Vacanze a Ustica: Cosa Vedere e Cosa Fare sull'Isola Siciliana

Piccola – non raggiunge i 9 km2 di superficie – e battuta dai venti, cima di un vulcano spento che per dimensioni non ha nulla da invidiare all’Etna, Ustica tradisce la sua origine lavica al primo sguardo: non a caso, infatti, questo lembo di terra perso nel Tirreno meridionale, 67 km a nord di Palermo e 95 a nord-ovest delle Eolie, è nota come la ‘perla nera’ del Mediterraneo. Ha coste frastagliatissime e scoscese, con grotte che assumono stupende colorazioni, baie chiuse da rocce scure, scogli, pareti a picco di tufo giallo, rosso e nero, lave modellate dall’acqua, muraglie gigantesche, guglie, fantasiose formazioni vulcaniche che creano un ambiente di forte impatto paesaggistico.

A Ustica si viene per godere di una natura di inestimabile valore e di panorami aspri e affascinanti, ma soprattutto per la bellezza del mare e della sua acqua incredibilmente trasparente e ricchissima di vita. La vacanza balneare può contare su qualche piccola baia agevole per la balneazione come cala Sidoti di ciottoli neri o caletta Santa Maria, accessibile anche ai bambini. Ustica è però il regno dei subacquei e di chi pratica lo snorkeling. I fondali hanno una flora e una fauna sottomarina che non hanno eguali nel Mediterraneo, per certi aspetti simili a quelle tropicali.

Attorno a coralli e a rose di mare nuotano varie specie di pesci, tra cui i rari pesci pappagallo e i pesci balestra. Su questo straordinario patrimonio ambientale vigilano la Riserva naturale e l’Area marina protetta (www.ampustica.it) che, lungo il periplo dell’isola, ha differenti gradi di tutela cui attenersi per non alterare questo prezioso e delicato equilibrio.

 

Nero giacimento di bellezza

Ustica è parte di un’imponente catena montuosa sommersa che, sorgendo dal fondo piano del Tirreno centrale, a oltre 3000 m di profondità, si spinge verso la Sicilia ed emerge a ovest dell’isola maggiore. Il toponimo Ustica, in uso tra i geografi medievali, deriva dal latino ustum (bruciato), con riferimento, appunto, all’aspetto delle sue rocce laviche.

La vegetazione è caratterizzata da siepi di fico d’India e di macchia mediterranea dove abbondano ginestre, lentischi, euforbia e artemisie. Ulivi, mandorli, alberi da frutta e vigne completano il quadro di un’isola ricca di attrattive naturalistiche anche nell’entroterra, dove si snodano sentieri per passeggiate a piedi e in mountain bike.

Di aspetto suggestivo e solitario in inverno, cambia volto in estate quando dalle imbarcazioni scendono i turisti desiderosi di tuffarsi in questo paradiso naturale. Al piacere di una vacanza tutto sole e mare si affiancano anche i pregi gastronomici dell’isola che ha nel pesce, nelle lenticchie, nei capperi, nei fichi d’India le sue punte di diamante, accanto al coniglio selvatico e alla pasticceria, caratterizzata da paste di mandorle, cassate, cannoli e ricette della tradizione siciliana. Vini tipici sono prodotti con vitigni locali (Albanella e Zibibbo).

Crocevia della storia

A dispetto delle dimensioni e della posizione geografica, Ustica fu popolata fin da tempi remotissimi: secondo gli storici antichi era l’omerica Eéa, dove Ulisse e i suoi incontrarono la maga Circe che trasformava in animali i marinai che vi approdavano.

Tutte le civiltà del Mediterraneo antico fecero di Ustica un crocevia dei loro traffici: fenici, greci, cartaginesi e romani hanno infatti lasciato tracce consistenti del loro passaggio. Utilizzata come roccaforte dai saraceni, aspramente combattuti da normanni e spagnoli, l’isola venne fortificata dai Borbone che nel 1759 decretarono una colonizzazione forzata da cui ebbero origine l’insediamento principale, a cala Santa Maria, e la comunità di residenti che oggi conta circa 1300 abitanti. In virtù della sua lontananza dal continente, però, Ustica fu anche adibita – dai Borbone, dai Savoia e dal fascismo – a luogo di confino: qui furono inviati, tra l’altro, Antonio Gramsci e Ferruccio Parri.

