La prima parte della via panoramica si srotola in un susseguirsi di tornanti a picco sul Lago di Garda, mentre la seconda si addentra tra le pareti verticali della stretta gola (la “forra”, appunto) scavata dal torrente Brasa. 

La Strada della Forra è stata costruita tra il 1908 e il 1913 per iniziativa di due parroci del luogo e prosegue fino a Vesio per un totale di 11 km. Il tracciato è diventato un’attrazione turistica, ma in origine è stato realizzato per collegare in maniera rapida e sicura Tremosine e le sue numerose frazioni al lago.

La panoramica fa parte della Strada provinciale 38 (SP 38) e da dicembre 2020 è parzialmente chiusa a causa dei danni provocati da un’intensa nevicata. Prima di mettersi in viaggio è consigliabile verificare l’agibilità del percorso.

5. Strada statale 62 della Cisa (Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna)

La Strada statale 62 della Cisa è un serpentone di 220 km che inizia in Liguria, attraversa l’Appennino tosco-emiliano e arriva fino in Veneto. La lunga bretella ha perso gran parte del traffico con la costruzione dell’autostrada A15, ma continua a essere una meta degli appassionati delle due ruote (e non solo) per il tratto tra Berceto e Pontremoli.

I 28 km che separano i due comuni in provincia di Parma e Massa-Carrara si distendono tra borghi caratteristici e natura selvaggia fino a culminare (più o meno a metà strada) al passo della Cisa. Il valico tra l’Alta Val Taro e la Lunigiana si apre a un’altezza relativamente modesta (circa 1.041 m), ma i suoi tornanti sono un vero e proprio “mito” per i motociclisti.

Il passo della Cisa è anche uno snodo della Via Francigena e segna l’inizio della prima tappa in territorio toscano. Il valico appenninico è un punto di riferimento per i camminatori fino dall’antichità, come testimoniano i ruderi di un ospizio gratuito per viandanti e pellegrini che risale probabilmente all’VIII secolo (lo Xenodochio di San Benedetto di Montelungo). 

6. Strade delle Crete senesi (Toscana)

Morbide colline, cipressi in fila indiana, casolari isolati, rilievi dal colore chiaro (le “biancane”) e improvvisi solchi nel terreno (i “calanchi”). Le Crete senesi racchiudono alcuni dei paesaggi più famosi e fotografati della Toscana e sono attraversati da strade e stradine che offrono scorci di incredibile bellezza.

La zona deve il suo nome all’argilla o creta che colora il terreno di sfumature azzurre, violacee e biancastre e si estende a sud di Siena tra Rapolano Terme, Monteroni d’Arbia, Asciano, Trequanda, Buonconvento e Montalcino.

La Lauretana antica (Strada statale 438) nel tratto tra Monteroni d’Arbia e Asciano regala 17 km di panorami “instagrammabili” tra colline e calanchi. Invece, sulla Strada del pecorile (Strada provinciale 60) si trova il bivio che conduce al celebre “viale dei cipressi” (che però è proprietà privata).

Un altro itinerario ricco di luoghi scenografici è quello che si snoda tra l’Abbazia di Monte Oliveto e Asciano lungo la Strada provinciale panoramica 451. Qui le colline coperte di vigneti e i campi coltivati si alternano a biancane e calanchi e compongono un quadro con le tante facce delle Crete Senesi.

7. Panoramica di Pesaro (Marche)

25 km di curve e tornanti che si arrampicano sul monte San Bartolo e sono stati la prima “pista” di Valentino Rossi. La Strada panoramica adriatica (SP 44) si snoda tra Gabicce e Pesaro e regala scorci mozzafiato sull’Adriatico e sorprendenti paesaggi rurali.

La carrozzabile si trova all’interno del Parco naturale del monte San Bartolo e disegna un tracciato sinuoso tra i borghi medievali di Casteldimezzo e Fiorenzuola di Focara. Il primo si affaccia sul mare a 200 m di altezza e dai suoi belvedere si possono scorgere il Castello di Gradara (dove si è consumato il tragico amore di Paolo e Francesca) e il profilo di San Marino. Il secondo è un paesino con un suggestivo centro storico e numerose stradine che conducono a piccole spiagge.

