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Capri a piedi: 7 passeggiate ed escursioni da non perdere

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Capri è un luogo di storia. La seconda isola per grandezza dell’Arcipelago Campano ha conquistato gli imperatori Augusto e Tiberio, poi è diventata una meta del Grand Tour e il buen retiro di imprenditori, letterati e artisti. Ma è anche un posto dove la terra, il mare e il cielo si incontrano e dipingono uno straordinario quadro naturalistico e paesaggistico.

Dalle antiche torri di avvistamento trasformate in fortini da Inglesi e Francesi, al “profumato” Eremo della Cetrella, fino al ponte di roccia dell’Arco Naturale e alla misteriosa Grotta di Matermania (usata come luogo di culto dai Romani), ogni angolo di Capri custodisce un tesoro.

Un buon modo per scoprirli tutti (o quasi) è avventurarsi a piedi tra le strade dei centri abitati e i sentieri che si snodano tra le pareti del Monte Solaro e la costa. Qui trovate 7 passeggiate ed escursioni di diversa difficoltà e lunghezza da non perdere se avete in programma di fare una gita o una vacanza a Capri.

1. Il Sentiero dei Fortini

Dalla Grotta Azzurra al faro di Punta Carena o viceversa (anche se la direzione “consigliata” è la prima), il Sentiero dei fortini corre lungo la costa ovest di Capri. Il tracciato si chiama così perché si snoda tra tre avamposti militari dell’antico sistema di difesa costiero, ma non è solo un viaggio nella storia dell’antica Capreae. Il percorso di circa 5 chilometri è anche un itinerario naturalistico e una passeggiata panoramica tra la macchia mediterranea, le rocce e il mare dell’isola.

I fortini sono sorti come torri di avvistamento tra il IX e il XV secolo, ma sono stati distrutti dai pirati saraceni nel corso delle loro numerose scorrerie. Le rovine delle antiche strutture sono rimaste abbandonate per lungo tempo, poi gli Inglesi e i Francesi le hanno utilizzate per costruire delle ridotte nell’Ottocento.

Il primo avamposto del sentiero a partire dalla Grotta Azzurra è il Fortino di Orrico, a picco sulla Punta del Miglio. A metà strada, sul Promontorio del Campetiello, sorge il Fortino della Mesola. Nell’ultimo tratto, infine, aggrappato all’aspra scogliera della Cala di Mezzo, si staglia il Fortino di Pino. Dopo quest’ultimo si trova un ulteriore avamposto, il Fortino del Cannone, che alcuni considerano parte del sentiero e altri no.

Dal Fortino del Pino è possibile proseguire verso il promontorio di Punta Carena, dove sorge il faro di Capri. La lingua di terra è la parte più occidentale dell’isola ed è famosa per i suoi spettacolari tramonti.

2. La Scala Fenicia

La Scala Fenicia lo è di nome, ma non di fatto. La gradinata è stata realizzata dai greci tra il VII e il VI secolo a.C. e fino alla costruzione della strada carrozzabile nel 1874 ha rappresentato l’unico collegamento tra Capri e Anacapri. La scala inizia poco lontano dal porto dell’isola a Marina Grande e si arrampica per 921 gradini fino al centro dell’abitato che sorge sul versante settentrionale del Monte Solaro.

Il primo tratto è immerso in una fitta lecceta, poi la vegetazione si fa più rada e lascia spazio a una straordinaria vista sul Golfo di Napoli e la Penisola sorrentina. A metà percorso fa capolino una cappella dedicata a Sant’Antonio da Padova, mentre alla fine si trova un ingresso in muratura – la “porta della differenza” – che in passato segnava il confine tra Capri e Anacapri.

Lungo l’antica salita sono anche visibili sette grandi croci scavate nella parete di roccia. A farle realizzare nel XVII secolo sono stati i vescovi dell’isola, per proteggere chi percorreva la scala dalla caduta di massi. Le frane hanno minacciato l’incolumità dei viandanti fino al 1989, quando il percorso è stato messo in sicurezza con l’installazione di apposite reti di protezione.

