La Scatolaia Stupenda Villa Con Piscina Immersa Nella Natura

Stia

 -  VILLA  -  (1)

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Leonardo G.

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  • Riferimento
    1436851
  • Tipologia
    Villa
  • Superficie (m²)
    150

  • Occupanti
    10
  • Letti Doppi
    4
  • Letti Singoli
    2
  • Camere letto
    5
  • Locali
    10
  • Bagni
    2
Dettagli

Servizi
  • Camino
  • Cucina
  • Giardino
  • Internet
  • Lavastoviglie
  • Lavatrice
  • Parcheggio
  • Piscina
  • TV

Caratteristiche
  • Adatto ad anziani
  • Animali Ammessi

Descrizione LA SCATOLAIA STUPENDA VILLA CON PISCINA IMMERSA NELLA NATURA



In una splendida posizione panoramica sulle alte colline del Casentino con i suoi famosi Castelli, le innumerevoli Pievi Romaniche e gli antichi Monasteri, ai margini del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi che racchiude in se inimitabili bellezze naturali, troviamo La Scatolaia, una suggestiva villetta divisa in due accoglienti appartamenti IL FORNO e LA FONTE arredati entrambi in modo tipicamente toscano.



Ogni appartamento ha ingresso indipendente ed un proprio spazio verde attrezzato con tavoli sedie ed ombrelloni.



Davanti alla casa, in un ampia superficie che, come una terrazza naturale si affaccia sulla valle sottostante, è a disposizione degli ospiti una simpatica piscina delle dimensioni di m 5x10 che allieterà il loro soggiorno nelle calde giornate estive.



La proprietà, comprendente anche vaste superfici verdi ed una pineta, è completamente recintata in modo da garantire ai visitatori la massima libertà e riservatezza.



Il costo del gas per il riscaldamento nei mesi invernali è di 5 euro al metro cubo facilmente verificabile dai contatori e pagabile in loco alla fine del soggiorno.
Energia elettrica,acqua e gas per cucinare sono servizi che vengono forniti da noi gratuitamente.
Il costo per la possessione di un animale domestico è di euro 30,00 a settimana e pagabile in loco.



All'arrivo dei clienti è richiesto il versamento di una cauzione in contanti di euro 400,00 che verrà restituita al termine del soggiorno quando sarà verificato dal proprietario che la struttura non ha subito danni.


