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8 siti archeologici da scoprire in Sicilia

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La Sicilia è stata abitata fin dagli albori dell’umanità, ma è con l’arrivo dei Greci a partire dall’VIII secolo a.C. che è diventata un crocevia della storia. 

Gli elleni hanno dato il via alla colonizzazione dell’isola fondando la città di Naxos, vicino all’attuale Messina. Poi sono nate Selinunte, Siracusa, Akragas (Agrigento) e nel corso di poco tempo la presenza greca è diventata capillare. I coloni hanno portato in Sicilia la loro cultura e l’isola è diventata un “melting pot” di genti e tradizioni che ha preso forma in potenti “città stato” (poleis) come Siracusa e in una eccezionale produzione artistica e architettonica.

Il lungo periodo di potere e prosperità della Sicilia greca ha iniziato a incrinarsi per le lotte fratricide per il predominio sul Mediterraneo. Poi lo scontro con Cartagine e la conquista da parte di Roma hanno portato a un nuovo assetto politico, sociale e culturale. L’arrivo dei barbari, dei bizantini, degli arabi e dei popoli del nord Europa ha causato altri stravolgimenti e ha contribuito a implementare la stratificazione di tradizioni, conoscenze e usanze.

I tanti siti archeologici presenti sull’isola compongono un mosaico potente e affascinante della storia non solo della Sicilia, ma dell’umanità intera. Scoprite qui 8 tappe essenziali per ripercorrere (almeno in parte) quei secoli di grandi conquiste e fervore culturale, religioso e artistico.

1. Parco archeologico di Tindari (Messina)

tindari

Tindari è stata una delle ultime colonie greche in Sicilia. La città è stata fondata nel 396 a.C. dal tiranno di Siracusa Dionisio I ed è stata chiamata Tyndaris in onore del re della polis ellenica, Tindaro. È stata una base cartaginese durante la Prima Guerra Punica e in seguito è entrata nell’orbita di Roma. 

Sotto Augusto è diventata Colonia Augusta Tyndaritanorum e Cicerone l’ha definita “nobilissima civitas”, ma tra il I e il III secolo ha subito gravi danni per una frana e due terremoti. La città è stata conquistata dai Bizantini nel 535 e infine distrutta dagli Arabi nell’836.

Il Parco archeologico di Tindari testimonia la lunga (e avvincente) storia della città e comprende i resti della cinta muraria e di diversi monumenti e abitazioni. Nel sito sono visibili le strade e le insulae (gli “isolati) che componevano la polis, due domus imperiali, un complesso termale pubblico, alcune botteghe, una basilica e un teatro greco della fine del IV secolo rimaneggiato in epoca romana.

Nel parco è presente anche un museo (l’Antiquarium) dove è esposta una selezione dei reperti di epoca greca, romana e bizantina emersi nelle campagne di scavo condotte nel sito. 

2. Parco archeologico Naxos Taormina (Messina)

Cala San Quirico Toscana

Il Parco archeologico Naxos Taormina comprende vari luoghi di interesse storico risalenti a epoche diverse e dislocati in più punti della provincia di Messina

Il Museo e l’area archeologica di Naxos a Giardini Naxos, il Teatro antico e l’area archeologica di Taormina, il Museo e l’area archeologica di Francavilla di Sicilia rappresentano le principali testimonianze di epoca greca. Naxos (l’attuale Capo Schisò) è stata la prima colonia ellenica in Sicilia, mentre il teatro di Taormina è il secondo più grande dell’isola dopo quello di Siracusa.

Di epoca decisamente più tarda è la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò a Casalvecchio Siculo. L’antico monastero fortificato risale al 1117 e può essere considerato un “prototipo” delle grandi cattedrali normanne della Sicilia.

Fanno parte del parco archeologico anche la fortezza saracena di Monte Tauro, l’edificio in stile gotico catalano noto con il nome di Palazzo Ciampoli, Villa Caronia con i suoi spettacolari giardini e la suggestiva Isola Bella. Tutti nel territorio del comune di Taormina. La mappa dei luoghi del parco è completata dal Castello Schisò di epoca medievale a Giardini Naxos.

I biglietti di ingresso ai vari siti possono essere acquistati online e in generale è consigliabile verificare i giorni e gli orari di apertura sul portale del Parco archeologico Naxos Taormina.

3. Necropoli di Pantalica (Siracusa)

Necropoli di Pantalica

Il significato della parola “Pantalica” è oggetto di dibattito. Alcuni ritengono che derivi dal greco e voglia dire “tutta pietra”. Altri che sia un termine arabo e indichi grotte e cavità nella roccia. Di sicuro, entrambe le interpretazioni descrivono bene l’aspetto del sito archeologico vicino a Siracusa

La necropoli è immersa nella natura selvaggia della Valle dell’Anapo ed è composta da oltre 5mila sepolture a forma di forno scavate nella pietra e chiamate “tombe a grotticella”. Le sepolture risalgono al periodo tra il XIII e il VII secolo a.C. e costituiscono il “cimitero” di un grande insediamento che ha occupato la zona nello stesso periodo.

