Giardini botanici d’alta quota: 10 da scoprire sulle Alpi - CaseVacanza.it base64Hash Giardini botanici d’alta quota: 10 da scoprire sulle Alpi - CaseVacanza.it

Giardini botanici d’alta quota: 10 da scoprire sulle Alpi

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L’orto botanico è un “campo sperimentale” che raccoglie una grande varietà di piante per scopri scientifici e didattici. La definizione viene spesso utilizzata in maniera intercambiabile con quella di giardino botanico, ma c’è chi ritiene che si tratti di un uso improprio. 

Per coloro che operano una distinzione, l’orto avrebbe esclusivamente finalità pratiche di conservazione, studio e (ri)produzione di specie vegetali. Il giardino, invece, introdurrebbe una componente estetica e uno scopo ricreativo. 

Il dibattito è aperto, ma è certo che gli orti e i giardini botanici alpini o montani rappresentano una particolare tipologia che tutela, custodisce e studia la flora alpina.

Dalla Valle d’Aosta al Piemonte, dalla Liguria al Trentino-Alto Adige, dal Friuli-Venezia Giulia al Veneto, in Italia ne esistono diversi. Qui ne trovate 10 da non perdere.

Giardino botanico alpino Saussurea (Valle d’Aosta)

Il Giardino botanico alpino Saussurea sorge su un promontorio glaciale a oltre 2mila metri ed è il più alto d’Europa. Il nome (curioso) è un riferimento alla specie di fiori Saussurea alpina. Ma in realtà, sia l’uno che l’altra sono chiamati così in onore dello scienziato e alpinista svizzero Horace-Bénédict de Saussure, che ha organizzato la prima scalata del Monte Bianco.

Il giardino domina la piana di Courmayeur ed è organizzato in due aree distinte. Le “roccere” sono aiuole di rocce e terra dove crescono specie alpine locali e provenienti da ogni parte del mondo. In tutto sono sei e comprendono la flora della Valle d’Aosta, delle Alpi occidentali e delle Alpi orientali, oltre che piante officinali, esotiche e calcicole (che vivono in terreni calcarei). 

Gli “ambienti alpini”, invece, “ricostruiscono” le zone tipiche delle aree montane e comprendono il pascolo, gli ambienti umidi, il macereto (un terreno scosceso, coperto di detriti e sabbia), l’alneto (il bosco di ontani, Alnus viridis) e il rododendro-vaccinieto (dove crescono rododendri, ginepri e mirtilli).

Il Giardino botanico alpino Saussurea può essere raggiunto con la Skyway Monte Bianco oppure percorrendo a piedi un (impegnativo) sentiero di circa 2 chilometri e mezzo.

Giardino botanico alpino Castel Savoia (Valle d’Aosta)

La prima cosa che colpisce del Giardino botanico alpino Castel Savoia è l’omonimo maniero fatto costruire dalla regina Margherita a Gressoney-Saint-Jean. Ma il piccolo lembo di terra che affaccia sul Monte Rosa custodisce una pregevole e – soprattutto – coreografica selezione di flora locale e di tutto il mondo. Il giardino, infatti, ha principalmente una funzione ornamentale e comprende piante dalle fioriture rigogliose e appariscenti.

L’orto botanico alpino di Castel Savoia si estende ai piedi della suggestiva costruzione in stile eclettico e ospita specie molto colorate come il giglio martagone e il rododendro ferrugineo. Ma anche indiscusse “regine delle montagne” come la stella alpina e la genziana.

Il Giardino botanico alpino di Castel Savoia fa parte del parco dell’omonimo maniero e può essere visitato durante gli orari di apertura della dimora sabauda.

Giardino botanico alpino Chanousia (Valle d’Aosta/Francia)

Il Giardino botanico alpino Chanousia si trova in territorio francese, ma è di proprietà del comune di La Thuile e dell'Ordine Mauriziano. A crearlo è stato l’abate Pierre Chanoux, in omaggio al quale è stato coniato il nome “Chanousia”. 

Il giardino è stato inaugurato ufficialmente nel 1897 ed è arrivato a ospitare più di 2.500 specie alpine provenienti da tutto il mondo. Ma la Seconda Guerra Mondiale ha spazzato via il (grande) lavoro fatto. Le strutture sono state distrutte, il materiale scientifico è andato perso e le piante sono state soffocate dalla vegetazione spontanea.

Il restauro del Giardino botanico alpino Chanousia è iniziato negli anni ’70 e fino a oggi sono state recuperate e messe a coltura circa 1.200 specie alpine. Le diverse piante sono organizzate in ambienti che ricreano quelli naturali: le rupi e il macereto silicei, le rupi e il macereto calcarei, la prateria alpina, il megaforbieto (che ospita specie erbacee molto sviluppate in altezza), l’ambiente di greto, la torbiera e il prato umido.