Consigli e attività

COMUNE DI STIA



Stia è il primo paese del Casentino, e della Toscana, bagnato dall’Arno, ….per mezza Toscana si spazia un fiumicel che nasce in Falterona. (Dante, Purgatorio, canto XIV).
Il paese è dominato da due importanti castelli casentinesi: il Castello di Romena ed il Castello di Porciano. Quest’ultimo fa parte di un omonimo e caratteristico centro posto sulle pendici della montagna che s’innalza veloce dietro Stia e che divide il Casentino dal Mugello. L’origine di questo castello risale all’XI secolo e fu edificato dai Conti Guidi. Nel 1350 passò sotto la tutela e la protezione della Repubblica Fiorentina che cento anni dopo ne divenne proprietaria. Dalla metà del ‘500 il castello andò verso una progressiva decadenza.
Oggi, dopo un lungo restauro, operato negli anni '60 e '70 da Flaminia Goretti de Flamini e suo marito George Specht, genitori dell' attuale proprietaria, il Castello di Porciano ci mostra parte della sua originaria bellezza. La sua torre è la più grande del Casentino, da questa si domina il corso dell’Arno da Stia a Bibbiena. Al suo interno, è allestito un interessante museo (per info e visite ).
A pochi chilometri da Porciano, in direzione Londa – Mugello, si trova il Santuario di Santa Maria delle Grazie che fu edificato nel XIV secolo per ricordare l’apparizione della Vergine a Monna Giovanna, una contadina locale. Nella chiesa sono conservati un affresco e un dipinto su tavola quattrocenteschi e diverse terrecotte robbiane.
Ritornati a Stia è da ricordare, prima di tutto, che le origini di questo centro risalgono al XI secolo.
Fin dal medioevo Stia era nota per la produzione della lana e di tessuti da questa ottenuti.
Produzione che a inizi ‘800 viene “industrializzata” con la nascita del Lanificio di Stia, un enorme complesso industriale che occupava centinaia di lavoratori. Dal giugno 2010, in una parte dell’ex lanificio, è allestito un grande ed interessante Museo della Lana. Oggi il paese è noto anche per il celebre Panno Casentino, un particolarissimo tessuto. Dal punto di vista artistico e architettonico Stia è centro di notevole interesse. Qui si trova, senza dubbio, la più bella piazza del Casentino, Piazza Tanucci, con una monumentale fontana ottocentesca. In questa piazza si affaccia la pieve romanica dedicata a Santa Maria Assunta che in questo sito ha una pagina sua. Altra chiesa da visitare è “l’Oratorio della Madonna del Ponte”: al suo interno è conservata una bella opera di scuola robbiana. Durante l’anno, a Stia (in particolare in piazza Tanucci), si svolgono varie manifestazioni di carattere folcloristico e culturale, da ricordare sono le caratteristiche sfilate del noto carnevale, la mostra biennale dedicata al ferro battuto che si svolge nel mese di settembre e attira visitatori da tutta la penisola e la castagnata stiana che ha luogo nel primo fine settimana del mese di novembre e si svolge nelle caratteristiche vie e piazze del paese .Due luoghi a Stia meritano una passeggiata: la prima, di carattere completamente naturalistico, è al Parco alla Rana, un luogo verde e fresco lungo un Arno poco più che ruscello, la seconda è ai giardini del Palagio Fiorentino. Questa può avere anche un carattere salutare e culturale in quanto qui possiamo dissetarci con le benefiche acque che vi arrivano dalla Fonte di Calcedonia (quasi al Passo della Calla) e visitare il Castello del Palagio Fiorentino sede di un museo d’arte conteporanea. Questo edificio è il rifacimento di inizio ‘900 di un castello duecentesco appartenente ai Conti Guidi che dopo varie vicissitudini fu distrutto nel 1440 da Niccolò Piccinino.
Altro centro interessante da visitare nei pressi di Stia è Papiano. Qui si trova il Castello di Urbech. Il territorio del Comune di Stia offre vari e molteplici aspetti naturalistici che invitano a passeggiate ed escursioni. Il luogo sicuramente più affascinante è il Monte Falterona perché, oltre agli aspetti naturalistici che potrà mostrarci, sarà anche l’occasione per visitare due siti di particolare suggestione: le sorgenti dell’Arno, di dantesca memoria e il Lago degli Idoli, luogo sacro agli etruschi.



