Le spiagge del Salento da non perdere

Stai organizzando un viaggio in Salento per quest'estate? Benissimo: il Salento è una meta strepitosa! Piena di spiagge, borghi in cui perdersi, parchi dove fare trekking. Ma parliamo di mare: sai quali sono le migliori spiagge in cui fermarti? Abbiamo scritto una piccola guida per te. Leggila subito!

 

Basso Salento adriatico

La penisola salentina, che corrisponde all’intera provincia di Lecce con parte dei territori tarantini e brindisini, è il cosiddetto ‘tacco’ dello Stivale italiano. Essendo circondata da due mari, lo Ionio a ovest e l’Adriatico a est, vanta uno sviluppo costiero decisamente notevole. Parte del Basso Salento adriatico si può considerare grosso modo il tratto di costa che dopo Otranto scende fino al capo de finibus terrae, il capo di Santa Maria di Leuca, punta estrema della nostra Penisola.

Dopo Otranto la strada corre alta, tra pinete e aride praterie solcate da sentieri con muretti a secco da una parte e bianche e spettacolari falesie che risaltano su un mare limpidissimo dalle mille sfumature di verde e blu dall’altra, avvicinandosi di quando in quando alla costa, come a Santa Cesarea Terme, Castro, Tricase; e riservando al visitatore un panorama ammaliante, che meglio si apprezza al di fuori delle stagioni turistiche, affollate e traboccanti di vita di giorno e di notte, per poter godere appieno di un ambiente naturale e costruito che abbaglia per luce e bellezza.

 

Un parco naturale sul mare

Questo tratto di costa, che alterna grotte di origine carsica a piccole e nascoste calette, è singolarmente intatto, poco toccato dalla mano dell’uomo, e per questo giustamente tutelato da un parco regionale, il Parco naturale regionale della Costa di Otranto-Santa Maria di Leuca e del Bosco di Tricase, che dal capo più meridionale della Puglia arriva fino a un altro capo, punta Palascìa, già in Alto Salento. Tra gli ambienti marini più belli e indimenticabili le grotte di Castro, tra le quali la più rinomata è senza dubbio la grotta Zinzulusa, visitabile sia dal mare sia da terra, e le grotte altrettanto suggestive del capo di Leuca; le Marine di Tricase, che lungo tortuose stradine tra gli uliveti secolari si aprono nei piccoli ma splendidi affacci al mare del paese; il canalone del Ciolo, nel territorio di Gagliano del Capo, con le numerose cavità simili a piscine, non a caso ricercate dai bagnanti. Verso l’interno, tra Tricase Porto e Tricase, si possono ammirare 45 maestose querce secolari, uno dei pochi querceti sopravvissuti dei tanti che in passato ricoprivano il Salento.

 

Le località

Santa Cesarea Terme. Arroccato su un’alta collina, questo piccolo borgo deve la sua fama a quattro sorgenti termali di acque sulfuree e agli impianti balneari che completano questo splendido tratto di costa alta e frastagliata, impreziosita da faraglioni, grotte e piccole baie. Il centro storico si trova nella parte più alta dell’abitato ed è caratterizzato da bianche costruzioni, numerose scalinate e saliscendi dovuti alla conformazione della cittadina in vari strati posti a differenti altezze. Le antiche ville in stile moresco (villa Sticchi ne è uno splendido esempio), mediterraneo e Liberty, risalenti alla seconda metà dell’Ottocento, sono il simbolo di Santa Cesarea Terme e ne arricchiscono il profilo costiero. Dal belvedere, raggiungibile con una passeggiata attraverso i boschi, la vista spazia sull’intera costa fino a Marina di Leuca.

 

Castro. Il centro balneare e peschereccio, Castro Marina, si trova in una delle insenature più belle della costa salentina, mentre in alto si arrocca Castro Superiore che conserva i caratteri medievali. Il porticciolo vecchio, detto porto di Enea, è affiancato da quello nuovo, che ha stimolato il turismo nautico. Il bel lungomare e la piazzetta, con locali, ristoranti e negozi, sono i luoghi del passeggio estivo. Dopo tanto mare (la costa di Castro è prevalentemente rocciosa ma comunque attrezzata), può valere la pena visitare anche il Parco delle Querce, una delle ultime testimonianze delle leccete della Terra d’Otranto. Mete importanti sono le grotte di Castro, poco a nord dell’abitato.

 

Diso. Le case basse, bianche o colorate con caldi colori pastello, incastonate in una verdissima piana ricca di acque sorgive, ne fanno uno dei centri più caratteristici del Basso Salento. Paese a vocazione agricola e pastorale, è collegato all’Adriatico dalla sua unica frazione, Marittima, che è ormai saldata alla vicina Castro e si caratterizza per l’offerta di strutture ricettive affacciate su incantevoli panorami dagli antichi terrazzamenti, tra ulivi, fichi d’india e carrubi. Il Folk Festival di Diso è tra i più attesi appuntamenti culturali e musicali delle estati salentine.

 

Andrano. Pochi chilometri separano questo centro del Salento meridionale dalla costa adriatica. Il comune, di cui fanno parte le frazioni di Castiglione e di Marina di Andrano, ha una storica vocazione agricola, in particolare per la coltivazione di ulivi e viti, ma sempre più intensi sono i flussi turistici. Nel paese vecchio merita attenzione il castello Spinola-Caracciolo, nato come masseria fortificata e poi evoluto in fortezza e quindi in palazzo gentilizio, che ora offre alla piazza il balcone barocco. Nella penultima settimana di agosto vi si svolge la Sagra dell’arte culinaria salentina, con piatti tipici e musica tradizionale.