Il clima molto severo condiziona la scelta delle piante e rende il giardino accessibile solo per alcuni mesi all’anno (da luglio a settembre).

Giardino botanico alpino Paradisia (Valle d’Aosta)

Giardino botanico fiori

Il Giardino botanico alpino Paradisia sorge nel cuore del Parco nazionale del Gran Paradiso, ma il nome non c’entra con l’area naturale protetta. L’ispirazione è il giglio bianco (Paradisea liliastrum), un delicato fiore color della neve che cresce nei prati della zona.

Il giardino ospita più di 1.000 specie di piante delle Alpi, degli Appennini e di ogni parte del mondo, raccolte in natura e ottenute da seme nel vivaio che fa parte della struttura. Inoltre comprende la ricostruzione di alcuni ambienti montani con le associazioni vegetali che li caratterizzano (pseudo-steppa, torbiera, terreno detritico, alneto).

A Paradisia si trovano anche una ricca esposizione petrografica delle rocce più significative del Parco nazionale del Gran Paradiso, una collezione di licheni, un giardino delle farfalle e un orto di piante officinali.

Giardino botanico montano d’Oropa (Piemonte)

Il Giardino botanico montano d’Oropa in Piemonte ospita in meno di due ettari buona parte della flora spontanea che cresce nel biellese e nella Conca d’Oropa. Le specie e le varietà coltivate sono circa 500 e sono organizzate in sezioni che riproducono i diversi ambienti montani.

La faggeta rappresenta la parte più estesa del giardino e ospita piante come il sigillo di Salomone, la gramigna di Parnaso, la luzzula o erba lucciola e il giglio martagone. Poi ci sono le zone dedicate alla flora d’alta quota, alle “alte erbe” (megaforbie), quelle umide e con felci, muschi e sfagni. 

La collezione del Giardino botanico montano d’Oropa è completata da alcune “roccere” (aiuole di rocce e terra) dove sono coltivate specie tipiche di altre catene montuose e provenienti da diverse parti del mondo. 

Il giardino fa parte della Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte di Oropa (Patrimonio dell’umanità Unesco) ed è un’Oasi del WWF. In inverno va a riposo come le piante che ospita, mentre in estate propone diverse attività. 

Giardino botanico montano Pratorondanino di Campo Ligure (Liguria) 

Sorge ad appena 750 metri di altezza e si trova a pochi chilometri dal mare, ma il Giardino botanico montano Pratorondanino di Campo Ligure gode di un clima ideale per la flora montana. La piccola area protetta ospita più di 400 specie di ogni parte del mondo e diverse sono rare o in via d’estinzione.

Il giardino comprende la ricostruzione di vari ambienti montani tipici, tra cui uno stagno e un laghetto dove crescono felci (compreso il “fossile vivente” Osmunda regalis), equiseti, ninfee e piante “carnivore”. Inoltre presenta aiuole di terra e sassi (roccere) di tipo calcareo e serpentinoso, che ospitano numerose specie con esigenze e caratteristiche differenti.

A fianco della stella alpina crescono il camedrio alpino (un “relitto glaciale”), la rara regina delle Alpi e la primula impolverata, una curiosa varietà che espelle il calcare in eccesso ricoprendosi di una patina bianca. La collezione più pregevole del giardino, però, è senza dubbio quella di orchidee. La selezione annovera diverse specie del genere Cypripedium, tra cui la scarpetta della Madonna.

A Pratorondanino si trovano anche alcuni alberi considerati “fossili viventi”, ovvero la sequoia gigante, il ginkgo e il pino di Wollemi.

Giardino botanico alpino Viote di Monte Bondone (Trentino-Alto Adige)

10 ettari, 2mila specie di piante e quasi 100 anni sulle spalle. Il Giardino botanico alpino Viote di Monte Bondone è uno dei più grandi e più antichi delle Alpi e si distende su una piana tra praterie ricche di fiori. 

Il nucleo storico è costituito da una serie di aiuole di terra e roccia (“roccere”) che ospitano specie provenienti dai principali gruppi montuosi della Terra. In un appezzamento è presente anche il rabarbaro cinese, la prima pianta coltivata nel giardino. 

Tutto intorno si sviluppano altri ambienti caratteristici delle alte quote. Laghetti, stagni e zone umide, torbiere, praterie, campi coltivati con cereali e antiche varietà di piante tipiche dell’arco alpino, un arbusteto, un arboreto e un orto di montagna. Ma anche bordure fiorite, un giardino medicinale e un percorso licheni.