Oggi la gradinata aggrappata al fianco del Monte Solaro è uno degli itinerari paesaggistici più famosi e frequentati di Capri, ma fino a non molto tempo fa era un simbolo di lavoro e fatica. A percorrerla erano soprattutto le donne di Anacapri, che scendevano al porto per vendere prodotti di vario genere e tornavano indietro con materiali da costruzione e recipienti pieni d’acqua potabile.

3. La Migliara

La Migliara o Migliera è una passeggiata che inizia in prossimità della Scala Fenicia ad Anacapri e ricalca la strada romana che collegava la zona di Capodimonte alla costa a picco sulla Cala di Limmo. Ben presto l’antico percorso si lascia l’abitato alle spalle e incontra la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. Il piccolo edificio sacro è stato eretto nel XV secolo ed è stato la sede parrocchiale di Anacapri fino al completamento della chiesa di Santa Sofia nel 1642.

La strada prosegue tra vigneti, orti e limonaie, fino a un curioso giardino. Il “Parco Filosofico” è stato creato dall’economista svedese Gunnar Adler-Karlsson all’inizio degli anni Duemila ed è un luogo di natura, pace e meditazione. Il giardino è attraversato da tre sentieri dedicati a “Idealismo”, “Realismo” e “Saggezza” ed è scandito da molteplici mattonelle di maiolica che recano dipinte frasi e citazioni di filosofi, scrittori e poeti.

La passeggiata della Migliara continua oltre il parco di Gunnar Adler-Karlsson e arriva a un belvedere affacciato sulla parete di roccia che scende a picco nel mare di Punta Carena. Qui la strada diventa un sentiero nascosto nella vegetazione e procede tra cespugli di ginestra, mirto, rosmarino e “Fiori Blu di Capri” fino a un secondo belvedere, che regala una vista mozzafiato da Punta Ventroso ai Faraglioni.

4. Il Sentiero del Passetiello

Quella del Sentiero del Passetiello è l’escursione per eccellenza di Capri, ma anche la più impegnativa. Il tracciato che si arrampica dal capoluogo ad Anacapri, lungo il versante sud-est del Monte Solaro, è riservato ai trekker più esperti e viene consigliato di percorrerlo con una guida del posto.

Il percorso parte dalla Località Due Golfi (nei pressi dell’ospedale) e si snoda lungo un’antica mulattiera che veniva utilizzata soprattutto dai cacciatori. Dopo un breve tratto “cittadino”, la strada diventa subito impervia e procede fino alla vetta tra strette piste e ripidi scalini scavati nella roccia.

L’ultimo ostacolo è rappresentato dal “Canyon del Passetiello”, poi il tracciato prosegue a mezza costa fino all’Eremo di Santa Maria in Cetrella. La piccola chiesa è stata costruita nel XV secolo dove un tempo sorgeva un tempio dedicato a Venere (pare) e si chiama così per via di un’erba dal profumo di limone che cresce in grande quantità nella zona.

Dall’eremo, il sentiero continua fino alla cima del Monte Solaro. La vetta dell’imponente rilievo è il punto più alto di Capri e regala una vista senza pari sull’isola, il mare che la circonda e la terraferma.

5. L’Eremo di Cetrella e il Monte Solaro

L’Eremo di Santa Maria in Cetrella e la sommità del Monte Solaro possono essere raggiunti anche da altre strade più brevi e meno impegnative del Sentiero del Passetiello. Un percorso molto battuto è quello che inizia da via Capodimonte ad Anacapri, percorre via Monte Solaro e prosegue su uno sterrato fino al piccolo complesso religioso e alla cima del massiccio.

