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Come prepararsi alla Via Francigena a piedi: 5 consigli utili

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Finalmente hai deciso: ti sei informato sui cammini in Italia e nel mondo e hai scelto di partire per uno dei più antichi ed affascinanti d’Europa. Non importa quale sia la ragione che ti ha spinto (la ricerca di te stesso, il desiderio di vivere il territorio da vicino, la necessità di rinunciare al superfluo, quella di mettere alla prova il tuo corpo…): ti senti finalmente pronto per un’esperienza ricca di incontri e scoperte inaspettate. Ecco allora per te una breve checklist di passaggi da non dimenticare prima della partenza. 

1. Scelta dell’itinerario: tappe, lunghezza, altimetria

Prima della partenza, fondamentale è la decisione del tratto di Via Francigena da percorrere. Qui trovi la lista delle tappe italiane, con lunghezza in chilometri, dislivello, comuni attraversati, informazioni su come raggiungere il punto di partenza ed una breve descrizione del tracciato, mentre qui trovi ulteriori dettagli e informazioni sui tratti del cammino che si svolgono in Inghilterra, Francia e Svizzera

Per una scelta consapevole considera che, con uno zaino mediamente pesante sulle spalle, la velocità di camminata è in genere di 5 km/h. La lunghezza media è di 25 km al giorno, quindi la durata giornaliera del cammino si attesterà intorno alle 5 ore. Fai attenzione anche al dislivello: nelle tappe alpine, ad esempio, la lunghezza in chilometri è abbastanza limitata, ma il saliscendi è notevole, il che rende il percorso comunque impegnativo.

2. Via Francigena: cosa portare

La scelta dello zaino e di come riempirlo è probabilmente la più importante dell’intero viaggio. È fondamentale assicurarsi di avere con sé solo l’essenziale, portando sulle spalle non più del 10% del peso corporeo: ogni carico superfluo sarà infatti dannoso, causando infiammazioni, mal di schiena e vesciche ai piedi. Spesso i viaggiatori si vedono costretti ad abbandonare oggetti superflui negli ostelli lungo il cammino; d’altra parte, lungo la Via Francigena potrai acquistare ciò che ti manca quasi ad ogni tappa, poiché il cammino si svolge sempre a breve distanza dai centri abitati. 

a. Zaino: il modello dovrebbe avere una capienza di 35-45 litri. Uno zaino più piccolo risulterebbe scomodo per contenere tutto ciò che serve, ma uno troppo grande, oltre ad essere pesante, rischia di invogliare a portare con sé più del necessario. È fondamentale che lo zaino sia dotato di un sistema per scaricare il peso sul bacino, per ridurre l’affaticamento e la possibilità di dolori alla schiena. Soprattutto se si parte in estate, uno zaino con sistema di aerazione per la schiena è l’ideale. Per ottimizzare la distribuzione del peso, infine, è bene collocare sul fondo dello zaino gli oggetti più pesanti e, a seguire, introdurre quelli più leggeri. Altro piccolo accorgimento: per evitare inconvenienti in caso di pioggia, è consigliabile inserire indumenti e documenti in sacchetti impermeabili.

b. Credenziale: si tratta di un documento da portare sempre con sé, che attesta lo stato di pellegrino del viaggiatore. La si può richiedere in qualsiasi ufficio del turismo nei comuni dei punti tappa della Via Francigena e, spesso, presso gli ostelli convenzionati. Deve essere timbrata ad ogni tappa e dà diritto, al termine del viaggio, al rilascio del Testimonium. Lo si può richiedere presso l’ufficio di Opera Romana Pellegrinaggi in piazza San Pietro (piazza Pio XII, 9), agli Uffici della Canonica di San Pietro, che si trovano all'ingresso Petriano in piazza S. Uffizio, oppure presso il servizio di accoglienza dei pellegrini Ad Limina Petri presso il Centro San Lorenzo di via Pfeiffer 24. 