 

Tricase. Sull’altopiano calcareo che declina dalla Serra del Cianci alla costa adriatica si trova questo paese che unisce più nuclei di cui il più vecchio è Serra Tricase, con fastosa chiesa settecentesca e il principesco castello dei principi Gallone, sede municipale. Più animata è Tricase Porto, tra scogliere e grotte naturali, che dispone di un approdo turistico, un mare cristallino e natura incontaminata, per una vacanza rilassante lontani dalla mondanità. Sulla strada che unisce i due abitati merita una sosta rispettosa la Quercia Vallonea, tra i più vetusti alberi del Mediterraneo, che avrebbe almeno 700 anni.

 

Le spiagge

Argentiera

Come arrivare. Da Castro si raggiunge il mare percorrendo una scalinata.

Ambiente. La caletta si articola in varie e piccole discese al mare incastonate tra gli scogli; i fondali rocciosi digradano in una distesa di sabbia bianchissima, e le numerose sorgenti di acqua dolce la rendono ideale per gli amanti dello snorkeling.

 

Le Piscine

Come arrivare. Da Santa Cesarea Terme seguire il camminamento inciso nella roccia tufacea con accesso dalla litoranea (ingresso adiacente ai Bagni Marini Archi).

 

Ambiente. Il fondo di antiche cave nella scogliera spiega il nome ‘le Piscine’, e soddisfa, grazie alle diverse profondità, differenti esigenze balneari; per questo motivo il luogo è tradizionalmente utilizzato dai bambini e da chi preferisce la sicurezza.

 

Cala dell’Acquaviva

Come arrivare. Da Marina di Marittima, località Diso, si percorre una breve scalinata.

Ambiente. Incassata tra alte pareti di roccia, la cala è compresa nel Parco regionale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca. Un recente percorso a basso impatto, realizzato in terra e calcare dolomitico locale, permette di fare una suggestiva passeggiata sulla scogliera.

 

Marina di Andrano

Come arrivare. Nel comune di Andrano, le spiagge si raggiungono sul lungomare delle Agavi.

Ambiente.  Le spiagge principali sono la Botte e Marina della Torre; quest’ultima ha due punti di balneazione: il Fiume (così chiamato per la presenza di una sorgente di acqua dolce) e la Grotta Verde, cavità marina in cui la luce regala riflessi smeraldo.

 

Piscina

 

Come arrivare. Nel territorio di Tricase, sulla litoranea 358 dopo Marina Porto, oppure dal centro di Tricase si percorre la strada Marina Serra; si raggiunge attraverso due accessi con scalini.

Ambiente. È esclusivamente rocciosa; la piscina, che presenta una profondità variabile dai 20 ai 70 cm,
è un luogo adatto ai bambini.

 

Zona Rotonda

Come arrivare. In località Tricase Porto; si raggiunge con la litoranea 358, oppure dal centro del paese percorrendo la strada Tricase Porto. La discesa alla spiaggia è possibile grazie ad alcuni scalini.

Ambiente. È esclusivamente rocciosa, con una profondità graduale, che parte da 5-6 m. 

 

Il Ciolo

Come arrivare. Sulla litoranea 358, si lascia l’auto presso il Ponte del Ciolo (Gagliano del Capo) e si prosegue a piedi con la scalinata che lo costeggia.

Ambiente. Il canale del Ciolo è una delle più lunghe e profonde gravine di Lecce: qui si trova la spiaggia, piccolo litorale ghiaioso dai fondali profondi, molto apprezzati dai subacquei. Dalla spiaggetta, con una nuotata di circa 400 m si può raggiungere la grotta marina del Pozzo, che al suo interno cela un laghetto di acqua semidolce raggiungibile con una piccola arrampicata.

 

Cosa vedere

Una quercia ultracentenaria

• Sulla strada che conduce alla marina di Tricase Porto, delizioso porticciolo sulla costa, c’è uno dei più antichi e suggestivi alberi d’Italia: la Quercia Vallonea, con 700 anni di vita sulle spalle, dichiarato monumento botanico.

A Santa Cesarea Terme

• Passeggiando per Santa Cesarea Terme i vostri occhi si riempiranno della bellezza delle numerose antiche ville Liberty che la arricchiscono, con le caratteristiche scalinate bianche che le collegano se situate su piani differenti.

Grotte

• Il Salento è particolarmente ricco di grotte; tra quelle emerse e tra le più note c’è, a Castro Marina, la grotta Zinzulusa. Uno dei maggiori fenomeni carsici della zona, è caratterizzato da uno scenografico ingresso su una parete a picco sul mare. Visitatela con un tour organizzato in barca.

 

I consigli di Legambiente

Paesaggi suggestivi a Castro

• La bellezza paesaggistica di Castro è davvero unica; la cittadina è contornata da un mare incantevole e da una vegetazione rigogliosa, godete di questa dolce atmosfera. 

 

Un tuffo nel passato

• Affacciatevi al porto di Castro Marina e, se sarete fortunati, potrete ammirare ancora oggi, come nel passato, le donne intente a riparare, con minuziosa attenzione e pazienza, le reti dei mariti e dei figli pescatori.

 

Fiere del gusto

• A fine luglio la Sagra del grano ad Acquarica del Capo propone specialità della tradizione: pittule, pasta fatta in casa, frise in un contesto suggestivo ai piedi della monumentale masseria Celso Rizzo. In agosto, durante la Sagra del pesce di Castro i pescatori offrono gustosi piatti di mare preparati in vari modi.

 

Alla scoperta dei castelli salentini

Esistono una ventina di castelli distribuiti sul territorio salentino che, insieme con le torri costiere e le masserie fortificate, hanno protetto per secoli i popoli che vi abitavano. Particolarmente ricca di castelli è la cittadina di Tricase, che all’interno del suo territorio conta ben tre di queste strutture: il castello baronale dei Trane (Tutino), il castello di Depressa e il castello, oggi palazzo, dei principi Gallone. A Morciano di Leuca, poi, si trova il castello Castromediano-Valentini, a Ruffano si può ammirare il castello Brancaccio. Infine, uno dei più antichi castelli del Salento è quello di Ugento, di difficile datazione ma probabilmente risalente all’epoca romana o normanna.