In alternativa, è possibile arrivare in vetta alla montagna caprese con la funivia che parte da piazza Vittoria ad Anacapri e fare ritorno a piedi. La discesa è ugualmente panoramica, ma decisamente più agevole. Lungo la strada è presente una deviazione che conduce all’Eremo della Cetrella e una volta arrivati in via Capodimonte è possibile proseguire verso Capri percorrendo la Scala Fenicia.

Proprio all’imbocco della panoramica gradinata di epoca greca si trova Villa San Michele. L’elegante dimora in stile neoclassico è stata costruita dallo psichiatra Axel Munthe ed è una suggestiva casa-museo al cui interno è custodita la collezione di opere d’arte del medico svedese.

6. Via Tragara e il belvedere

Le origini di via Tragara sono molto antiche. A svelarle è il nome, che deriva dal greco e significa “recinto delle capre”. Secondo alcuni, in epoca romana era il lungo camminamento (“ambulatio”) che conduceva al maestoso complesso residenziale di Augusto che sorgeva nella zona. Di certo, in tempi più recenti è diventata una passeggiata panoramica e il buen retiro di imprenditori, intellettuali e artisti.

Via Tragara inizia nei pressi della celebre via Camerelle e per tutta la sua lunghezza è punteggiata da lussuose dimore signorili. Tra la vegetazione profumata in cui è immersa fanno capolino il profilo neomoresco di Villa Discopoli, che ha ospitato lo scrittore e poeta boemo Rainer Maria Rilke, e la splendida Casa di Arturo. La dépendance del complesso La Pergola di Tragara è stata per lungo tempo il rifugio di Pablo Neruda e della moglie e ha ispirato all’autore cileno alcuni tra i suoi versi più belli.

La strada prosegue lungo la costa fino a “La Stracasa” di Enrico Vismara, progettata da Le Corbusier e trasformata negli anni ’70 in un albergo di lusso, poi si apre sul belvedere Tragara. Il punto panoramico affaccia tra la Marina Piccola e i Faraglioni e offre una vista inusuale e straordinaria sui celebri speroni di roccia.

7. La Passeggiata del Pizzolungo

Tra glamour e natura, la Passeggiata del Pizzolungo è uno degli itinerari più caratteristici e frequentati di Capri. Il tragitto disegna una mezzaluna che può essere percorsa in entrambe le direzioni. Ma quella che parte dalla “Piazzetta” e termina al belvedere Tragara è un vero e proprio crescendo di scorci panoramici, luoghi spettacolari e paesaggi mozzafiato.

Il primo tratto si sviluppa lungo il tracciato più o meno parallelo di via Longano e via Le Botteghe. Poi le due strade si incontrano in via Matermania, che a un certo punto diventa via Arco Naturale. Quest’ultima si addentra sempre più nella natura, fino ad arrivare alla straordinaria struttura di roccia che le dà il nome. L’Arco Naturale di Capri è un ponte di pietra largo 12 metri e sospeso a 18 metri di altezza, che domina l’estrema punta orientale dell’isola.

Dopo l’imponente formazione rocciosa, la Passeggiata del Pizzolungo prosegue lungo la via omonima per circa un chilometro e più o meno a metà incontra un’altra meraviglia naturale di Capri. La Grotta di Matermania (anche detta di Matromania o di Mitromania) è una grande caverna di forma semicircolare, che in epoca romana è stata utilizzata come luogo di culto. La cavità ha restituito numerosi reperti, ma non è stato possibile stabilire con certezza a quale divinità fosse consacrata. Il nome sembra suggerire che abbia accolto un ninfeo di Cibele (“Mater Magna”), un tempio di Mitra (Magnum Mitrae”) o entrambi.

La passeggiata continua su via Pizzolungo e passa accanto alla villa chiamata la “Casa come me” di Curzio Malaparte (considerata un capolavoro dell’architettura moderna). Poi imbocca via Tragara e procede tra i colori e i profumi della macchia mediterranea fino al belvedere della strada panoramica.

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