 

Le località

Ustica. Dall’approdo di cala Santa Maria una strada di tre rampe porta al paese di Ustica, dove si concentrano l’animazione e buona parte delle attività turistiche. Per scoprire ciò che offre l’abitato bastano poche ore, al termine delle quali è l’isola intera a offrirsi all’esplorazione. Passeggiando nel borgo si possono ammirare i trompe l’oeil che decorano le abitazioni, secondo un’usanza inaugurata di recente dalla comunità artistica del luogo. La scoperta dell’isola dovrebbe avvenire via mare, circumnavigandola o a tappe, ma anche a piedi o in bicicletta si può andare quasi ovunque. Certamente vale la pena di spingersi fino al faro di punta Gavazzi con una deviazione verso il monte Guardia dei Turchi, la cima dominante e la parte meno frequentata dell’isola, da cui si gode un magnifico panorama. Il paesaggio è caratterizzato da grandi terrazzamenti e segnato dai muretti a secco che proteggono le tipiche coltivazioni mediterranee (olivi, agrumi, viti), mandorli, capperi, lenticchie e gli immancabili fichi d’India.

 

Le spiagge

 

Cala Sidoti

Come arrivare. La spiaggia di cala Sidoti si raggiunge partendo dal paese di Ustica e utilizzando il bus, sia andando in direzione di punta Spalmatore sia in quella di punta Tramontana. Inoltre, bici a pedalata assistita sono disponibili tramite il servizio di bike sharing.

Ambiente. La costa di Ustica è un susseguirsi di grotte e rocce vulcaniche. La spiaggia di cala Sidoti si inserisce nella zona protetta dalla Riserva Integrale. Al centro di accoglienza, nella piazza principale del paese, si può chiedere assistenza per farsi accompagnare da guide esperte di seawatching. Per informazioni e visite alla Riserva ci si può rivolgere al comune di Ustica (www.comune.ustica.pa.it).

 

Cosa vedere

Nel mare

• In prossimità di punta Spalmatore, nell’area della Riserva Integrale, si trova un piccolo Acquario: la visita è interessante perché è possibile osservare i pesci e le specie vegetali tipiche di questo mare.

Storia

• La Fortezza borbonica offre bellissimi panorami dai terrazzi e dalla torre, da cui si può scorgere la Sicilia.

• Un tuffo nel tempo lo offrono i resti del villaggio preistorico nei pressi dei Faraglioni in località Colombara, sulla costa nord: è uno dei più importanti insediamenti dell’età del Bronzo nel Mediterraneo, formato da un insieme di capanne protette dal mare e da un’imponente cinta muraria. Il materiale rinvenuto è in mostra nel Museo archeologico.

 

 

I consigli di Legambiente

A piedi...

• Il sentiero di Mezzogiorno, del tutto pedonale e con muretti a secco, è ricavato da un vecchio battuto e percorre per 4-5 km tutta la costa meridionale dell’isola, offrendo scorci splendidi su calette e scogli. Il sentiero scende fino al mare: un bel bagno al termine della passeggiata sarà la degna conclusione. L’altro itinerario è invece legato al sentiero del Boschetto che, come evidenzia il nome, percorre la parte centrale dell’isola, l’interno, dominando la contrada di Tramontana.  

 

Storia

• Non può mancare la visita al Museo archeologico che conserva reperti preziosissimi, al villaggio preistorico dei Faraglioni e alle sue capanne, alla torre dello Spalmatore e alla torre Santa Maria (due torri borboniche che rappresentarono le prime difese dell’isola), o alla sede del Centro studi e Documentazione ‘Isola di Ustica’, vero giacimento di testi di cultura e di informazioni.

