
Integrare la vacanza nel territorio, senza rinunciare a qualità, controllo e tecnologia. È questa la filosofia di MyHo Casa, realtà italiana specializzata nella gestione di appartamenti per vacanze, raccontata da Giulio Scognamiglio, Direttore Prodotto dell’azienda, con un passato nel tour operating tradizionale e uno sguardo molto lucido sull’evoluzione dell’ospitalità.
Giulio, partiamo da te: qual è il tuo percorso e come sei arrivato in MyHo Casa?
Sono entrato in MyHo Casa circa quattro anni fa, dopo un lungo percorso nel tour operating classico. Ho lavorato per quindici anni come Direttore Prodotto e Responsabile Commerciale in Eden Viaggi, sono stato Direttore Commerciale di Eurovacanze e prima ancora amministratore unico di un operatore specializzato sul Mar Rosso.
Arrivo quindi da un mondo fatto di villaggi, charter, cataloghi da 300 pagine e all inclusive. MyHo Casa rappresenta per me una sorta di “seconda vita professionale”: un modello che mi ha permesso di riscoprire una passione autentica per il viaggio, inteso come esperienza di territorio, non come permanenza chiusa dentro quattro mura.
L’appartamento, se ben gestito, permette all’ospite di vivere il luogo come un viaggiatore e non solo come turista. È una soluzione che personalmente cerco anch’io quando viaggio.
In quali territori operate oggi?
MyHo Casa è presente lungo l’Adriatico – Puglia, Abruzzo e Marche – e in Sardegna. Operiamo esclusivamente in località leisure, prevalentemente balneari, dove l’appartamento funziona davvero se inserito in un territorio che offre servizi, esperienze e relazioni.
Ci siamo accorti che non tutte le zone sono uguali: l’affitto breve funziona meglio dove il territorio è vivo. In altri contesti, invece, il modello villaggistico all inclusive resta più adatto. Prendere un appartamento a Vieste, per esempio, significa uscire, muoversi, incontrare i produttori locali. È un turismo diverso, più libero e più autentico.
Come è organizzata MyHo Casa dal punto di vista operativo?
Siamo un’azienda molto tecnologica, ma con una forte attenzione alla relazione umana. Abbiamo una sede centrale e una rete di unità locali, perché il 90% dei nostri appartamenti è “sparso”, distribuito all’interno delle località.
Questo rende fondamentale il lavoro su processi e procedure: non per raffreddare il rapporto con l’ospite, ma per renderlo più efficace. La tecnologia ci permette di garantire uniformità, velocità di intervento e qualità, pur gestendo un prodotto non omogeneo come l’appartamento.
Lavoriamo in modo orizzontale, non piramidale: ognuno ha responsabilità precise, ma la collaborazione è continua. Il focus è sempre doppio:
l’ospite
la qualità reale del prodotto
Parlate spesso di “coccola” dell’ospite. Cosa significa per voi?
Per noi la coccola non è chiacchiera, né narrazione per mascherare i problemi.
La coccola è:
trovare un appartamento pulito
conforme a quanto descritto
con problemi risolti in pochi minuti, non in ore
Se risolvo un problema tecnico con una videochiamata in tre minuti, quella è coccola.
Non affittiamo appartamenti: ci prendiamo cura del tempo libero delle persone. Ed è una responsabilità enorme.
Abbiamo sviluppato tecnologie che ci permettono di intervenire anche a distanza, con assistenza guidata, intelligenza artificiale e supporto tecnico continuo. Le segnalazioni degli ospiti arrivano direttamente a me e all’amministratore delegato: non per controllo ossessivo, ma perché solo così possiamo migliorare davvero il prodotto.
Quali sono state le principali sfide degli ultimi anni?
MyHo Casa è nata poco prima del Covid. Gli anni della pandemia hanno stravolto il mercato: il turismo di prossimità ha funzionato molto, i prezzi sono saliti e molti proprietari hanno percepito l’appartamento come un business facile.
Oggi il mercato è tornato più equilibrato, ma con nuove complessità: costi aumentati, capacità di spesa diversa, maggiore concorrenza. La vera sfida è uscire dalle logiche viziate del passato e lavorare sui dati reali del presente.
Noi non facciamo pricing guardando “quanto si vendeva l’anno scorso”, ma analizzando:
il costo reale della vacanza
il territorio
l’esperienza complessiva dell’ospite
Scontare un appartamento di 100 euro serve a poco se poi tutto il resto del contesto è fuori mercato.
Chi è l’ospite tipo di MyHo Casa?
Principalmente:
famiglie con due bambini
provenienza entro 2–3 ore di auto
occupazione da 4 a 6 posti letto
Poi ci sono coppie, gruppi di amici, giovani professionisti. Il reddito medio familiare è variabile, ma parliamo di una fascia ampia e trasversale. Offriamo prodotti diversi, non in termini di qualità (che è sempre alta), ma di posizione, dimensioni ed esigenze.
Un appartamento a 300 metri dal mare non è “peggiore” di uno fronte mare: è diverso. La qualità, per noi, è sempre relativa alle aspettative.
Come nasce e si sviluppa il rapporto con CaseVacanza.it?
Il rapporto con CaseVacanza.it nasce addirittura prima di MyHo Casa, nel 2016.
È un partner strategico per noi, soprattutto sul mercato nazionale, ma non solo per una questione commerciale.
Con CaseVacanza.it condividiamo un approccio:
attenzione alle strutture organizzate
dialogo diretto con l’ospite
confronto continuo
Possiamo parlare direttamente con chi prenota, capire i bisogni, indirizzare verso il prodotto giusto. Non esiste il prodotto “migliore”, esiste quello più adatto.
Inoltre, il confronto costante – anche quando non c’è un progetto specifico – è per noi un enorme valore. Crediamo nel dubbio, nel feedback, nella visione differenziata. È così che si cresce.
Un ultimo aspetto di cui siete particolarmente orgogliosi?
Sì: il nostro 4,7 di valutazione su Google, con oltre 1.400 recensioni professionali.
Per noi è una pacca sulla spalla importante, perché arriva direttamente dagli ospiti e racconta una relazione sana, concreta e continuativa.
CaseVacanza.it ci permette di mantenere questo rapporto diretto, senza filtri. Ed è uno dei motivi per cui consideriamo questa collaborazione sempre più matura e in costante crescita.