All’interno del parco si trova anche un punto panoramico raggiungibile solo a piedi. La Montagnola sorge a 196 m di altezza e viene chiamata “il tetto del mondo” perché offre una spettacolare vista sulla costa e il mare. Il belvedere si apre sulla falesia viva e in primavera si colora del giallo acceso delle ginestre. 

8. Strada regionale 17 bis della Funivia del Gran Sasso e di Campo Imperatore

La Strada regionale 17 bis (SR 17 bis) si sviluppa all’interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e il tratto che attraversa l’Altopiano di Campo Imperatore conduce alla scoperta di un suggestivo “paesaggio lunare”.

L’itinerario più amato dai motociclisti inizia a Fonte Cerreto (dove parte la Funivia del Gran Sasso) e disegna una morbida serpentina in una grande vallata dominata dalle montagne. Le curve diventano veri e propri tornanti a mano a mano che la strada sale in quota e continuano in rapida successione fino a Castel del Monte.

La SR 17 bis presenta alcuni bivi e uno conduce all’Osservatorio astronomico e all’Hotel Campo Imperatore, famoso per essere stato uno dei luoghi di prigionia di Benito Mussolini in seguito all’Armistizio di Cassibile. Tutto intorno il paesaggio è remoto e inaccessibile, al punto che l’alpinista Fosco Maraini ha coniato per l’altopiano la definizione di “piccolo Tibet”.

Il vasto territorio a 1.800 metri di quota è stato anche il set di due “cult” del western all’italiana. Sull’Altopiano di Campo Imperatore sono stati girati Lo chiamavano Trinità... e ...continuavano a chiamarlo Trinità con Bud Spencer e Terence Hill.

La Strada regionale 17 bis è solitamente chiusa nei mesi invernali e per evitare spiacevoli sorprese è consigliabile verificare l’accessibilità.

9. Strada amalfitana

Le case aggrappate alla roccia e i terrazzamenti con le limonaie da una parte, il Tirreno dall’altra. La Strada amalfitana (Strada Statale 163 o SS 163) è un gomitolo di asfalto di circa 60 km che si srotola lungo la (omonima) Costiera amalfitana e per questo viene anche chiamataNastro azzurro”.

Il tracciato è considerato uno dei più belli di Italia per gli scorci sorprendenti e i panorami mozzafiato e richiede abilità al volante e nervi saldi per affrontare le infinite curve che si susseguono da Meta a Vietri sul mare. Ma non solo. La Strada amalfitana mette alla prova anche la pazienza dei guidatori per il traffico intenso. Soprattutto d’estate, quando le due strette corsie (una per senso di marcia) brulicano di auto e pullman turistici.

La primavera e l’autunno sono le stagioni migliori per godere della bellezza della via panoramica e scoprire gli splendidi borghi lungo la costa. La SS 163 si snoda tra Positano, Praiano, Amalfi, Minori, Maiori, Erchie, Cetara e Vietri sul mare e regala cartoline indimenticabili del Sud Italia. 

10. Strada panoramica della Costa del Sud (Sardegna)

La Strada panoramica della Costa del Sud si snoda tra Marina di Teulada e Chia e corre tra la natura lussureggiante dell’entroterra e un susseguirsi di sabbia bianca, scogli di granito e mare cristallino. I 25 km della Strada provinciale 71 (SP 71) collegano idealmente la Torre di Sant’Isidoro (probabilmente di epoca bizantina) alla Torre di Capo Malfatano e alla Torre di Chia (entrambe costruite dagli Aragonesi).

Lungo il tracciato sono presenti diversi belvedere e punti panoramici e da Capo Spartivento la vista spazia sulle cale e calette che disegnano il profilo di uno dei tratti di costa più belli e selvaggi della Sardegna. La spiaggia “caraibica” di Tuerredda, la piccola baia nascosta di Cala Cipolla e Su Giudeu con la sua acqua dai riflessi azzurri e verdi sono tre gioielli naturalistici dell’isola.

La panoramica della Costa del Sud incontra lungo il percorso anche i resti di una cava punico-romanica. Il sito si trova a Piscinni e le tracce dell’antica attività estrattiva sono visibili nei tagli squadrati che modellano la scogliera.


Settembre 2021

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