 

Fondali per sub e non solo

• Ustica è famosa per i suoi fondali, meta di indimenticabili immersioni subacquee (tra i punti più gettonati Sacchitello, lo Scoglio del Medico, la grotta dei Gamberi), e per la ricchezza della sua fauna ittica; non dimentichiamo che è stata la prima riserva marina italiana, festeggia i 30 anni nel 2016, e attorno a essa ha costruito la sua immagine e la sua economia. L’area protetta (oggi tornata sotto gestione del Comune) progetta iniziative e servizi, didattica, divulgazione e ricerca scientifica. 

 

A tavola

• Il piatto tipico di Ustica è la zuppa di lenticchie, deliziosa anche in estate, che valorizza un prodotto della terra che si sta affermando in un mercato di nicchia molto esigente. Non si possono perdere i prodotti di Maria Cristina che lavora e trasforma ingredienti naturali e biologici: melenzane, caponate, condimenti per pasta, capperi, tonno, uova di pesce spada. Tra i prodotti del mare invece i gamberetti crudi e marinati. Occorre necessariamente gustare la pasta con il nero di seppia, e dolci come cassatelle, donis (dolce lievitato a base di un impasto con uova, farina e parte di patate già lessate, fritto in forma di ciambelline e cosparso di zucchero) e gigi (dolci a base di Malvasia, fritti).

 

Non solo immersioni...

Nel 2016, in occasione del Trentennale dell’Area marina protetta ‘Isola di Ustica’, un nuovo servizio verrà offerto ai tantissimi fruitori della Riserva. Nello scenario incontaminato delle calette intorno a torre dello Spalmatore e del faro di Punta Gavazzi, si potranno noleggiare le canoe a fondo trasparente che consentiranno, in maniera del tutto sostenibile e compatibile, di ammirare i maestosi fondali e l’incredibile biodiversità marina. Il sabato mattina inoltre, il giro in canoa sarà accompagnato da biologi dell’Area marina protetta che illustreranno la ricchezza di ambienti e di vita lungo il percorso. 

 

Cosa fare

Vivere il mare

• Per immersioni e snorkeling sono presenti sull’isola 10 centri diving per andare alla scoperta dei ricchi fondali. L’Area marina protetta organizza, in estate, escursioni di seawatching alla portata di tutti.

• Presso il faro di punta Spalmatore fate un bagno nelle piscine naturali, comunicanti con il mare tramite un passaggio subacqueo.

• Presso la torre dello Spalmatore, l’Area marina protetta organizza attività didattiche e culturali dedicate alla biodiversità e alle specie protette. La torre è una costruzione del 1763 che faceva parte del ben più complesso sistema difensivo costiero della Sicilia.

Immersioni

• La visita alla grotta dei Gamberi, ubicata in area di tutela marina, è riservata a subacquei di grande esperienza e debitamente accompagnati. La cavità sommersa (con sviluppo di 88 m e profondità massima di -43 m) si apre in lave di effusione sottomarina, spesso foggiate a cuscino (pillows) e si presenta come un ampio salone in lieve salita. Un ramo laterale porta a due strette uscite fra i 26 e i 30 m di profondità. Le parti più oscure sono popolate da sciami di gamberi (Parapandalus narval).

 

Gita a piedi

• Una bella passeggiata che racchiude aspetti storici e archeologici, per la presenza di ipogei lungo il percorso, è quella alla rocca della Falconiera dalla cui sommità si domina il paese e si ha un panorama mozzafiato.

 

Feste

• Dal 22 al 24 agosto si festeggia il patrono San Bartolomeo, con una tipica festa di piazza. A fine settembre sono gli appuntamenti rurali – la Festa del Passo della Madonna e la Festa di S. Bartolicchio – che coinvolgono gli isolani in sagre di campagna dove ci si ritrova per gustare padellate di pesce o carne alla brace, rievocando antichi giochi come la rottura dei pignateddi (pentolacce di coccio).

 

Testo esclusivo: Touring Club Italiano

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