 

Cosa fare

Terme

• A Santa Cesarea sono presenti sorgenti di acque sulfuree tra i più importanti patrimoni naturali nel campo dell’idrologia medica, in quanto prevedono particolari effetti curativi nelle patologie delle vie respiratorie. Per questo nella località si trova una delle più apprezzate stazioni termali d’Italia che vanta numerose collaborazioni con le principali Università e Istituti di Ricerca mondiali.

 

Diso in festa

• Tra aprile e maggio a Diso si celebrano i patroni, Filippo e Giacomo, a cui è dedicata una grande festa dominata dalle magiche e imponenti luminarie, architetture di luce che trasformano il volto del paese, uno spettacolo per la vista.

 

A Marina

di Andrano

• Il lungomare delle Agavi è un percorso pedonale che congiunge due tra le più importanti località di balneazione, la zona ‘Botte’ e la zona ‘Grotta Verde’. Godetevi il tragitto.

 

Le spiagge del Basso Salento

Baia dei turchi
Tra le spiagge più ventilate ma particolari per la sua natura selvaggia. Sabbia bianca e mare cristtallino anche qui, a due passi da Otranto, perdersela sarebbe un peccato.
Il nome prende proprio spunto dalla Storia che narra l’approdo dell’esercito turco a Otranto nel 1480 per poter aggirare le imponenti mura della cittadina affacciata sull’Adriatico.

Argentiera
Da Castro si raggiunge il mare percorrendo una scalinata.
La caletta si articola in varie e piccole discese al mare incastonate tra gli scogli; i fondali rocciosi digradano in una distesa di sabbia bianchissima, e le numerose sorgenti di acqua dolce la rendono ideale per gli amanti dello snorkeling.

Le Piscine
Da Santa Cesarea Terme seguire il camminamento inciso nella roccia tufacea con accesso dalla litoranea (ingresso adiacente ai Bagni Marini Archi).
Il fondo di antiche cave nella scogliera spiega il nome ‘le piscine’, e soddisfa, grazie alle diverse profondità, differenti esigenze balneari; per questo motivo il luogo è tradizionalmente utilizzato dai bambini e da chi preferisce la sicurezza.

Riserva Naturale Le Cesine
Le Cesine è una delle riseve naturali protetta del WWF, un luogo incontaminato da preservare per la sua fauna e flora caratteristica. Proprio qui potrai visitare la riserva e conoscere a fauna composta da rettili, anfibi e uccelli che potrete ammirare da vicino come anche alcune caratteristiche piante della macchia mediterranea.

La spiaggia chiamata “Ultima spiaggia de Le Cesine" è una tra le meno caotiche del Salento e ti permetterà di vivere in pieno relax anche ad Agosto, in alta stagione per la zona. Molta attenzione! Potresti innamorarti dei suoi colori e non tornare più a casa.

Cala dell’Acquaviva
Da Marina di Marittima, località Diso, si percorre una breve scalinata.
Incassata tra alte pareti di roccia, la cala è compresa nel Parco regionale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca. Un recente percorso a basso impatto, realizzato in terra e calcare dolomitico locale, permette di effettuare una suggestiva passeggiata sulla scogliera.

Marina di Andrano
Nel Comune di Andrano, le spiagge si raggiungono sul lungomare delle Agavi.
Le spiagge principali sono la Botte e Marina della Torre; quest’ultima ha due punti di balneazione: il Fiume (così chiamato per la presenza di una sorgente di acqua) e la Grotta verde, cavità marina in cui la luce regala riflessi smeraldo.

Piscina
Nel territorio di Tricase, sulla litoranea 358 dopo Marina Porto, oppure dal centro di Tricase si percorre la strada Marina Serra; si raggiunge attraverso due accessi con scalini.
È esclusivamente rocciosa; la piscina, che presenta una profondità variabile dai 20 ai 70 cm, è un luogo adatto per i bambini.

Zona Rotonda
In località Tricase Porto; si raggiunge con la litoranea 358, oppure dal centro del paese percorrendo la strada Tricase Porto. La discesa alla spiaggia è possibile attraverso alcuni scalini.
È esclusivamente rocciosa, con una profondità graduale, partendo da 5-6 m. 

Il Ciolo 
Sulla litoranea 358, si lascia l’auto presso il Ponte del Ciolo (Gagliano del Capo) e si prosegue a piedi con la scalinata che lo costeggia.
Il canale del Ciolo è una delle più lunghe e profonde gravine di Lecce: qui si trova la spiaggia, piccolo litorale ghiaioso dai fondali profondi, molto apprezzati dai subacquei. Dalla spiaggetta, con una nuotata di circa 400 m si può raggiungere la grotta marina del Pozzo, che al suo interno cela un laghetto di acqua semidolce raggiungibile con una piccola arrampicata.

Porto Badisco
Giornata di vento? Nessun problema, le spiagge riparate di Porto Badisco ti faranno trascorrere una giornata in uno dei posti più belli del Salento. Porto Badisco si trova più verso Otranto e anche qui troverete acqua cristallina e un fondale roccioso, ti consigliamo quindi di portare con voi le tipiche scarpe di gomma per non farti male.

 

 

 

Alto Salento adriatico

Sotto il nome di Alto Salento va generalmente il tratto di costa pugliese che da Otranto sale fino al brindisino: soprattutto nella parte settentrionale è caratterizzato da un litorale prevalentemente sabbioso con qualche bassa scogliera isolata, e grazie a questa conformazione è anche disseminato di località balneari.