c. Medicinali: si consiglia di avere con sé una crema solare ed una contro gli eritemi solari, antidolorifico, antinfiammatorio, un farmaco contro diarrea e nausea, antistaminico e repellente per insetti, garze sterili e cerotto, disinfettante. Per curare le vesciche, che sono purtroppo una certezza anche per i camminatori più accorti, occorre avere con sé cerotti di varia dimensione per le diverse zone del piede, forbicine, pinzette, ago, filo di cotone, accendino. In caso di vescica, si consiglia di disinfettare l’ago con il fuoco, inserire il filo di cotone e bucare la vescica da parte a parte lasciando il filo sotto la pelle ad assorbire il liquido, senza ricoprire con il cerotto. Si consiglia infine di portare con sé integratori di sali minerali, per recuperare quelli persi con il sudore nelle ore trascorse sotto il sole.

d. Abbigliamento: l’ideale sarebbe portare con sé solo uno o due cambi per ogni capo, possibilmente di materiale tecnico per leggerezza e traspirabilità, da lavare ogni giorno una volta giunti al punto tappa. Di recente sono stati riscoperti anche materiali non sintetici, adatti specificamente per le attività sportive, come la lana merinos: si tratta infatti di un tessuto termoregolatore, traspirante, inodore, elastico e capace di proteggere naturalmente dai raggi UV. Per i mesi tardo primaverili ed estivi, scelti dalla maggior parte dei pellegrini, sono pochi i capi veramente necessari: calze di cotone (meglio se rinforzate, specifiche per il trekking), biancheria intima, pantaloncini corti e un paio di pantaloni lunghi in caso di maltempo, una felpa, cappello (l’ideale è un cappello tecnico leggero a tesa larga), k-way, pigiama/tuta per la notte, asciugamano leggero in microfibra, ciabatte per la doccia, occorrente per l’igiene personale (il sapone di Marsiglia può andare bene sia per il corpo, sia per la biancheria e le magliette), costume da bagno, magliette tecniche traspiranti, sacchetti di plastica per i panni sporchi, sandali per il riposo, scarpe, articolo che merita un paragrafo a parte. 

e. Scarpe: esistono diverse opinioni su quali siano quelle ideali per il cammino, tra scarponcini da trekking, sandali o scarpe da ginnastica. Sicuramente tutti sono d’accordo su una cosa: le scarpe non devono essere nuove (ma nemmeno troppo usurate). Per prevenire la formazione di vesciche e ferite, infatti, si consiglia di utilizzare calzature che hanno già preso la forma del piede. Se sono nuove, prima di partire, conviene collaudarle con qualche camminata su sterrato. Per quanto riguarda il modello, il livello di professionalità richiesto dipende dal tratto che si intende percorrere. Un paio di scarponcini da trekking leggeri, se possibile impermeabili, va bene per qualsiasi evenienza; tuttavia, per le tappe alpine e appenniniche è richiesta un’aderenza maggiore al terreno, mentre per quelle collinari e pianeggianti, non molto impervie, scarpe da corsa o da ginnastica possono essere sufficienti. I sandali possono essere una soluzione nelle tappe più pianeggianti, ma il rischio di sfregamento è maggiore ed eventuali ferite sono meno protette da polvere e sporcizia.

f. Accessori: l’utilità dei seguenti articoli va considerata singolarmente e valutata rispetto al peso nello zaino. Se si viaggia in compagnia, è bene organizzarsi in modo da spartirseli e condividerli lungo il percorso. Gli articoli di cui si avrà più bisogno sono sapone di Marsiglia per gli indumenti, filo ed eventualmente mollette o spille da balia per stendere i panni, torcia, occhiali da sole, borraccia leggera da un litro, ombrello pieghevole, taccuino e penna, bussola, coltellino multiuso, sacco lenzuolo (fondamentale soprattutto per chi intende usufruire dell’accoglienza povera), caricabatterie per il cellulare e portafoglio. Le bacchette da trekking possono aiutare a scaricare il peso, specialmente per chi è poco allenato; per quanto riguarda il sacco a pelo, la Via Francigena dispone di adeguati servizi per l’alloggio dei pellegrini, ma può capitare di non trovare posto nelle strutture di accoglienza, specialmente nei mesi estivi e a ridosso della capitale. Può essere dunque utile munirsi di un sacco a pelo leggero e/o di un materassino per dormire per terra: occorre considerare, tuttavia, che tali oggetti sono piuttosto pesanti ed ingombranti. Per ridurre a zero il rischio di averne bisogno, il viaggiatore può decidere di prenotare in anticipo gli alloggi. 