COMUNE DI PRATOVECCHIO



Sarebbero sufficienti i suggestivi resti del Castello di Romena e l’affascinante Pieve romanica di San Pietro a Romena a rendere il Comune di Pratovecchio, nell’alto Casentino, territorio di grande interesse storico culturale. Ma questa zona può offrirci tanti altri aspetti di grande rilevanza da un punto di vista artistico, architettonico, paesaggistico.
Arrivando a Pratovecchio da Poppi è da visitare, sulla destra prima di entrare in paese, la Badia di Poppiena. Chiesa risalente al secolo XI conserva al suo interno una pregevole “Annunciazione”, dipinto su fondo oro dei primi decenni del ‘400 attribuito a Giovanni del Ponte.
Entrando in paese incontriamo una grande piazza intitolata a Paolo Uccello, noto pittore fiorentino del ‘400 di origini pratovecchine. La piazza è caratterizzata da dei bei giardini con una grande fontana.
Attraverso un passaggio pedonale sotto una delle torri che delimitavano il cassero edificato dai Conti Guidi nel XII secolo, entriamo nella parte di Pratovecchio più importante dal punto di vista storico, culturale ed architettonico: piazza Jacopo Landino, importante pittore del trecento di origini locali e qui morto nel 1358.
Questa, comunemente chiamata Piazza Vecchia e in buona parte porticata, (la presenza frequente di portici è una caratteristica architettonica di Pratovecchio) presenta due eleganti palazzi: Palazzo Vigiani, sede del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e Palazzo Nardi-Berti con il bello stemma della famiglia in evidenza sulla cantonata. Nella cinquecentesca chiesa dedicata al SS Nome di Gesù sono conservate importanti opere d’arte di vari periodi. Quelle medioevali sono state portate qui da altre chiese di abitati vicini.
In fondo alla strada sul lato destro della chiesa si trova il Monastero delle Monache Camaldolesi dedicato a San Giovanni Evangelista, struttura risalente al XII secolo. Sempre in “Piazza Vecchia” vi è un altro monastero, quello delle Suore Domenicane dedicato alla Madonna della Neve, struttura del XVI secolo. Entrambi questi monasteri hanno particolari ed interessanti chiese da visitare che conservano pregevoli opere d’arte.
A poca distanza dal monastero delle domenicane possiamo percorrere il “Borgo di Mezzo”, qui, in una edicola, è esposta una terracotta robbiana policroma. Ancora qualche passo ed entriamo in via Garibaldi, il bello, lungo e caratteristico borgo del paese porticato interamente in entrambi i lati.
L’interesse per Pratovecchio non deve fermarsi al paese e ai già citati Castello e Pieve di Romena. All’interno del territorio comunale vi sono diverse altre frazioni o piccoli abitati che meritano di esser conosciuti, in primo luogo per il paesaggio e l’ambiente in cui sono immersi e poi per la presenza di opere architettoniche ed artistiche che possono mostrarci. E’ il caso delle frazioni di Casalino e Lonnano all’inizio del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, dell’abitato di Valiana dove nella chiesa di San Romolo è conservata una bella tavola di fine ‘300 dedicata alla passione di Cristo. Da vedere è Ama, poche case ed una piccola e antica chiesa posta sul margine di un grande e stupendo prato da cui si può godere di un ampio e suggestivo panorama. Una visita la meritano anche Castelcastagnaio con i resti del castello e la bella Pieve di San Bartolomeo, un luogo sul versante della Consuma che è una sorta di terrazza panoramica sul Casentino e la località di Campolombardo, il cui toponimo ci dice senza ombra di dubbio che trattasi di un luogo di origine longobarda.



EREMO E MONASTERO DI CAMALDOLI, LUOGHI DI FEDE



Il Sacro Eremo e il Monastero di Camaldoli rappresentano una delle più importanti e attive espressione del monachesimo in Italia. L'iniziatore di questo ordine fu San Romualdo che nel 1012, con alcuni suoi seguaci, giunse in questo monte del Casentino. Qui eresse una piccola chiesetta e le prime celle nel luogo che oggi si identifica come Eremo. La zona di clausura è chiusa al pubblico, ma la sola vista che si ha dal cancello d'entrata è molto suggestiva e c'immerge in un clima altamente spirituale e di riflessione. Questo luogo si apre a tutti in un momento molto particolare: la notte di Pasqua, quando nella sua parte più in alto viene effettuata la benedizione del fuoco e l'accensione del cero pasquale. Di alto interesse spirituale ed artistico è comunque la parte del Sacro Eremo sempre aperta al pubblico dove si può visitare la spoglia cella di San Romualdo e la chiesa in stile barocco che conserva notevoli opere d'arte. Uno stile un po' particolare per questo luogo e per la sua età, ma così perché quasi interamente ricostruita nel seicento. Tre chilometri più in basso sulla montagna si trova il cinquecentesco Monastero di Camaldoli. In questo edificio, grande come dimensioni ed importante per valore artistico e religioso, i Padri camaldolesi portano avanti un'intensa attività spirituale, culturale e di aggregazione sociale attraverso numerosi ed interessanti momenti d'incontro.
Camaldoli è luogo immerso nella natura, importante anche la sua arte.