Qui ne indichiamo, con accezione ristretta, solo la parte più propriamente leccese, dove troviamo innanzi-tutto due aree umide di preziosa biodiversità: Le Cesine, un tempo zona paludosa e oggi Oasi naturalistica del Wwf con una lunga striscia di duna sabbiosa a ridosso della zona palustre, e i due laghi Alimini, uno di acqua dolce e l’altro salmastro, divisi da una splendida pineta al confine tra la costa rocciosa e quella sabbiosa, contraddistinta da dune che arrivano a superare i 20 m sul livello del mare.

Tra le due aree naturalistiche alcune delle località balneari più note del Salento adriatico, come San Foca, Roca Vecchia e Torre dell’Orso, tutte frazioni del comune di Melendugno, e Baia dei Turchi, già nel territorio di Otranto: la costa vede una prevalenza di bianche rocce e scogli a formare anse e ‘piscine’, intervallati ogni tanto da rare spiagge, il tutto incorniciato da un mare cristallino. Infine ecco Otranto (nella foto sopra), luogo simbolo della storia del Salento e palinsesto di culture, con il suo bel lungomare e la fresca piacevolezza delle bianche casette del centro storico.

 

la terra della taranta

All’interno, nel cuore del Salento adriatico, si stende il territorio della Grecìa salentina, tra Martignano, Calimera e Corigliano d’Otranto, dove gli echi della colonizzazione ellenica sono sopravvissuti nei secoli (a dire il vero oggi in un territorio ben più ristretto di quanto non fosse in passato), sia nella parlata locale detta non a caso grika, sia in alcuni aspetti della cultura e delle tradizioni. È, questo, anche il territorio della taranta: in estate i paesi brulicano di feste, sagre e concerti in cui spesso il filo conduttore è la ‘pizzica’ nelle sue varie declinazioni, e che culminano nella ‘Notte della taranta’ a Melpignano. Per gli amanti della gastronomia, invece, da non perdere la sagra te lu purpu che a Melendugno onora il polpo in tutte le sue preparazioni più succulente, da quella in insalata alla versione fritta passando per varie declinazioni.

 

Le località

Melendugno. Si trova a breve distanza dal litorale adriatico che, in questo tratto, si estende tra calette di sabbia finissima alternate a basse falesie con numerosi isolotti frammentati, per poi lasciare spazio ad ampie baie abbracciate dalla roccia più alta. Splendidi gli scenari retrodunali, dove ampie pinete si affacciano alla costa. L’area è turisticamente ben attrezzata e ricca di opportunità di svago nelle sue marine più rinomate: San Foca, Torre dell’Orso (preferita dagli amanti del surf), Torre Sant’Andrea e Roca. Il porto di San Foca è tra le strutture all’avanguardia nel Salento anche per l’offerta degli eventi legati al mare (Giro d’Italia a vela, Regata velica Salento-Montenegro). L’affollamento raggiunge il suo culmine per la
Sagra te lu purpu (il polpo) all’inizio di agosto.

 

Otranto. Sulla punta più orientale d’Italia, in fondo a un’insenatura della costa adriatica, Otranto conserva un fascino millenario nel centro storico chiuso entro le mura aragonesi e cresciuto attorno alla solenne Cattedrale quattrocentesca, che nei suoi tesori d’arte getta un ponte tra la cultura occidentale e quella orientale. Ancora non è sopito il ricordo del terribile assedio dei turchi che la presero nel 1480, offuscarono per sempre lo splendore della città e uccisero 800 abitanti, ai quali è dedicata la Festa dei Beati Martiri idruntini, il 13 e 14 agosto. Da non perdere la visita dell’imponente Castello aragonese, dal quale si ammira dall’alto la città e la costa.

Il litorale di Otranto è tra le mete più ambite delle vacanze salentine per lo splendido mare e per le distese di sabbia contornate di macchia mediterranea, così belle da evocare antichi miti come quello dello sbarco su queste spiagge di Enea dopo la fuga da Troia. Alla sua tutela provvede il Parco naturale regionale della Costa di Otranto-Santa Maria di Leuca e del Bosco di Tricase.

 

Le spiagge 

Torre dell’Orso

Come arrivare. Lungo la provinciale San Foca-Otranto, nel territorio di Melendugno.

Ambiente. La splendida baia di Torre dell’Orso lunga 900 m, è racchiusa tra la torre dell’Orso e la pittoresca falesia di San Cristoforo. Lungo i sentieri in mezzo alla macchia del Parco del Brunese (area SIC) si raggiunge la parte alta della falesia, che domina la baia e i faraglioni delle Due Sorelle. Nella parete della falesia, nel versante sud accessibile solo dalla spiaggia, si apre la suggestiva e antica grotta di San Cristoforo; la baia è uno dei siti per la deposizione delle uova della tartaruga  Caretta caretta.

 

Le Fontanelle

Come arrivare. Lungo la provinciale Melendugno-San Foca.

Ambiente. Ampio arenile (500 m) di sabbia bianca e finissima, racchiuso da una falesia di circa 2.5 m,
da dove un tempo sgorgava acqua sorgiva (da cui il nome); ancora oggi sono evidenti le tracce di insediamenti rupestri. Noleggio canoe e pedalò.

 

Poesia di Roca

Come arrivare. Si trova nel comune di Melendugno, in località Roca.

Ambiente. Posta in un banco tufaceo all’interno del Parco archeologico di Roca Vecchia. Si distinguono due ‘Poesie’, la Grande e la Piccola, che formano un unico sistema carsico parzialmente sommerso; se di gradevole relax e divertimento è la prima ‘piscina’, di grandissima importanza storica è la seconda, con tracce di graffiti e disegni del periodo preistorico, testimonianze epigrafiche in lingua messapica, altre iscrizioni in greco antico, in latino e nelle altre lingue parlate in età preclassica in vaste aree della Puglia centrale.

 

Sant’Andrea

Come arrivare. Si trova nel comune di Melendugno, in località Roca.

Ambiente. La piccolissima insenatura di Sant’Andrea (larga appena 50 m), con la falesia a picco sul mare, è una località dal fascino singolare e sottoposta a rigorose ordinanze di tutela. Antico ritrovo di pescatori, ancora oggi il villaggio è noto per la pesca e ideale per le immersioni subacquee.

