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Il Castello di Sirmione: 6 curiosità sulla Fortezza nel Lago

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C’è una fortezza sul Lago di Garda che sembra emergere dall’acqua. Il Castello di Sirmione o Castello Scaligero è un raro esempio di fortificazione lacustre, oltre che una delle rocche meglio conservate in Italia tra quelle appartenute ai Della Scala (dai quali ha preso il nome).

Il castello è stato costruito dalla potente famiglia nella seconda metà del XIV secolo ed è stato progettato fin dall’inizio per offrire riparo alla flotta scaligera. Il risultato è il piccolo porto fortificato che abbraccia le acque del Lago di Garda e conferisce al castello un aspetto straordinario.

La struttura che si vede adesso, però, non è quella originale. La “darsena” (come si chiama tecnicamente) è stata ricostruita da veneziani quando la Serenissima ha preso il controllo della fortezza e del territorio al posto dei signori di Verona.

Il Castello di Sirmione ha perso progressivamente importanza strategica a partire dal XVI secolo, ma ha continuato ad accumulare storia. Se volete saperne di più, qui trovate sei curiosità sulla suggestiva rocca scaligera. 

1. Un castello nell’acqua

Il Castello di Sirmione non affaccia solo sul Lago di Garda, ma è parte di esso. Il maniero dei Della Scala è un raro esempio di fortificazione lacustre e una parte delle mura è immersa – letteralmente – nell’acqua. La peculiare struttura protesa nel lago serviva da ricovero per le navi della flotta scaligera e veneziana, mentre lo stesso Garda fungeva da difesa per il castello.

In origine era possibile accedere alla rocca sia dall’esterno che dall’interno dell’abitato a essa adiacente. Ma alla fine è rimasto un unico ingresso dal borgo. Quest’ultimo presenta una doppia fortificazione (costruita e ampliata in epoche differenti) ed è collegato alla terraferma da un ponte che un tempo era levatoio.

All’interno delle mura si sviluppa un sistema di cortili e sorge un imponente mastio. La struttura alta 37 m era l’abitazione del castellano ed è affiancato dall’edificio dove erano acquartierati i soldati (il cosiddetto “cassero”). La fortificazione del castello è completata da una serie di “torri scudate” (aperte verso l’interno) collocate in posizione strategica e da camminamenti di ronda che percorrono i quattro lati delle mura.

2. In difesa di Sirmione

Le caratteristiche strutturali del Castello di Sirmione fanno supporre che il maniero sia stato edificato all’epoca di Cansignorio e Antonio II Della Scala (tra il 1360 e il 1380). Il nucleo originario sarebbe stato realizzato nel corso di più anni, ma seguendo un “progetto unitario”. 

La fortezza è stata eretta per controllare e difendere l’accesso strategico al Lago di Garda rappresentato da Sirmione ed è servita a tale scopo prima ai signori di Verona e poi alla Repubblica di Venezia. Il castello ha perso importanza con l’ascesa della vicina Fortezza di Peschiera e ha iniziato a essere usato per lo più come alloggio per le truppe e deposito di armi e vettovaglie.

In epoca recente, la rocca ha ospitato degli uffici, una caserma e anche un piccolo carcere. Poi, all’inizio del Novecento, è stata sottoposta a un intervento di restauro che l’ha portata ad assumere l’aspetto attuale. 

3. Un porto sicuro per la flotta

Le mura fortificate con torri angolari che si allungano nel Lago di Garda e formano un piccolo bacino artificiale sono l’elemento più caratteristico e famoso del Castello di Sirmione. 

La suggestiva struttura altro non è che una darsena, ovvero un ricovero per l’ormeggio e il rimessaggio delle imbarcazioni. Quella della fortezza scaligera è stata costruita per dare riparo alla flotta dei Della Scala prima e a quella della Repubblica di Venezia poi. 

Il progetto del castello prevedeva fin dall’inizio la presenza del piccolo porto fortificato, però la struttura che si vede oggi risale al dominio della Serenissima. La prima darsena era probabilmente in legno, ma per il resto si sa poco. Di certo, quella attuale presenta una forma irregolare. L’ipotesi è che sia stata studiata ad hoc per offrire una protezione contro il forte vento di tramontana chiamato “pelèr”.

La darsena del Castello di Sirmione è descritta come un “eccezionale esempio di fortificazione portuale del XIV secolo”, ma a un certo punto era scomparsa. L’accumulo secolare di detriti ha interrato il bacino, che nell’Ottocento risultava completamente calpestabile. La struttura è stata riportata allo stato originale nel corso del restauro di inizio Novecento, ma è stata aperta al pubblico solo nel 2018.

