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Tutto quello da sapere sul Castello di Aymavilles e i dintorni

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Adagiato su una collina morenica che domina l’Alta Valle d’Aosta, il Castello di Aymavilles è diverso dagli altri (tanti) manieri che costellano la regione. L’edificio risale al XIII secolo, tuttavia nel corso di quelli successivi è stato più volte rimaneggiato, fino a diventare un insolito ma elegante “patchwork” di stili.

A operare le maggiori trasformazioni è stata la famiglia Challant, che ha mantenuto ininterrottamente la proprietà del castello dal XIV al XIX secolo. In seguito, il maniero è passato più volte di mano e nel 1970 è entrato a fare parte del patrimonio della Regione Autonoma della Valle d’Aosta.

L’edificio è stato sottoposto a un lungo restauro e – dopo alcune aperture “spot” per eventi speciali – è stato definitivamente reso fruibile al pubblico a maggio 2022. Il percorso museale è un viaggio nella storia del castello e delle famiglie alle quali è appartenuto ed è completato dall’esposizione di gran parte della preziosa collezione di oggetti d’arte e manufatti storici dell’Académie Saint-Anselme d’Aoste.

Il maniero è il fiore all’occhiello di Aymavilles, ma il piccolo borgo custodisce altri due interessanti monumenti: la Chiesa di Saint Léger con l’antica cripta e il ponte-acquedotto romano nella frazione d'Aël. Non solo. L’area è un importante sito di conservazione di diverse specie di pipistrelli (che hanno trovato rifugio a lungo proprio nel castello) ed è attraversata da una fitta rete di sentieri trekking.

Se siete rimasti incuriositi e state pensando di cogliere l’occasione dell’apertura del Castello di Aymavilles per scoprire la zona, ecco alcune informazioni che possono essere utili per programmare la vostra gita!

Un castello in trasformazione

Quattro possenti torri sormontate da merli guelfi e ghibellini, logge barocche, fregi rococò e uno scalone monumentale a fare da ingresso. Il Castello di Aymavilles sembra una costruzione eclettica dell’Ottocento, ma in realtà ha origini antiche. Il maniero esiste con certezza dal 1287, anche se con un aspetto diverso: all’epoca era una casaforte, circondata da mura per accogliere la popolazione in caso di pericolo.

La trasformazione è iniziata quando l’edificio è entrato in possesso di una ramo della famiglia Challant, che da quel momento è diventato Challant-Aymavilles. Tra il XIV e il XV secolo sono stati aggiunti un piano, le quattro torri, una doppia cinta muraria, un fossato e un ponte levatoio. Un nuovo profondo intervento è stato realizzato tra il 1713 e il 1728, con la costruzione dei loggiati, il rinnovo degli interni e la demolizione delle fortificazioni.

L’aspetto acquisito dal Castello di Aymavilles nel XVIII è sostanzialmente quello che ha ancora oggi. Dopo la morte dell’ultimo discendente degli Challant, il maniero è passato più volte di mano, perdendo definitivamente l’accezione di fortezza per diventare una “moderna” residenza nobiliare. La trasformazione è stata completata dalla creazione del parco a terrazzamenti e dall’inserimento di una grande fontana.

In epoca recente il castello è entrato a fare parte dei beni della Regione Autonoma della Valle d’Aosta e in seguito sottoposto a un lungo lavoro di restauro. Il maniero è diventato un museo e a maggio 2022 ha aperto al pubblico in maniera definitiva.

La collezione dell’Académie Saint-Anselme d’Aoste

Il Castello di Aymavilles non solo offre un moderno percorso museale che racconta la storia del maniero, ma custodisce anche una preziosa raccolta di opere d’arte e antichità. Gli oggetti in esposizione rappresentano una parte (cospicua) della collezione dell’Académie Saint-Anselme d’Aoste, la più antica istituzione culturale valdostana.

L’associazione è stata fondata nel 1855 da un gruppo di intellettuali religiosi e laici e da allora opera per preservare e valorizzare l’identità storica, culturale e linguistica e il patrimonio della Val d’Aosta. Nel corso di quasi due secoli, l’Académie ha raccolto uno straordinario patrimonio di libri, documenti, manufatti d’arte, reperti archeologici, monete, medaglie e rarità del mondo naturale locali e non solo.

L’eterogeneo materiale – in continua crescita – è confluito in una biblioteca e in un museo, ma quest’ultimo ha assunto una posizione secondaria tra il XIX e il XX secolo (pur ricevendo una importante donazione all’inizio del Novecento). La sistemazione della collezione è diventata un problema e il museo ha cambiato più volte sede, con inevitabili “perdite”. La peregrinazione ha avuto fine con la collocazione della maggior parte dei pezzi nel Castello di Aymavilles. 

La chiesa trompe l’oeil e l’antica cripta

A monte dell’abitato di Aymavilles, sulla strada che conduce a Cogne, si trova la Chiesa di Saint Léger, che presenta una particolare facciata trompe l’oeil. L’opera è stata realizzata dal pittore Jean-Laurent Grange tra il 1856 e il 1857 e rappresenta il martirio di San Leodegario (in francese Léger) e una teoria di santi.