 

Li Marangi

Come arrivare. Lungo la strada provinciale San Foca-Otranto.

Ambiente. Ampio arenile di sabbia bianca e finissima, racchiusa da alte dune, lunga 300 m. Sono presenti due stabilimenti balneari e ampie zone libere. La strada provinciale la divide da un’ampia pineta attrezzata chiamata ‘fondo Crigni’. Noleggio canoe e pedalò.

 

Alimini

Come arrivare. A circa 6 km a nord di Otranto sulla provinciale 336 Otranto-San Cataldo.

Ambiente. Spiaggia di sabbia bianca, in alcuni tratti nera per l’origine vulcanica; il litorale è ampio e lungo (in parte libero e in parte attrezzato), con una fitta macchia mediterranea e un bellissimo sistema dunale. I fondali sabbiosi e digradanti sono ideali per i bambini. Noleggio scooter acquatici e windsurf.

 

Approdo di Enea

Come arrivare.  A circa 10 km a sud di Otranto lungo la litoranea per Santa Cesarea Terme, in località Porto Badisco.

Ambiente. Calette naturali e insenature tra pareti di roccia; di particolare bellezza l’insenatura a ridosso della località turistica, un tratto di mare di un azzurro intenso, circondato da basse scogliere. Sulla vicina collinetta calcarea, a nord della spiaggia, si apre la grotta dei Cervi, importante stazione neolitica.

 

Baia delle Orte

 

Come arrivare. Circa 4 km a sud di Otranto sulla litoranea per Santa Cesarea Terme, seguire la stradina che conduce al laghetto di bauxite.

Ambiente. La baia delle Orte è una delle più belle della costa salentina, arricchita da uno splendido panorama e una pineta mediterranea che discende dolcemente verso il mare. Per chi preferisce le comodità è anche presente uno stabilimento balneare.

 

 

I consigli di Legambiente

Spiagge imperdibili

• San Foca, Roca Vecchia, Torre dell’Orso, Sant’Andrea, Torre Specchia Ruggeri, sono solo alcune delle più famose spiagge che potrete trovare lungo i 15 km di costa del litorale di Melendugno. Vivetele e godetele tutte! 

 

Paesaggi naturali

• Circondati da una rigogliosa macchia mediterranea e introdotti da una bianchissima lingua di sabbia, i laghi Alimini sono due splendidi bacini di acqua, dolce l’uno e salato l’altro, che rappresentano uno degli elementi paesaggistico-naturalistici più belli di Otranto.

 

A tavola

• Gustate i sapori tipici come la taiedda, un primo piatto a base di riso, patate e cozze nere, la parmigiana di melanzane, la zuppa di pesce, la minestra di farro con frutti di mare e scorfano, le linguine con la seppia e la mollica soffritta, i tagliolini di semola di grano duro con i carciofi, la pizza rustica e la pizza di patate. Tra i secondi piatti, non perdetevi il polpettone ripieno, le polpette fritte, le pittule (pallotte fritte di pasta lievitata) e il pesce, cucinato in vari modi e servito con varie salse.

 

Itinerari tra menhir e cultura grika

• Due proposte: Otranto e la terra dei menhir, lungo una delle coste più suggestive d’Italia, dall’entroterra ricco di segni antichissimi lungo un percorso che attraverserà Giurdignano, Minervino, Poggiardo, Muro Leccese. E poi, la Grecìa salentina, da Lecce, la città-salotto colta e di tendenza, alla ‘terra del rimorso’, quel Salento interno, arcaico e tribale sublimato nella ‘Notte della taranta’: Lecce, Cavallino, Calimera, Martignano, Martano, Corigliano d’Otranto, Soleto, Galatina le tappe del tour.

 

Equiturismo in Salento

A cavallo: in campagna, lungo la scogliera o in spiaggia. Scegliete di godere di queste zone praticando equiturismo, per scoprire il territorio salentino da una prospettiva diversa. Per informazioni e prenotazioni: Centro ippico Malepezza, tel. 3387038701

 

Cosa fare

Grotte

• Per gli amanti di immersioni e speleologia, segnaliamo le seguenti grotte sommerse o semisommerse: la grotta della Poesia Grande e la grotta della Poesia Piccola di Melendugno, collegate tra loro da un passaggio sommerso e la grotta di Torre del Serpe a Otranto.

 

Tradizione e sagre

• Il periodo estivo offre molteplici esperienze per conoscere la tradizione e le tipicità del territorio. A Melendugno, le principali sagre di agosto sono te lu purpu, della Cozza Piccinna, l’Ortofrutticola e ‘te la Pucceddhra’, in cui i buoni sapori della cucina salentina vengono accompagnati dalla musica tradizionale, tra cui la ben nota pizzica.

 

Escursioni e attività

• Escursioni in bici (guidate e non), scuola di cucina salentina, trekking, uscite in barca e in canoa, visite nei laboratori artigianali tipici sono tutte attività proposte da Green Public Procurement Salento, un’associazione che opera sul territorio per un turismo attivo e sostenibile. A ogni escursione, l’associazione consegna la carbon footprint del turista. Per maggiori informazioni e prenotazioni: tel. 3283557800.

 

Cosa vedere

A Otranto

• Nella Cattedrale, il mosaico pavimentale del 1165 è un originale esempio di arte orientale e occidentale sintetizzate nell’enorme albero della vita sorretto da elefanti, composto con tessere policrome.

 

Grotte

• Nella marina di San Foca, a Melendugno, è presente la famosa grotta degli Amanti, che, secondo la leggenda, fu il rifugio di una coppia di innamorati che qui trovarono riparo dal freddo. Sempre la leggenda vuole che durante il periodo primaverile nella grotta si possono ancora udire i loro gemiti e sospiri.