La popolazione era formata dagli abitanti della costa che si sono ritirati all’interno in seguito all’arrivo dei Siculi e di altri popoli italici ed è rimasta a Pantalica fino a che l’insediamento è stato distrutto da Siracusa. Il sito è stato nuovamente occupato durante il Medioevo dalle comunità in fuga dai barbari, dai pirati e dagli arabi.

Oltre alle migliaia di tombe, a testimoniare l’esistenza dell’antico insediamento e la sua importanza restano le rovine di una grande costruzione megalitica, l'Anaktoron o Palazzo del Principe.

La necropoli di Pantalica si trova all’interno della Riserva naturale orientata Pantalica, Valle dell'Anapo e Torrente Cava Grande e dal 2005 è Patrimonio dell’umanità UNESCO insieme a Siracusa.

4. Parco archeologico della Neapolis (Siracusa)

Siracusa Neapolis Teatro

Il Parco archeologico della Neapolis è uno dei siti più importanti della Sicilia e tra i più grandi del Mediterraneo. Si trova sul colle Temenite e corrisponde a una parte dell’antico quartiere di Siracusa chiamato Neapolis (in greco, “città nuova”). Il parco è stato istituito negli anni ’50 e ha permesso di preservare importanti testimonianze di epoca arcaica, greca e romana, insieme a una vegetazione variegata e caratteristica.

Il monumento più famoso è il teatro greco costruito nel V secolo a. C. e sottoposto a una grande ristrutturazione in epoca ellenistica che lo ha portato ad assumere l’aspetto attuale. L’antica arena è stata scavata nella roccia del colle Temenite e presenta una cavea del diametro di 140 m e con 67 ordini di gradini.

Nel parco si trova anche la grotta “Orecchio di Dionisio”. La spelonca fa parte della Latomia del Paradiso, un’antica cava di pietra usata come carcere, ed è stata chiamata così da Caravaggio per la forma simile a un padiglione auricolare e l’uso che ne faceva il tiranno di Siracusa. La grotta ha un’eco eccezionale e Dionisio la sfruttava per ascoltare in segreto le conversazioni dei prigionieri.

Il biglietto di ingresso al sito può essere acquistato online e ha costi diversi in base ai percorsi che permette di esplorare. Inoltre è bene tenere presente che in estate il teatro è solo in parte visibile a causa degli allestimenti per i vari spettacoli.

5. Villa romana del Casale (Enna)

Villa Romana del Casale

La Villa romana del Casale a Piazza Armerina è Patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1997 ed è una eccezionale testimonianza della civiltà romana e della vita quotidiana del tardo impero. La lussuosa residenza risale al IV secolo ed è famosa per gli splendidi mosaici che decorano i suoi ambienti.

La villa si sviluppa su più livelli per circa 3.500 m2 ed è organizzata in quattro grandi aree che corrispondono alle diverse funzioni abitative della residenza. L’ingresso monumentale dà accesso a un insieme di 48 ambienti che comprendono un cortile porticato (peristilio), un complesso termale, stanze di soggiorno e servizio, una grande sala per le udienze (basilica) e gli appartamenti padronali. 

I mosaici in perfetto stato di conservazione sono stati realizzati probabilmente da maestri africani e rappresentano una pluralità di scene di vita quotidiana e della mitologia classica. I più celebri sono quello della “Grande caccia” (che è anche il più grande della villa) e il mosaico delle “Fanciulle in bikini”.

L’identità del proprietario della lussuosa residenza non è stata appurata con certezza. L’ipotesi più accreditata è che a costruirla sia stato il due volte praefectus urbi (governatore) e console di Roma Lucio Aradio Valerio Proculo Populonio.

Attualmente la Villa romana del Casale è accessibile previa prenotazione e la visita può essere effettuata in maniera autonoma o con l’accompagnamento di una guida.

6. Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi (Agrigento)

Valle dei Templi Agrigento

Il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi corrisponde al territorio dell’antica Akragas (il nucleo originario di Agrigento) e deve il suo nome alla presenza di numerosi templi di ordine dorico. 

Il sito comprende anche tre santuari, due agorà (piazze), diverse necropoli e tombe monumentali, fortificazioni, opere idrauliche e parte di un quartiere ellenistico romano. Inoltre sono presenti un bouleuterion (sala del consiglio), un ginnasio (palestra), un ekklesiasterion (luogo dove si riuniva l’assemblea popolare) e un teatro.

Il gran numero di monumenti e l’eccezionale stato di conservazione rendono il parco una testimonianza di inestimabile valore della Sicilia greca (VIII – III secolo a. C.) e gli sono valsi la nomina a Patrimonio dell’umanità UNESCO.

I templi del sito sono stato costruiti tra la metà de VI secolo a.C. e la fine del V secolo a. C. e raccontano il potere e la ricchezza della città di Akragas. Il Tempio di Zeus Olimpio o Olympeion è uno dei più grandi dell’antichità classica e non si fa fatica a immaginare la sua imponenza anche se oggi rimangono solo le fondamenta. 