L’artista ha realizzato anche la ricca decorazione pittorica che orna le volte a crociera dell’unica navata, dove sono custoditi un altare e un organo all’incirca coevi. È di epoca medievale, invece, il campanile: una torre a base quadrata con guglia a forma di piramide ottagonale, che si innalza qualche metro a lato della chiesa. All’interno di quest’ultimo è conservata la più antica campana datata della Valle d’Aosta, fusa nel 1327 e dedicata alla Vergine Maria.

L’attuale Chiesa di Saint Léger è stata costruita tra il 1760 e il 1762, ma già prima al suo posto esisteva un edificio di culto. A testimoniarlo ci sono una bolla papale del 1145 e una cripta dove si sovrappongono testimonianza di epoche diverse. La parte più antica risale al VII-VIII secolo e – stando alla tradizione orale – potrebbe essere ciò che resta di un monastero benedettino, a sua volta sorto su un sito romano.

Il ponte acquedotto

Il Pont d'Aël, nella omonima frazione a poca distanza da Aymavilles, è un acquedotto di epoca romana. La grandiosa opera in muratura presenta una struttura a due livelli, che un tempo dovevano essere tre. La condotta per il trasporto dell’acqua coincide con l’attuale piano strada, mentre al di sotto corre una galleria con due file di piccole finestre.

Sulla destinazione d’uso di quest’ultima esistono due ipotesi (che non si escludono a vicenda). L’una attribuisce al corridoio la funzione di “galleria di controllo”: le aperture facevano luce all’interno e permettevano al custode di rilevare in maniera tempestiva eventuali perdite d’acqua. L’altra ritiene che il corridoio fosse usato come camminamento per il passaggio di uomini e animali.

Un’epigrafe fa risalire l’edificazione del ponte-acquedotto al 3 a.C. e rivela anche che l’opera è stata promossa e finanziata da un privato, Caio Avillio Caimo da Padova. Il costruttore era uno dei “gestori” delle cave di marmo della zona ed è una teoria condivisa che abbia realizzato la struttura per avere l’acqua necessaria alle attività estrattive. Tale uso fa dell’opera d'Aël una vera e propria “rarità”, perché di solito gli acquedotti privati erano collegati a una villa o a dei fondi e non avevano una funzione “industriale”.

I pipistrelli di Aymavilles

Il Castello di Aymavilles e i dintorni sono una importante zona di ibernamento e riproduzione di diverse specie di pipistrelli.

Il maniero ha ospitato per anni – in modo speciale all’interno di due torri – una colonia di Myotis myotis e di Myothis blythii. A poco più di un chilometro di distanza, invece, le miniere abbandonate di Pompiod sono il “rifugio” di otto specie di chirotteri e rivestono un ruolo di particolare importanza per quelle di Barbastella barbastellus e Rhinolophus ferrumequinum.

I due siti (insieme alla cattedrale di Aosta) costituiscono una preziosa area di conservazione e biodiversità della regione e sono “collegati” fisicamente dal “Percorso del rû Arbérioz”. Il tracciato inizia nella frazione Le Chabloz e regala uno scorcio del castello di Aymavilles, fa tappa nei pressi delle miniere di Pompiod e offre una vista panoramica sui manieri di Sarre e Saint Pierre, sui resti di quello di Jovençan e sulla vetta Becca France.

Il sentiero – che presenta un andamento ad anello – è lungo poco più di tre chilometri ed è scandito da cartelli che raccontano la storia dei vari luoghi e danno informazioni sulla flora e la fauna.

In cammino tra storia, fede e natura

L’area dove sorge il Castello di Aymavilles è caratterizzata da una grande ricchezza storica, artistica, culturale e naturalistica e dà agli appassionati di trekking la possibilità di scoprirla attraverso una fitta rete di sentieri. I percorsi sono diversi, ma il Comune di Aymavilles ne suggerisce cinque ispirati alle diverse peculiarità della zona.

“I grandi monumenti” è un itinerario artistico e culturale ad anello, che fa tappa alla Chiesa di Saint Léger, al Pont d'Aël, al villaggio di Ozein e al Castello di Aymavilles. “Le cappelle”, invece, ripercorre i sentieri che gli abitanti della zona utilizzavamo per salire agli alpeggi e si chiama così per la moltitudine di edicole e altari costruiti per tenere lontane le “forze del male”.

Un altro itinerario è “Sapori e profumi divini”. Il tracciato è il più breve di tutti e – come rivela il nome – è un sentiero enogastronomico, che si sviluppa tra i vigneti e i meleti che si estendono nella zona. All’opposto, “Montagna panoramica” è il percorso più lungo e da Ozein arriva alla Punta del Drinc. La peculiarità di questo itinerario panoramico è che può essere percorso tutto l’anno e in inverno diventa una pista per le ciaspole e le pelli di foca.

“Il parco a portata di mano”, infine, si sviluppa quasi per intero all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso ed è caratterizzato da una grande varietà di ambienti naturali.

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