 

Nella natura

• Nel lato più orientale del Parco naturale regionale della Costa di Otranto-Santa Maria di Leuca e del Bosco di Tricase, nel comune di Otranto, si trova il sentiero ‘Orte-Palascìa’, un percorso escursionistico che si estende per 7 km e si sviluppa interamente su fondo naturale (terre rosse) con roccia affiorante. La macchia mediterranea vi accompagnerà lungo il cammino fino a punta Palascìa, suggestiva propaggine dominata dal faro, che oggi ospita un Osservatorio su Ecologia e Salute degli Ecosistemi mediterranei e un Museo.

 

 

Alto Salento Ionico

Tra Punta Alice, in Calabria, e capo Leuca, in Salento, si stende il vastissimo golfo di Taranto: l’Alto Salento ionico ne prende grosso modo la parte orientale, tra Taranto e Gallipoli. Risalendo dalla punta di Santa Maria di Leuca verso Gallipoli la costa mescola progressivamente sabbia e roccia: il litorale ionico infatti è costituito in prevalenza da lidi di sabbia bianca e finissima, alternati a spezzoni rocciosi bassi e di facile accesso; Marina di Felloniche inaugura la lunga serie di località turistiche, affollatissime d’estate e semideserte d’inverno, che punteggiano questo tratto della costa.

Dalla ‘città bella’ di Gallipoli, la più nota e frequentata meta balneare della zona, si prosegue verso l’Area marina protetta di Porto Cesareo toccando la splendida pineta di Porto Selvaggio (nella foto sopra), nel territorio del comune di Nardò. Questo tratto di strada costiera, quasi tutto nel territorio leccese, tranne che per le località di Manduria e Maruggio già in territorio tarantino, corre panoramico alle balze delle Murge, tra dune incontaminate, canneti e zone umide di pregio.

 

le serre salentine

A ridosso della striscia costiera, pochi chilometri e ci si immerge nelle Serre, un territorio a fortissima vocazione agricola dove dominano gli uliveti e i vigneti (che danno origine alla Doc Nardò), e dove la presenza umana è caratterizzata dalle tipiche masserie che spuntano ogni tanto in mezzo alle immense distese di ulivi, di cui alcune conservano l’originaria vocazione agricola, altre sono state riconvertite in agriturismi. La più grande è forse la masseria Brusca, a Nardò, che conserva al suo interno addirittura una chiesa.

Da visitare anche i trappeti, i tipici frantoi ipogei delle Serre, alcuni dei quali molto antichi; altri retaggi delle antichissime tradizioni in cui affondano le radici di queste terre sono le pagghiare (case di pietra a forma di trullo) e i furnieddhri (forni per essiccare i fichi). Sempre in tema di tradizioni, a Gallipoli sono particolarmente vivi i riti legati alla celebrazione della Settimana Santa, che coinvolgono e animano tutta la città per alcuni giorni con varie processioni e altri momenti di festa.

 

 

Le località

Maruggio. Non lontano dalla costa, ai piedi delle Murge tarantine, Maruggio è diventata una delle mete turistiche tra le più apprezzate del Salento. Antico feudo medievale dei Cavalieri di Malta, conserva ancora oggi alcune splendide testimonianze del suo passato come il palazzo dei Commendatori (trecentesco ma modificato tra ‘600 e ‘700) e la chiesa Matrice, edificata nel
XV secolo ma in parte ricostruita dopo il terremoto del 1743. Sulla costa, a pochi chilometri dal paese, si sviluppa la caratteristica località balneare di Campomarino: popolata quasi esclusivamente in estate, si anima di numerosi turisti attirati dalle sue splendide spiagge, dal mare cristallino e dalle caratteristiche dune che, estese per circa 41 ettari e alte fino a 12 m, proteggono alcune delle più belle spiagge della costa ionica.

Gallipoli. ‘Città bella’, Kallipolis, la definirono i greci, che la edificarono su un promontorio e su un’isoletta che si protendono nel mare. Gallipoli ha un fascino orientale e larghe spiagge particolarmente estese verso sud, lontano da quell’espansione moderna che ha occupato il retrostante promontorio. Bizantini, normanni, svevi e angioini hanno lasciato tracce notevoli nell’architettura. L’apogeo fu toccato nel XVI secolo quando Gallipoli divenne uno dei porti più importanti d’Europa. Il centro storico, presidiato dal castello, sorge sull’isola circondato dal mare e racchiuso entro mura fortificate, attraversato da una fitta trama di vicoli e cortiletti che proteggono dal sole e dal vento e su cui si affacciano case di tufo, dipinte a calce con caratteristici motivi orientali. Un superbo punto di osservazione è la Riviera, sulla quale si può compiere il periplo del nucleo antico al di sopra delle mura, con scorci meravigliosi sulla città e sulle isolette antistanti.

 

Nardò. Lontano dalla splendida costa, ricca di calette e di grotte sommerse ed emerse, ma intimamente legata a essa, Nardò contrappone le strade strette e tortuose del centro, sviluppato all’interno delle antiche mura, ai nuovi quartieri sorti caoticamente. Il salotto della città è piazza Salandra, chiusa da edifici barocchi e rococò, dove si slancia la settecentesca guglia dell’Immacolata. La campagna è ricca di masserie, alcune riconvertite in agriturismi e altre ancora attive: specialità del territorio sono l’oliva cellina e i vigneti da cui si ricava il vino Doc Nardò.