3. Alloggi

 Il viaggiatore lungo la Via Francigena ha a disposizione due tipi di accoglienza, ovvero quella povera e quella turistica

a. Accoglienza povera: austera ed essenziale, è offerta generalmente da parrocchie, ordini religiosi o ostelli gestiti da comunità locali. La Toscana è il tratto meglio servito da questo punto di vista. L’accoglienza povera consiste, di solito, in un letto, un bagno con doccia e talvolta, a discrezione di chi mette a disposizione il servizio, un pasto. Per quanto riguarda il prezzo, tali rifugi sono spesso a donativo. Quando non è così, una notte può costare tra i 10 e i 15 euro, mentre può raggiungere i 20 o 30 nel caso in cui vengano forniti anche uno o due pasti.

b. Accoglienza turistica: si tratta di ostelli, alberghi, case vacanza e B&B situati presso i comuni attraversati dal cammino o in sua diretta prossimità. Tale tipologia di accoglienza è più confortevole e il viaggiatore munito di credenziale ha spesso diritto a sconti e servizi aggiuntivi. Questo tipo di struttura può essere prenotata in anticipo senza nessun problema, mentre diversi ostelli e strutture religiose accolgono i viandanti secondo il criterio first-come-first-served.  

4. Allenamento

La Via Francigena non presenta oggettive difficoltà tecniche. È un cammino potenzialmente alla portata di tutti, sebbene comunque il viandante debba tenere conto delle specifiche difficoltà di ogni tappa. Le sfide maggiori da valutare sono rappresentate da lunghezza, dislivello (attenzione a non sminuire la faticosità delle discese!), assenza di punti di ristoro e di fonti d’acqua, problema molto diffuso su gran parte del percorso in Italia, calore nelle ore centrali del giorno (da evitare partendo molto presto la mattina) e tratti su strada statale, che sono sia pericolosi per il traffico, sia dannosi per le giunture e i muscoli. Le doti fisiche e mentali che più di tutte sono richieste per affrontare un viaggio del genere sono forza di volontà, pazienza e resistenza fisica. Il difficile infatti non è tanto l’atto di camminare, quanto la perseveranza nella marcia, per giorni o settimane. Avere ben chiaro il motivo per cui si è partiti aiuta nei momenti di sconforto. Non sempre, tuttavia, quello che si trova lungo il cammino coincide con quello che ci si aspettava: solitamente, anzi, si porta a casa molto più del previsto, a livello sia di esperienza umana, sia di consapevolezza di sé, del proprio corpo e del territorio circostante.

La resistenza, fortunatamente, è una delle doti più allenabili: si consiglia dunque, soprattutto a chi fosse totalmente fuori allenamento, di fare qualche passeggiata prima della partenza (cominciando, se possibile, almeno un mese prima), rigorosamente con zaino sulle spalle e, ai piedi, le scarpe che si intende indossare lungo il cammino. Sarà utile al corpo per abituarsi e al viaggiatore per capire se sia un tipo di esperienza che può fare per lui.

5. Testimonianze

Per farsi un’idea, sul web sono disponibili diverse fonti di testimonianze sul cammino, tra cui il film documentario uscito nel 2016 I volti della via Francigena, di Fabio Dipinto, e alcuni forum interessanti. 

Se preferisci percorrere la Via Francigena in bicicletta, ecco alcuni consigli utili sulla Ciclovia Francigena.

La Via Francigena passa attraverso numerosissimi borghi e cittadine: scegli le strutture dove fermarti a dormire!

 

© Foto di Chris Brooks da Flickr nel rispetto di tutti i diritti.

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