4. Il fantasma del Castello di Sirmione

C’è un fantasma al Castello di Sirmione? Così vuole la leggenda e la storia è molto triste. 

Tanto tempo fa, la rocca era abitata dai giovani Ebengardo e Arice. I due erano innamorati e conducevano una vita semplice e tranquilla. Ma la sorte aveva in serbo per loro un tragico destino.

In una sera di tempesta, il nobile Alberto da Feltrino ha bussato alla porta del castello per chiedere riparo. Ebengardo e Arice hanno accolto senza esitazione il cavaliere, ma l’uomo non si è dimostrato degno della generosità e della fiducia dei due giovani. Elaberto ha perso la testa per la sua bellissima ospite e ha deciso che doveva averla. 

Durante la notte, il cavaliere si è introdotto nella stanza di Arice e l’ha aggredita. La ragazza ha iniziato a gridare e l’uomo l’ha pugnalata a morte. Proprio in quel momento è arrivato Ebengardo, accorso per le urla. Il giovane ha visto la sua amata priva di vita e, accecato dalla rabbia, ha impugnato l’arma di Elaberto e l’ha ucciso. 

Cosa è accaduto dopo non si sa. Ma la leggenda narra che da allora, nelle notti di tempesta, il fantasma di Ebengardo vaghi per il Castello di Sirmione in cerca della sua Arice…

5. Un nome per otto castelli

Il Castello di Sirmione è chiamato anche Castello Scaligero. Ma in questo caso, il rischio di fare confusione è dietro l’angolo. Lo stesso nome è utilizzato per indicare le fortezze di Illasi, Lazise, Malcesine, Soave, Torri del Benaco, Valeggio sul Mincio e Villafranca di Verona. 

Il caso di pluri-omonimia è dovuto al fatto che tutti i manieri hanno avuto un ruolo nelle vicende dei Della Scala, detti anche “Scaligeri”. La potente famiglia ha governato Verona per più di un secolo e per lungo tempo la sua influenza si è estesa su buona parte del nord-est e del centro Italia. 

A parte il Castello di Sirmione, che è compreso nel territorio di Brescia, gli altri si trovano in provincia di Verona, ma tutti sorgono a est del Lago di Garda. Gli otto manieri fanno parte di una più estesa rete di rocche e costruzioni fortificate erette o governate dagli Scaligeri e presentano elementi peculiari comuni. Il più caratteristico sono i “merli a coda di rondine” o “merli ghibellini”.

Ogni “Castello Scaligero” ha una storia da raccontare, ma quello di Villafranca di Verona è particolarmente famoso perché tra le sue mura William Shakespeare ha ambientato alcune scene di Romeo e Giulietta.

6. Una penisola di storia 

Sulla stessa penisola dove si trova il Castello di Sirmione è presente un’importante area archeologica. Le Grotte di Catullo sorgono in punta al lembo di terra che si allunga nel Lago di Garda e sono una straordinaria testimonianza del passato romano della zona.

Il nome fa pensare a un luogo di origine naturale, ma la realtà è diversa. Le Grotte di Catullo sono ciò che resta di una imponente domus di epoca augustea. L’appellativo è stato coniato durante il Rinascimento, non è chiaro se per un malinteso o per la volontà di dare un nome evocativo alle rovine. Del resto, anche il poeta romano c’entra poco.

Catullo era originario della zona e nel Carme XXXI descrive il suo ritorno nell’amata dimora di Sirmione. Per questa ragione, i resti della grande villa sono stati ritenuti a lungo la casa del poeta. Ma studi successivi hanno datato la costruzione della domus all’inizio del I secolo a.C., diversi anni dopo la morte di Catullo.

L’imponente complesso si estende per oltre due ettari e si sviluppa su tre piani. La villa ha pianta rettangolare e sui lati lunghi sono visibili i resti di loggiati e terrazze che corrono verso il belvedere proteso sull’acqua. Al centro si apre un ampio spazio in cui si trovava il giardino, mentre al piano più alto era presente un settore termale.

Le Grotte di Catullo sono immerse in un uliveto formato da oltre 1.500 piante, molte delle quali hanno un’età che si aggira intorno a 500 anni. Nell’area archeologica si trova anche un piccolo museo che raccoglie reperti provenienti dallo scavo della villa e di altre domus della zona, insieme a testimonianze di epoca longobarda.

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