 

Porto Cesareo. Questa cittadina trova ospitalità in un’insenatura della costa ionica, nell’Area marina protetta che garantisce un’acqua cristallina dove fare lunghe nuotate o immergersi per osservare le praterie di Posidonia o le spettacolari formazioni coralligene dei fondali rocciosi. Il vecchio borgo di pescatori si raggruppa accanto alla cinquecentesca torre, ormai al confine tra le province di Lecce e Taranto, dove forse sorgeva la romana Portus Sasinae di cui restano solo sette colonne in granito verde, immerse nel mare. In tempi recenti lo sviluppo edilizio in funzione del turismo è stato notevole e non sempre rispettoso della qualità ambientale. A ricordarci come doveva essere il paesaggio d’un tempo restano aree incontaminate lungo i 17 km della sua costa e alcuni isolotti raggiungibili solo dal mare. Dal 1966 funziona una Stazione e un Museo di Biologia marina. La pesca è attività ancora vitale e alimenta una gastronomia che trova il suo apice nella Sagra del pesce di luglio.

 

Manduria. Bellissime spiagge di sabbia chiara, con fondali soffici e digradanti, cordoni dunali e voli di fenicotteri rosa si allungano sul litorale di Manduria, appoggiata su un rialzo delle Murge tarantine. Ha una storia antichissima, testimoniata dalla maestosa triplice cerchia pentagonale delle mura messapiche del V secolo a.C. Sulla piazza Garibaldi, al centro del paese, il settecentesco palazzo Imperiali offre alla vista una splendida balconata tardobarocca impreziosita da una mirabile ringhiera in ferro battuto. Vale una visita anche il Fonte pliniano, grande grotta alla quale si accede da un’ampia scalinata scavata nella roccia. Manduria, tappa importante dell’omonima Strada dei Vini, è la città del Primitivo, un rosso Doc, corposo e profumato, che si ricava da un antico vitigno autoctono le cui uve maturano già alla fine di agosto (da qui il nome ‘primitivo’).

 

Le spiagge

Spiaggia della Salina

Come arrivare. Nel territorio di Manduria, accessibile da nord dalla litoranea salentina, da sud dall’abitato di Torre Colimena.

Ambiente. Splendida spiaggia libera nella Riserva regionale Salina dei Monaci; alle spalle un sistema dunale integro e la laguna salmastra della salina, ricca di fauna protetta. Data la distanza dei parcheggi e l’assenza di strada asfaltata, è frequentabile, anche in alta stagione, da coloro che amano la tranquillità; è sempre solitaria e affascinante negli altri periodi dell’anno.

 

Punta Prosciutto

Come arrivare. Dal centro di Porto Cesareo si segue la litoranea per Torre Lapillo (direzione nord) e, dopo 5 km, si continua sulla via per Torre Colimena (provinciale 122) per altri 6 km. All’altezza del cartello ‘Lido Oasis’ si svolta a sinistra e dopo circa 200 m si arriva all’area parcheggio.

Ambiente. Splendida spiaggia lunga e solitaria al confine tra le province di Lecce e Taranto; l’arenile è famoso per la sabbia bianca e le acque basse e cristalline. Il cordone dunale ancora integro è uno dei migliori esempi di duna con vegetazione a ginepro e alcuni esemplari arborei. La parte più solitaria, tradizionalmente meta di naturisti e camperisti stranieri, da anni è protetta dall’accesso dei veicoli grazie alle recinzioni della Riserva regionale della Salina dei Monaci, una vasta area umida e a macchia compresa tra la spiaggia e la litoranea, distante circa 500 m.

 

Le Dune

Come arrivare. Dal centro di Porto Cesareo si segue via Monti in direzione nord e si prosegue per circa 1,5 km fino al grande parcheggio (pubblico) presso lo stabilimento balneare Le Dune.

Ambiente. La spiaggia è composta da sabbia conchiglifera di enorme pregio ed è caratterizzata da un cordone dunale alto oltre 10 m e ricco di essenze arboree, in particolare ginepro coccolone e fenicio; si notano le isole del microarcipelago cesarino, raggiungibili anche a nuoto. Il fondale è basso e sabbioso, ideale per i bambini.

 

Bacino Grande

Come arrivare. Dal centro di Porto Cesareo si segue la litoranea per Torre Lapillo e dopo 4 km circa si trova l’indicazione ‘Bacino Grande’.

Ambiente. L’arenile, lungo circa 5 km di fine sabbia bianca, costituisce la baia più grande della costa di Porto Cesareo, con due torri costiere cinquecentesche, torre Chianca e torre Lapillo, sede del Centro visite del comune di Porto Cesareo. Il fondale è prevalentemente basso con banchi di sabbia e tratti rocciosi che rendono interessante il sito anche per gli appassionati di snorkeling.

 

Frascone

Come arrivare. Sulla litoranea Nardò-Porto Cesareo, in località Palude del Capitano, Marina di Nardò.

Ambiente. Spiaggia di sabbia bianca composta da bioclasti (gusci di conchiglie sbriciolate), lunga circa 50 m e intervallata da affioramenti di roccia calcarea; ricade all’intero dell’Area marina protetta di Porto Cesareo (Zona A).

 

Porto Selvaggio

Come arrivare. Nel territorio di Nardò; da Torre dell’Alto si prosegue a piedi per una scoscesa mulattiera (circa 900 m), mentre da Torre Uluzzo si imbocca lo spettacolare sentiero a mezza costa.

Ambiente. La fatica della passeggiata è ripagata dallo scenario: una fitta vegetazione a pino d’Aleppo e macchia a ginestra e lentisco risale le pendici, mentre rare rupicole come la campanula pugliese e il kummel di Grecia fanno capolino sulle rocce più impervie. Di grande interesse paleontologico sono i numerosi siti che si trovano lungo la baia di Uluzzo.

 

Arenile

Come arrivare. Sulla litoranea Nardò-Porto Cesareo, nel comune di Nardò in località Torre Uluzzo.

Ambiente. Subito dopo la fine della pineta di Porto Selvaggio si apre l’insenatura di Torre Uluzzo con il suo suggestivo panorama; la costa rocciosa a falesia garantisce la conservazione di questo piccolo paradiso naturale, che verso nord lascia gradualmente spazio alla sabbia bianca.

