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10 castelli del Trentino da scoprire

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Forse può sorprendere, ma è davvero difficile fare la conta dei castelli del Trentino. Tra edifici che hanno attraversato indenni (o quasi) i secoli, ruderi e tracce più o meno evidenti, si tratta di diverse decine. Ma da cosa dipende un numero tanto elevato? Una ragione è senza dubbio la posizione geografica della regione.

Il Trentino (come l’Alto Adige) è una terra di confine e ha avuto per secoli un ruolo strategico di difesa territoriale, oltre che di controllo di alcune fondamentali vie di collegamento e commerciali. La maggior parte dei castelli è sorta durante il Medioevo e ha raggiunto l’apice durante il principato vescovile di Trento. Ma nella zona esistevano insediamenti fortificati già in epoca romana, non di rado eretti su siti preesistenti.

I manieri del Trentino sono stati spesso al centro di lunghe e sanguinose contese e sono stati costruiti e ricostruiti per rispondere alle nuove esigenze militari e al gusto dei loro proprietari. Il Cinquecento ha segnato una sorta di spartiacque, con molti castelli che hanno iniziato ad assumere sempre di più la fisionomia di eleganti dimore nobiliari.

Nei secoli seguenti, i vari edifici fortificati hanno dovuto affrontare un mutato stile di vita che portava i signori a lasciare la campagna per la città, diverse guerre e una generale perdita di importanza. Qualcuno è andato distrutto, altri sono stati gravemente danneggiati. Ma molti sono stati preservati o recuperati.

Qui trovate 10 castelli che raccontano in vario modo la storia del Trentino e tra le loro mura – o ciò che ne resta – conservano straordinarie testimonianze culturali e artistiche.

1. Il Castello di Altaguardia

È il più alto castello del Trentino e dal colle su cui sorge regala una vista mozzafiato sulla Valle di Bresimo e la Val di Non. La fortezza di Altaguardia è stata a lungo un baluardo strategico per il controllo della viabilità verso l’Alto Adige e il nome non fa che confermarlo.

La rocca medievale risale al XIII secolo. Ma alcuni ritrovamenti archeologici fanno ipotizzare che sia stata eretta su un insediamento dell’Età del ferro, trasformato in torre di avvistamento in epoca romana. Il Castello di Altaguardia è stato costruito dai signori di Livo, poi è diventato di proprietà dei Thun.

La potente famiglia non ha mai utilizzato il maniero come residenza, bensì come un simbolo di prestigio. Il fortilizio è stato gravemente danneggiato da due rivolte e da un incendio, ma è stato ricostruito. Nel XVIII secolo, però, è stato abbandonato e da allora è iniziato il declino.

Oggi, del Castello di Altaguardia rimangono dei (suggestivi) ruderi, che possono essere raggiunti con due percorsi trekking da Baselga e Bresimo.

2. Castel Caldes

Castel Caldes è stato teatro di una tragica storia d’amore. Almeno, così racconta la tradizione popolare. La giovane Olinda sarebbe stata segregata nel maniero dal padre per impedirle di sposare il menestrello Arunte e la poveretta sarebbe morta di dolore.

Alcuni sostengono che la stanza dove sarebbe stata rinchiusa la sfortunata fanciulla sia una piccola camera affrescata. E addirittura attribuiscono a Olinda le pitture che decorano i muri (non a caso, la stanza è chiamata “La prigione di Olinda”). Ma anche se c’è chi identifica la giovane con Marianna Elisabetta Thun, la storia rimane leggenda.

Di certo, Castel Caldes è stato eretto tra il 1230 e il 1235 da Rambaldo ed Arnoldo da Cagnò. La costruzione originale era una “casa torre” e veniva utilizzata insieme alla vicina Rocca di Samoclevo per controllare i traffici commerciali in Val di Sole. Il piccolo fortilizio è poi passato nelle mani dei Thun, che lo hanno restaurato e ampliato, portandolo ad assumere l’aspetto attuale.

Castel Caldes fa parte del circuito museale del Castello del Buonconsiglio, ospita mostre e diverse attività e può essere visitato nei mesi estivi (per il dettaglio delle aperture, si consiglia di visitare il sito ufficiale).

3. Castel Valer

Il nucleo più antico di Castel Valer risale al XIII secolo ed è stato costruito per buona parte con blocchi di granito trasportati (probabilmente) dal Gruppo dell’Adamello. Già questo basterebbe a rendere speciale il maniero. Ma la principale peculiarità dell’imponente costruzione fortificata in Val di Non è la sua torre a base ottagonale. La costruzione rappresenta un unicum in Trentino non solo per la forma, ma anche per l’altezza di ben 40 metri.

Il nome del castello deriva forse dalla Cappella di San Valerio che si trova dentro le mura. Di certo, il piccolo oratorio custodisce un pregevole ciclo di affreschi realizzato nel XV secolo da Giovanni e Battista Baschenis. L’opera dei due fratelli presenta uno straordinario stato di conservazione, così come il resto delle decorazioni, dei rivestimenti, degli arredi e degli interni del maniero.

