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Alla scoperta di Peschiera del Garda: i luoghi e le curiosità

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La fortezza a pianta pentagonale affacciata sul lago e abbracciata dal corso del Mincio rende inconfondibile il profilo di Peschiera del Garda. La cittadella Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2017 è un vero e proprio excursus nella storia della fortificazione dall’età antica all’epoca moderna ed è la principale attrazione del piccolo comune veneto. Ma non l’unica.

Peschiera custodisce diversi altri tesori e curiosità, compresa una statuetta della Vergine “miracolosa”. L’effigie sarebbe apparsa a un pastore che aveva invocato l’aiuto divino per sfuggire a un grosso serpente e oggi è conservata in un santuario eretto per commemorare e celebrare lo straordinario evento.

Non c’è nulla di soprannaturale, invece, nei villaggi di palafitte del Belvedere e del Lago del Frassino. Ma i due insediamenti dell’Età del Bronzo rappresentano una eccezionale testimonianza della storia più antica della zona e sono (anche loro) Patrimonio dell’umanità UNESCO.

Peschiera del Garda ha molto da offrire pure sotto il profilo naturalistico. Oltre a essere un sito archeologico di grande importanza, il Lago del Frassino è anche un’oasi naturalistica e un vero e proprio “paradiso” per i birdwatcher. Oltre a ciò, lungo le alzate del Mincio si sviluppa una bella e semplice pista ciclabile che conduce fino a Mantova.

Se a questo punto Peschiera del Garda vi sembra un posto da non perdere, avete ragione. Qui trovate sei curiosità e luoghi da scoprire per conoscerla meglio.

1.Due nomi per una città

Peschiera del Garda non si è sempre chiamata così, in passato il suo nome era Arilica. L’antico toponimo viene fatto risalire ai Celti – presenti nella zona dal IV al V secolo a.C. – e a quanto pare indicava la posizione dell’abitato. Un’ipotesi è che significhi “vicino al fiume” o “vicino al lago”, un’altra “vicino alla pietra piatta” (la falesia di Sirmione).

La denominazione è rimasta per tutta l’epoca romana ed è cambiata tra l’VIII e il IX secolo. Il termine “piscaria” compare per la prima volta in un documento del re longobardo Rachis, ma più che la città sembra descrivere la principale attività della zona, l’allevamento dei pesci. L’affermazione come toponimo è arrivata in seguito e oggi Peschiera è detta “del Garda” per distinguerla da Peschiera Maraglio (sul Lago d’Iseo) e Peschiera Borromeo (vicino a Milano).

2. La Fortezza del Garda

Per la sua posizione tra le Alpi e la Pianura Padana, Peschiera del Garda ha avuto un ruolo strategico ed è stata protetta da fortificazioni fin dal più remoto passato. Le prime strutture risalgono all’epoca romana, mentre altre sono state realizzate nel Medioevo. Ma è con gli Scaligeri che l’antica Arilica è diventata una vera e propria città fortificata. Mastino II Della Scala ha completato la cinta di mura e ha costruito la rocca che si staglia nell’angolo meridionale.

Peschiera è rimasta ai signori di Verona fino alla metà del XV secolo, poi è diventata un possesso della Repubblica di Venezia. La Serenissima l’ha eletta a propria piazzaforte e ha rinnovato in modo radicale il sistema di difesa, conferendo alla fortezza l’inconfondibile forma a pianta pentagonale. Le mura sono state dotate di terrapieni e bastioni angolari (chiamati Guerini, San Marco, Contarana, Feltrin e Tognon) e la rocca è stata sopraelevata e trasformata in un “cavaliere”.

Dal Trattato di Campoformio e fino alla Terza guerra d’Indipendenza, la fortezza di Peschiera è rimasta sempre sotto il controllo austriaco (a parte una breve parentesi francese). In questo periodo è stata ancora rinforzata ed è diventata un caposaldo del sistema di difesa costituito da Vienna nel Lombardo Veneto. Il cosiddetto “Quadrilatero” comprendeva anche le fortezze di Mantova, Legnano e Verona ed era una vera e propria “regione fortificata” nel cuore della Pianura Padana.

3. La chiesa dei miracoli

Il Santuario della Madonna del Frassino è una chiesa rinascimentale in una frazione di Peschiera del Garda, che viene definita “una pinacoteca” perché custodisce un ricco patrimonio di opere d’arte. Ma la sua fama è legata soprattutto a una (presunta) apparizione della Vergine, che sarebbe avvenuta l’11 maggio 1510.

La tradizione racconta che un contadino – Bartolomeo Broglia – stava lavorando nei campi quando è stato attaccato da un serpente. L’uomo ha invocato l’aiuto divino e sono accadute due cose: la bestia è sparita e tra i rami di un frassino è comparsa una piccola statua della Madonna circondata da una grande luce.

Il pastore ha portato la statuetta a casa e l’ha messa al sicuro in una cassapanca. Ma quando è andato a prenderla per mostrarla ai tanti che gli chiedevano di vederla, non c’era più. L’effigie di Maria era tornata sul frassino dov’era apparsa. Le autorità ecclesiastiche hanno deciso di traslarla a Peschiera, ma la statua è scomparsa di nuovo per riapparire sull’albero dove l’aveva vista il pastore.

Dopo quest’ultimo episodio, sul luogo dell’apparizione è stata costruita una cappella. Il piccolo oratorio ha iniziato a essere frequentato da sempre più fedeli e nel 1515 è stata eretta la Chiesa della Madonna del Frassino. Poi, nel 1518, Papa Leone X ha approvato la costruzione di un convento da parte dei Frati Minori, perché la statua “già celebre per miracoli” fosse “custodita e governata da religiosi di vita esemplare”.