 

Punta Pizzo - Li Foggi - Punta Suina

Come arrivare. A sud di Gallipoli, si segue la litoranea Gallipoli-Santa Maria di Leuca, uscita Lido Pizzo; si prosegue su strada bianca fino al parcheggio privato.

Ambiente. Da Punta Pizzo verso Gallipoli si incontra Punta Suina costituita da due piccole baie sabbiose di fronte a un isolotto (scoglio Tondo), una delle spiagge più famose e trendy della provincia; l’accesso è riservato agli ospiti della concessione balneare, ma è consentito l’attraversamento per raggiungere le spiagge libere a sud. Risalendo ancora si trova la splendida spiaggia di sabbia bianchissima di lido Li Foggi, con il sistema dunale e le serie vegetazionali più integri della costa ionica salentina. Parzialmente occupata dalla concessione di due alberghi, per alcune centinaia di metri nella porzione sud è libera e accessibile seguendo i sentieri che attraversano la pineta e le serie dunali.

 

Nelle terre del Negramaro

Non solo spiagge: il Salento è terra rinomata per i vini pregiati, tra cui uno dei più noti e apprezzati è il Negramaro; la produzione si distribuisce nella pianura salentina e nell’Arneo, e interessa tra gli altri i comuni di Salice Salentino, Copertino, Leverano, Nardò e Squinzano. Una gita tra vigneti e cantine (tra le più note: Apollonio, Cantele, Castello Monaci, Leone De Castris e la Cantina Cooperativa di Copertino) vale senz’altro la pena, soprattutto se in occasione di una delle numerose feste, come per esempio Cantine Aperte o Benvenuta Vendemmia. Per informazioni: www.movimentoturismovino.it

 

I consigli di Legambiente

Sapori tradizionali

• Recatevi al mercato settimanale di Nardò, il venerdì mattina, e approfittate delle produzioni locali per fare acquisti dei tradizionali prodotti tipici della gastronomia salentina, specie quelli conservati ed essiccati – come i pomodori, le melanzane, i legumi – che arricchiranno la vostra dispensa. 

 

Alla scoperta dei fondali

• A Campomarino di Maruggio i fondali trasparenti permettono anche ai principianti e ai meno esperti di avventurarsi in affascinanti immersioni alla scoperta del mondo subacqueo. Diversi i diving a cui fare riferimento.

 

Un buon bicchiere di vino

• Nella città di Messapi, Manduria, a cavallo tra le tre province di Lecce, Taranto e Bari, la terra è fertile e lo sguardo si perderà tra i filari di vigne di Primitivo. Non mancate di gustare questa eccellenza della cultura vitivinicola pugliese.

 

‘Ombrellone Blu’

Dall’estate 2016 alcuni stabilimenti balneari facenti parte dell’Area marina protetta di Porto Cesareo hanno aderito al progetto di sensibilizzazione e uso consapevole delle spiagge ‘Ombrellone Blu’, intraprendendo azioni concrete per la ricostituzione della fascia dunale e per il recupero della sabbia che ogni anno viene dispersa attraverso gli accessi, a causa del vento e del passaggio incontrollato dei turisti. Accanto a questo impegno, gli stessi stabilimenti aderenti hanno organizzato alcuni interessanti incontri di educazione ambientale rivolti soprattutto ai più piccoli.

 

 

Cosa fare

Nella natura

• Merita una visita la Riserva regionale Palude del Conte - Duna Costiera di Porto Cesareo: il Centro visite (curato da Legambiente e Italia Nostra), situato all’interno della cinquecentesca torre costiera di Torre Lapillo, organizza anche escursioni ed eventi enogastronomici. Per informarsi su eventi, monumenti, siti, escursioni e visite in tutta la regione si consiglia anche il sito: discovering.viaggiareinpuglia.it

A nuoto

• Dalla splendida spiaggia di Torre Chianca, lasciandovi la torre alle spalle, si può facilmente raggiungere a nuoto il suggestivo isolotto della Malva, lì di fronte.

 

Salento Bici Tour

• Per vivere e cogliere la bellezza di questo territorio da una prospettiva diversa, Salento Bici Tour, associazione nata nel 2011 dall’idea e dalla passione di due giovani salentini, Carlo e Francesco, organizza escursioni rigorosamente in bicicletta, guidati o autoguidati attraverso le mappe gps messe a disposizione. Per i cicloturisti che vogliono imparare l’italiano, c’è anche la possibilità di usufruire di un corso intensivo con la formula di un tour in bicicletta, tra visite guidate, soste mare e lezioni in pineta o in masseria. Per informazioni: info@salen tobicitour.org

 

Cosa vedere

Masserie

• Diffuse in tutto l’entroterra salentino, molte di queste dimore rurali, dotate di ogni comfort e sovente anche di un’ottima cucina del territorio, sono state sorprendentemente riadattate per l’accoglienza turistica. La masseria Brusca, edificata e fortificata nel Cinquecento, restaurata due secoli dopo, è sede dell’ormai consolidata sagra estiva Brusca a Casu.

A Nardò

• L’area SIC della Palude del Capitano è inserita all’interno del Parco regionale di Porto Selvaggio, nel territorio di Nardò. È un rilevante fenomeno carsico rappresentato da varie risorgive a forma di dolina colme di acqua salmastra, localmente dette ‘spunnulate’, che presentano una vegetazione caratteristica. Passeggiando attraverso questo pavimento carsico roccioso, troverete delle piscine naturali nelle quali si possono intravedere i cefali, che trovano in questo luogo l’habitat perfetto.

 

A Gallipoli

• La visita al centro barocco di Gallipoli è d’obbligo. Se però preferite una sistemazione più tranquilla, ma comunque vicina alla perla dello Ionio, soggiornate presso le marine di Nardò, Santa Maria al Bagno e Santa Caterina.

 

Testo esclusivo: Touring Club Italiano

Salento: dove dormire

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