IL SANTUARIO DELLA VERNA IN TOSCANA, IL MONTE DI SAN FRANCESCO



La Verna, in Casentino, è prima di tutto luogo di fede e preghiera, di devozione a San Francesco. In questo monte aspro e scoglioso il Santo d’Assisi si recava per pregare e fare penitenza. Qui, nel settembre del 1224, San Francesco ricevette le Stimmate.
Da allora, nel corso dei secoli, la Verna è divenuta un luogo di spiritualità immerso in un contesto mistico ed affascinante, contesto creato in parte dai frati francescani attraverso l’architettura a l’arte del convento, ma per lo più donato dall’ambiente naturale preesistente, ossia la particolare conformazione rocciosa del monte e la stupenda natura che lo circonda. La forma del Sacro Sasso de La Verna, una sorta di grande “dente” sul crinale appenninico, ci appare inconfondibile da tutta l’intera valle del Casentino. Una volta che gli arriviamo vicino ancora più affascinante ci apparirà la scogliera all’apice della quale fu edificato il Santuario Francescano. E’ la così detta Scogliera delle Stimmate.
Questo “dente” roccioso fuoriesce da meravigliosi boschi di faggio ed abete, boschi che fanno da cornice all’intero Santuario e che ci accompagnano in belle passeggiate. La più bella e la più praticata è sicuramente la salita alla Penna, l’apice del monte. Da qui si apre un panorama spettacolare sull’intera Romagna.
Alla Verna si possono osservare particolarissime opere d’arte naturalistiche: le scultoree radici dei maestosi faggi che si aggrappano al terreno, ma in particolar modo agli scogli.
In poche righe non è certo possibile descrivere un luogo come La Verna e tanto più comunicare la sua misticità, il suo fascino, la complessità e la bellezza della sua struttura architettonica, la raffinatezza delle sue opere d’arte, gli incredibili panorami che può offrire.
La Verna è visitata ogni anno da centinaia di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo.
Vale comunque la pena elencare alcuni degli aspetti di maggior interesse di questo sacro monte: la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, prima chiesa del luogo eretta in forma rudimentale da San Francesco e dai suoi primi seguaci; la Basilica Maggiore realizzata a cavallo tra XV e XVI secolo; il Corridoio delle Stimmate dove 22 affreschi di Baccio Maria Bacci raccontano la vita di San Francesco e dove ogni giorno alle 15 si svolge la coinvolgente Processione dell’Ora IX; la grotta chiamata “il letto di San Francesco”; la Cappella delle Stimmate fatta edificare attorno al 1260 dai Conti Guidi di Poppi sul punto esatto dove San Francesco aveva ricevuto le Stimmate; il breve ma spettacolare passaggio sul precipizio della scogliera; il suggestivo Sasso Spicco. La Verna, come già detto, è luogo d’arte. In particolare è ricca di raffinatissime terrecotte robbiane. Nella basilica è conservato uno dei capolavori di Andrea Della Robbia: l’Annunciazione.
Nel 2002 è stato riaperto Il Museo della Verna. In sette splendide sale è conservato tantissimo materiale di carattere sacro, culturale, scientifico e moltissimi oggetti d’uso quotidiano nella vita del convento francescano.