L’accesso a Castel Valer è consentito solo con visita guidata ed è necessario prenotare. Il maniero appartiene alla famiglia Spaur dal XIV secolo e il conte Ulrico Spaur vi ha vissuto fino alla morte, avvenuta a febbraio 2021. In seguito, gli eredi hanno intavolato una trattativa con la provincia di Trento per cedere la proprietà.

4. Castel Thun

Castel Thun è stato la residenza di una delle famiglie più antiche e potenti del Trentino. I “de Tono” o “de Thono” – “Thun” o “Thunn” in tedesco – sono stati i signori dell’antico maniero di Belvesino dal XIII secolo e l’hanno abitato fino (quasi) alla fine del XX.

L’imponente fortezza sorge su un colle sopra il borgo di Vigo di Ton e domina l’intera Val di Non. Il nucleo originario era costituito da un mastio circondato da una struttura protettiva ed è stato ampliato con fabbricati, mura, torri, bastioni e fossati tra il Cinquecento e il Settecento. La costruzione della grandiosa “Porta spagnola” in stile moresco e il rinnovamento del palazzo baronale risalgono a questo periodo.

Castel Thun è un raro esempio di dimora arredata e tra le sue mura dall’aspetto severo custodisce una straordinaria raccolta di arredi di epoche diverse, una ricca “quadreria” e preziose collezioni di oggetti, suppellettili e utensili.

La “Stanza del vescovo”, interamente rivestita in legno di cirmolo, è l’ambiente più famoso del maniero. Ma anche le camere da letto, i salotti, la sala d’armi e le cucine rappresentano un’eccezionale testimonianza storica e artistica. Così come la collezione di armi bianche e da fuoco e la curiosa raccolta di carrozze e slitte.

Castel Thun fa parte del circuito museale del Castello del Buonconsiglio e propone diversi tipi di attività, a partire da visite guidate e laboratori “per chi ama imparare facendo”.

5. Il Castello del Buonconsiglio

Il Castello del Buonconsiglio di Trento è stato la residenza dei principi vescovi dal XIII al XVIII secolo ed è uno dei più importanti ed estesi complessi monumentali della regione. L’imponente sistema fortificato sorge su un piccolo colle ed è il risultato di una plurisecolare opera di costruzione e ristrutturazione.

Il nucleo più antico è formato da Castelvecchio – eretto nel Duecento, ma rimaneggiato nel Quattrocento – e da un torrione cilindrico, chiamato Torre di Augusto. Al Duecento risale anche la struttura originaria di Torre Aquila. L’edificio è stato profondamente rimaneggiato nei due secoli seguenti e custodisce all’interno il Ciclo dei Mesi. La sequenza di affreschi è datata al Trecento ed è considerata uno dei più pregevoli esempi di gotico internazionale in Italia.

La parte più recente del Castello del Buonconsiglio è rappresentata dal Magno Palazzo e dalla Giunta Albertiana. Il primo è un grandioso edificio di gusto rinascimentale, splendidamente rifinito e affrescato, fatto erigere dal cardinale Bernardo Clesio nel 1500. La seconda è stata costruita in epoca barocca ed è un fabbricato di raccordo tra Castelvecchio e il Magno Palazzo.

Il complesso monumentale è sede del Museo provinciale del Castello del Buonconsiglio ed è il cuore di una rete museale che comprende il Castello di Stenico, Castel Beseno, Castel Thun e Castel Caldes.

6. Castel Toblino

Castel Toblino è un suggestivo esempio di fortificazione lacustre ed è un luogo di leggende. Una racconta che esista una galleria che collega il maniero al non lontano Castel Madruzzo. Un’altra sostiene che sul fondo del lago dove sorge la rocca si nasconda un tesoro.

E poi c’è la scandalosa storia del principe vescovo di Trento, Carlo Emanuele Madruzzo, e Claudia Particella. Castel Toblino avrebbe fatto da sfondo alla relazione proibita tra i due. La vicenda ha fatto molto scalpore e ha ispirato il libro L’amante del cardinale. Claudia Particella, scritto da Benito Mussolini nel 1910.

Il maniero sul lago viene citato per la prima volta in un documento dell’Anno Mille ed è probabile che in epoca medievale abbia svolto la funzione di presidio per il controllo sulla via per la Valle del Sarca e la Valle dei Laghi. L’imponente torre cilindrica (a tutti gli effetti un mastio) è la principale testimonianza della struttura più antica del castello, profondamente rimaneggiato e trasformato in residenza nobiliare nel Cinquecento.

7. Castel Ivano

Castel Ivano in Valsugana ha origini incerte e una storia complessa. Un’ipotesi è che sia stato eretto dai Longobardi (tra il VI e il VII secolo), probabilmente su un insediamento fortificato di epoca precedente. In seguito potrebbe essere stato utilizzato come monastero o rifugio per la popolazione. Ma bisogna aspettare fino al 1187 per trovare il primo riferimento scritto a un certo Jacopino de Yvano. Di sicuro, il maniero è stato coinvolto nella lunga lotta per il dominio del Trentino sudorientale ed è passato più volte di mano.