La piccola effigie della Madonna del Frassino è custodita in un tabernacolo nell’omonima cappella che si trova al lato dell’altare maggiore ed è circondata da alcuni ex voto. La statuetta è alta una quindicina di centimetri e probabilmente è di manifattura francese.

4. I villaggi di palafitte patrimonio UNESCO

La zona di Peschiera del Garda è stata abitata fin dall’antichità e a testimoniarlo ci sono (anche) due villaggi di palafitte che risalgono all’Età del Bronzo. Gli insediamenti del Belvedere e del Lago del Frassino sono stati scoperti tra gli anni ’80 e ’90 e sono Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO nell’ambito del progetto "Siti palafitticoli preistorici dell'arco alpino".

Il villaggio del Belvedere si trova a circa 150 metri dalla riva del Lago di Garda ed è sommerso a tre metri di profondità. L’antico abitato si estende parallelamente alla costa e occupa un’area di più di 22mila metri quadrati. Il sito è stato oggetto di una campagna di studi multidisciplinari, che ha permesso di individuare due differenti epoche di occupazione e sviluppo del villaggio. La prima risale all’Antica Età del Bronzo, mentre la seconda si colloca nella fase di transizione verso la Media Età del Bronzo.

L’insediamento di Belvedere ha restituito pochi materiali archeologici, a differenza di quello del Frassino. Nel sito nell’omonimo laghetto sono stati trovati numerosi reperti, tra cui alcuni manufatti in ceramica di notevole interesse. Il limo e le acque del piccolo bacino di origine glaciale hanno conservato anche la maggior parte dei pali di legno che sorreggevano le piattaforme con le capanne. Il villaggio del Frassino è più piccolo di quello del Belvedere e risale alla fase di passaggio tra il Bronzo Antico e il Bronzo Medio.

5. Il lago delle anatre tuffatrici

Il Lago del Frassino non solo custodisce un antico villaggio di palafitte, ma è anche un’oasi naturale protetta per la sua peculiare flora e fauna. Intorno al piccolo invaso crescono canneti e arbusti di palude ed è presente un raro bosco di pianura di antichi pioppi e salici. Nella zona vive pure la Rana Lataste, una specie rara e a rischio di estinzione. Quello che però rende speciale il bacino glaciale tra le colline moreniche del Garda è l’avifauna.

Il Frassino è l’habitat di oltre 160 specie di uccelli, una quarantina delle quali nidificanti. Il piccolo invaso è popolato in ogni stagione ed è una delle mete preferite dalle “anatre tuffatrici” per svernare. Il moriglione (Aythya ferina) e la moretta (Aythya fuligula) sono le più numerose, ma sono presenti anche la moretta tabaccata e la moretta grigia. Negli anni è stata altresì registrata la presenza di “rarità” come la moretta codona, la moretta col collare, il gobbo della Giamaica e la pesciaiola.

La posizione “strategica” del Lago del Frassino gioca un ruolo chiave nella presenza delle anatre tuffatrici. Così come rilevante è il fatto che l’area sia sottoposta a tutela ambientale e sia un Sito d’Importanza Comunitaria (SIC) e una Zona di Protezione Speciale (ZPS). Ma ad attirare tanti esemplari di anatidi è soprattutto un mollusco chiamato Dreissena polymorpha. La “cozza zebra” è presente in grande quantità nel vicino Lago di Garda e costituisce una fondamentale fonte di cibo per le anatre nei mesi invernali.

Il Frassino è una meta molto frequentata dai birdwatcher del Veneto e non solo. Sulle sponde del piccolo bacino glaciale sono presenti due casette di legno per l’osservazione degli uccelli. Inoltre, alcune associazioni naturalistiche della zona propongono varie attività per scoprire l’oasi e i suoi abitanti.

6. In bicicletta lungo il fiume

Il Mincio è un elemento identificativo del paesaggio di Peschiera del Garda ed è l’assoluto protagonista della lunga ciclovia che si snoda tra la cittadina vicino a Verona e Mantova. La “ciclabile del Mincio” corre sulle alzate del fiume per una quarantina di chilometri e si snoda tra alcuni dei luoghi e dei monumenti più belli e caratteristiche della zona a confine tra Veneto e Lombardia.

Il tracciato è completamente asfaltato, ha un dislivello molto modesto ed è adatto a tutti. Per percorrerlo per intero sono necessarie tra le tre e le quattro ore, ma in definitiva dipende dall’andatura. La pista non è molto ombreggiata (per non dire per nulla), ragione per cui è consigliabile evitare di affrontarla nelle giornate estive più calde e assolate.

La ciclabile del Mincio inizia nei pressi del viadotto ferroviario e nelle vicinanze sono presenti diversi noleggi per le biciclette, che nella maggior parte dei casi offrono un servizio di van e navette per il ritorno. Il tracciato si snoda lungo la sponda destra del fiume fino alla diga di Sallonze (all’altezza del paese di Monzambano), poi passa su quella sinistra.

La prima tappa dopo Peschiera è rappresentata da Ponti sul Mincio, famoso per il castello scaligero e il Forte Ardietti (uno dei presidi del Quadrilatero). Poi è la volta di Valeggio sul Mincio e anche qui la principale attrazione è la fortezza costruita dai Della Scala su una collina sopra l’abitato. Nei pressi si trova il Parco Giardino Sigurtà, uno splendido spazio verde con un suggestivo labirinto di più di mille piante di tasso, e poco dopo il caratteristico paese di Borghetto.

La strada prosegue toccando Pozzolo sul Mincio, Volta Mantovana e Castellaro Lagusello, che sorge su una collina affacciata su un lago a forma di cuore. Poi si snoda tra Massimbona (dove si trova un antico mulino), il Parco delle Bertone e la frazione Grazie di Curtatone, per arrivare infine a Mantova.

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