Il colossale edificio è stato gravemente danneggiato da un terremoto e utilizzato a lungo come cava, ma la maestria architettonica greca è ben visibile nel Tempio della Concordia. L’edificio è considerato il tempio dorico meglio conservato al mondo insieme al Partenone e presenta quasi del tutto intatti gli elementi della trabeazione e i due frontoni.

La visita al sito può essere effettuata in autonomia o con l’accompagnamento di una guida. I giorni e gli orari di apertura, le diverse tipologie di biglietti e le varie iniziative organizzate nell’area sono indicati in maniera dettagliata sul portale del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi.

7. Parco di Segesta (Trapani)

Segesta

La nascita di Segesta è circondata dalle leggende. Una narra che a fondare la città sia stato il mitologico re Aceste, figlio del dio fluviale Crimiso e di una donna troiana, Egesta. Secondo un’altra, Enea in persona avrebbe costruito Segesta per fare riposare le donne e i vecchi in fuga da Troia. 

In realtà a fondare la città sarebbero stati gli Elimi. E anche se lo storico greco Tucidide sostiene che fossero profughi troiani, oggi l’ipotesi più accreditata è che avessero origine italica. Di sicuro Segesta è stata abitata fin dal IX secolo a.C. e ha raggiunto il massimo splendore tra il VI e il V secolo a.C.

La città è stata in guerra con la vicina Selinunte fin dalla fondazione e ha avuto la meglio sulla “nemica” solo nel 409 a.C. grazie all’aiuto dei Cartaginesi. Dopo una feroce repressione subita a opera del tiranno di Siracusa Agatocle, Segesta ha trovato un’alleata in Roma per le comuni origini troiane. La città è stata distrutta dai Vandali nel V secolo, ma sull’area è rimasto un piccolo insediamento che è diventato un borgo medievale.

All’interno del Parco di Segesta sono conservate diverse testimonianze delle varie epoche storiche, ma i due monumenti più famosi sono il tempio elimico e il teatro greco. Il primo risale al V secolo a.C. e presenta un’evidente influenza ellenica. Il tempio è ben conservato ed è dotato di tutte le colonne perimetrali e della trabeazione completa. Anche il teatro greco del III è in buone condizioni ed è caratterizzato dalla splendida scenografia naturale del mare e delle colline del Golfo di Castellammare.

Attualmente l’accesso al Parco di Segesta è contingentato ed è necessario prenotare il biglietto di ingresso sul portale del sito archeologico.

8. Parco archeologico di Selinunte e Cave di Cusa (Trapani)

Selinunte

Selinunte ha una storia breve, ma in poco più di 200 anni ha espresso una ricchezza economica e una magnificenza architettonica che hanno pochi confronti nella Sicilia ellenica. La città è stata fondata dai Greci nel 650 a.C. ed è stata distrutta nel 409 a.C. dalle forze alleate di Segesta e dei Cartaginesi.

Selinunte non è mai più tornata ai fasti di un tempo ed è stata abbandonata. Un violento terremoto ha distrutto gran parte dei suoi edifici e monumenti e la città è stata dimenticata. Fino a che il teologo e archeologo Tommaso Fazello l’ha “ritrovata” nel 1549. 

Il Parco archeologico di Selinunte e Cave di Cusa è stato istituito nel 2013 ed è uno dei più grandi d’Europa. Il sito comprende quattro aree che corrispondono ad altrettante zone della città, tre necropoli e un’antica cava a 11 km dal centro abitato dove venivano estratte le pietre per le costruzioni selinuntine.

Nelle aree dell’acropoli e della collina orientale si trovano otto templi che testimoniano la grandezza raggiunta da Selinunte tra il VI e il V secolo a.C. Il Tempio C è il più antico di quelli sull’acropoli ed era dedicato ad Apollo. L’edificio è stato sottoposto a un processo di ricostruzione “pezzo per pezzo” (anastilosi) che ha portato a ricomporre a rialzare 14 colonne su 17 e una parte della trabeazione. 

Anche il Tempio E sulla collina orientale è stato oggetto di un intervento di anastilosi e oggi risulta essere il meglio conservato del parco. Invece il Tempio G è uno dei più grandi del mondo greco. Purtroppo dell’edificio rimangono solo rovine, a parte un’unica colonna ricomposta nel 1820 e chiamata “lu fusu di la vecchia”. 

Il sito comprende anche i resti di un santuario dedicato alla dea della fertilità Dèmetra Malophòros, oltre a quelli di fortificazioni, strade, abitazioni, botteghe e luoghi della vita quotidiana. 

Le informazioni aggiornate sugli orari di ingresso e le modalità di accesso sono disponibili sul portale del Parco archeologico di Selinunte e Cave di Cusa. La visita può essere effettuata in maniera autonoma o con l’accompagnamento di una guida.

Agosto 2021

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