Tra il XIII e il XV secolo, la fortezza e il territorio circostante sono stati contesi da Ezzelino da Romano, dalle famiglie Da Camino, Della Scala, Da Carrara e da Gian Galeazzo Visconti (tra gli altri). In seguito, la lotta è stata tra i Conti del Tirolo e la Repubblica di Venezia. Alla fine, Castel Ivano è entrato nell’orbita degli Asburgo, che lo hanno assegnato a capitani di fiducia e poi ai nobili Wolkenstein–Trostburg.

L’ultimo passaggio di proprietà è avvenuto nel primo dopoguerra, quando il maniero è stato ceduto agli Staudacher. I nuovi proprietari si sono impegnato in una grande opera di restauro e hanno aperto l’antica fortezza al pubblico. Oggi, Castel Ivano è “centro internazionale di cultura”, ospita eventi di vario tipo e può essere visitato su prenotazione.

8. Castel Beseno

Indossare un’armatura e impugnare una spada? A Castel Beseno si può. Il più esteso sistema fortificato del Trentino è la sede di una mostra sulle armi e le tecniche di combattimento dal XV al XVIII secolo che permette di vivere un’esperienza immersiva.

L’allestimento ricostruisce la famosa “battaglia di Calliano”, combattuta nella piana sotto al maniero. Lo scontro è avvenuto nel 1487 e ha visto l’inaspettata, quanto clamorosa sconfitta dell’esercito della Repubblica di Venezia da parte delle forze trentine e tirolese (tra cui militavano i temibili lanzichenecchi).

Castel Beseno è sorto probabilmente nel XII secolo, ma l’aspetto attuale risale al Cinquecento. Il complesso originale, formato da tre nuclei turriti, è stato profondamente rimaneggiato e gli elementi medievali sono stati soppiantati da una struttura di impianto e stile rinascimentali.

9. Castello di Arco

Un’alta rupe dalle pareti a strapiombo, un fitto manto di ulivi e un complesso di edifici e fortificazioni che si sviluppa per oltre 23mila metri quadrati. Il Castello di Arco è ridotto in rovina, ma non è difficile immaginare la sua grandezza passata. Il maniero costituiva un esteso e articolato sistema fortificato con il borgo sottostante, come conferma anche un acquerello dipinto nel 1495 dall’artista tedesco Albrecht Dürer.

La più antica testimonianza di un “Castrum Archi” risale all’Anno Mille, anche se è probabile che esistesse un insediamento precedente. Il castello è appartenuto alla famiglia Arco per diversi secoli, seppure in maniera in discontinua. Nel Trecento è finito sotto il controllo dei Della Scala e dei Visconti, mentre alla fine del Cinquecento è stato espropriato dalle autorità tirolesi.

Gli Arco hanno ripreso il controllo del maniero nel Seicento, ma la fortezza aveva già perso gran parte della sua importanza. Il colpo di grazia è stato il bombardamento e la conquista da parte delle truppe francesi, durante la guerra di successione spagnola.

Oggi, il Castello di Arco è un vasto complesso ruderale, al cui interno spiccano i resti della cosiddetta “Torre grande” e di un’altra più piccola. La prima è alta 20 metri ed è integra su tre lati, ma priva di copertura e completamente vuota. La seconda conserva all’interno un prezioso ciclo di affreschi del Trecento di genere profano.

10. Il Castello di Rovereto

Cosa ci fa una rocca veneziana in Trentino? Il Castello di Rovereto è stato eretto nel XIV secolo, come testimonia un documento dell’epoca in cui viene citato un “Casteljunclum de novo edificatum”. Il maniero è stato un presidio feudale dei Castelbarco fino al Quattrocento, poi è diventato di proprietà della Repubblica di Venezia. E durante il dominio della Serenissima ha cambiato radicalmente aspetto.

I veneziani hanno dato al castello forma poligonale, hanno eretto spesse mura fortificate, bastioni con decine di cannoniere e gli imponenti torrioni Marino, Malipiero e Coltrino. Agli architetti della Serenissima si devono anche il fossato e il “pozzo d’assedio” (profondo 57 metri).

La fortezza è passata agli Asburgo nel 1509 e dopo varie traversie è andata incontro a un lungo periodo di abbandono. Dopo essere stata utilizzata come dogana, ospizio, prigione e caserma, nel 1920 è diventata la sede del Museo storico italiano della guerra.

Il cuore e il fil rouge dell’allestimento è la Prima guerra mondiale. Ma il percorso espositivo comprende anche una sezione dedicata ai soldati e alle armi nell’Ottocento, un’altra che esplora la società del Risorgimento e varie raccolte di armi di epoche diverse.

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