Il Giardino botanico alpino Viote di Monte Bondone custodisce molte specie rare e a rischio di estinzione, diverse varietà endemiche uniche e una ricca collezione di piante medicinali, tintorie e velenose.

Giardini di Castel Trauttmansdorff (Trentino-Alto Adige)

Giardino botanico Trentino

I Giardini di Castel Trauttmansdorff fanno parte del parco che circonda l’omonimo maniero e non sono in senso stretto un orto botanico alpino. Ma tra gli 80 ambienti naturali e antropici che rappresentano la flora di tutto il mondo includono diversi esempi di paesaggi di alta quota. Gli scenografici giardini si estendono per 12 ettari su un dislivello di oltre 100 metri e sono suddivisi in quattro aree tematiche. 

I Boschi del mondo includono paesaggi forestali dell’America e dell’Asia, oltre a speciali collezioni come la Valle delle felci, il Giardino giapponese, le Pareti d’argilla fiorite, la Spiaggia delle palme e la serra con piante tropicali e un terrario di insetti e lucertole.

I Giardini del sole ricreano “l’inconfondibile immagine del sud” e comprendono l’uliveto più settentrionale d’Italia, il cui simbolo è un esemplare di oltre 700 anni. I Giardini acquatici e terrazzati propongono diversi esempi di giardini rinascimentali all’italiana e giardini inglesi e custodiscono un labirinto. 

I Paesaggi dell’Alto Adige, infine, sono allestiti lungo il corso di un ruscello artificiale e offrono una fotografia della vegetazione della zona dagli ambienti di alta quota fino a valle.

I Giardini di Castel Trauttmansdorff ospitano molte attrazioni e rarità botaniche e sono arricchiti da stazioni multisensoriali, padiglioni artistici e punti panoramici. Inoltre, nel maniero che dà loro il nome e che è stato luogo di soggiorno di Elisabetta di Baviera (conosciuta ai più come Sissi) è allestito il Museo provinciale del turismo.

Giardino botanico Carsiana (Friuli-Venezia Giulia)

Il nome lo rivela. Il Giardino botanico Carsiana a Sgonico in Friuli-Venezia Giulia ospita una ricca selezione di piante tipiche del Carso. La flora dell’altopiano roccioso calcareo che si estende tra Venezia Giulia, Slovenia e Croazia è conservata negli ambienti in cui cresce naturalmente e con 600 specie su 1.100 offre un quadro rappresentativo della vegetazione tipica della zona.

Il giardino si estende per 5mila metri quadrati ed è allestito in una conca chiusa che si è formata per l’azione erosiva dell’acqua (dolina). Il piccolo lembo di terra comprende tutte le principali formazioni geologiche del territorio e ospita ambienti come la landa, la boscaglia e il bosco carsici, il bosco di dolina, i ghiaioni, la siepe e il pozzo carsici, il carso montano e le rupi costiere. 

Nell’area verde sono anche presenti due sezioni dedicate alle piante officinali ed eduli, un prato da sfalcio e un giardino che accoglie essenze mediterranee.

Il Giardino botanico Carsiana può essere visitato in completa autonomia, ma è altresì possibile prenotare tour guidati e partecipare a varie attività e laboratori didattici di approfondimento.

Giardino botanico alpino “G. Lorenzoni” (Veneto)

Il Giardino botanico alpino “G. Lorenzoni” in Veneto è intitolato al professore dell’Università di Padova che l’ha ideato insieme all’ispettore del Corpo Forestale Giovanni Zanardo e sorge al centro dell’Altipiano del Cansiglio. L’area protetta si sviluppa per circa 2 ettari a 1.000 metri di quota e comprende solo la flora del massiccio montuoso Cansiglio-Col Nudo-Cavallo (con alcune eccezioni per aree vicine di elevato interesse botanico).

Il giardino è organizzato in aiuole-habitat che offrono un esempio accessibile anche di ambienti non facilmente raggiungibili e ospita quasi 800 specie (molte rare e minacciate). Ma l’obiettivo è di arrivare a coltivare tutti i 1.500 tipi di piante che costituiscono il patrimonio vegetale del gruppo montuoso.

L’area è orograficamente complessa e comprende diversi ambienti organizzati su più livelli. Si distinguono saliceti, fitti boschi di abeti rossi e bianchi e di faggi, pascoli, prati, biotopi umidi (con uno stagno alpino o “lama”) e una zona carsica. Qui è presente un “inghiottitoio”, una sorta di pozzo naturale dove rimane la neve per quasi tutto l’anno e cresce una vegetazione molto caratteristica.

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