POPPI, GIOIELLO ARCHITETTONICO DEL CASENTINO



Poppi si può sicuramente considerare il paese gioiello del Casentino, il suo castello il simbolo dell’intera valle. Non a caso Poppi è stato inserito tra dei borghi più belli d’Italia.
Centro medievale che conserva ancora integre le sue mura, Poppi è posto alla sommità di un colle ed il Castello dei Conti Guidi padroneggia sul paese e buona parte del Casentino. Questo edificio risale al XIII secolo ed è uno dei monumenti più visitati dell’intera provincia di Arezzo. La biblioteca Rilliana che conserva 25.000 volumi antichi tra manoscritti ed incunaboli, il salone delle feste, la salita fino alla cima della torre e la cappella dei Conti Guidi decorata da affreschi trecenteschi attribuiti a Taddeo Gaddi, allievo di Giotto, sono tra le cose più interessanti e suggestive da visitare nel castello.
Altra importante metà turistica a Poppi è l'Abbazia di San Fedele. Oltre alla sua imponente struttura architettonica risalente al XIII secolo sono da ammirare le pregiate opere d’arte qui conservate, in primis una Madonna con Bambino di fine 1200. Interessanti da visitare sono anche la chiesa dedicata ai Santi Marco e Lorenzo e l’Oratorio della Madonna del Morbo, edificio a pianta esagonale del XVII secolo. Ma tutto il centro storico di Poppi merita un’attenta visita, per l’architettura dei suoi palazzi, gli eleganti borghi accompagnati da portici, gli stretti vicoli. Entrando in paese da porta Fronzola ci appare in alto la Torre dei Diavoli, luogo di grande suggestione per la sua storia legata alle vicende della Contessa Madelda.
Ogni anno, in agosto, si tiene a Poppi il “Gusto dei Guidi”, un’interessante e “gustosa” manifestazione dedicata al vino toscano ed ai prodotti alimentari tipici casentinesi. Visitare Poppi in questa occasione significa poter accedere ad ambienti affascinanti di antichi palazzi.
Da Poppi, in particolar modo dalla torre del castello, si possono godere suggestivi scorci paesaggistici sull’intera valle del Casentino.
Nella campagna nei pressi di Poppi si trova un bel campo da golf con vista sul paese. Ai piedi del colle di Poppi, lungo la strada regionale, si trova Ponte a Poppi, nome che deriva dal un grande ponte che attraversa il fiume Arno. Qui, dirigendosi in direzione Stia, sono da vedere la Chiesa di Certomondo ed il convento dei Frati Cappuccini (luoghi vicini tra loro). Poco più avanti, alla rotonda, si trova la Colonna di Dante. Questa è posta all’inizio della Piana di Campaldino, luogo di dantesca memoria che, nel 1289, fu teatro della sanguinosa battaglia di Campaldino tra Guelfi e Ghibellini.
Di grande interesse è anche l’intero territorio del comune di Poppi che si estende dalle pendici del Pratomagno fino al crinale appenninico, e i centri in esso compresi. Primo tra tutti Camaldoli (che in questo sito ha due pagine proprie) come luogo di fede e punto d’interesse culturale e naturalistico. Nota è anche l’antica stazione turistica montana di Badia Prataglia con la sua bella ed antica abbazia risalente alla fine del X secolo. Questo centro, immerso nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, può essere punto di partenza di molte escursioni naturalistiche. Da sempre la sua economia è stata legata al tantissimo legname che lo circonda.
Altra frazione montana di Poppi è Moggiona, questa legata da sempre all’artigianato del legno. Più in basso si trova Lierna: la parte antica del paese è di grande interesse, così come la bella chiesetta posta sulla cima di una scalinata. Sul versante Pratomagno è da visitare Quota: stretti e scoscesi borghicini ci condurranno tra l’architettura particolarmente elegante e curata di questo paesino.



IL CASTELLO DEI CONTI GUIDI A POPPI



Il Castello di Poppi può considerarsi il simbolo, non solo di questo paese, ma dell’intero Casentino. E’ visibile da buona parte della vallata. Ci appare diverso a seconda dell’ora, delle condizione ambientali e delle stagioni, ma sempre suggestivo ed affascinante.
Fu edificato tra il XII e XIII secolo dalla nobile e potente famiglia dei Guidi. Si potrebbe definire la “residenza Casentinese più giovane”, la”residenza definitiva” dei Conti Guidi. Questa sua relativa giovinezza, la cura e la solidità con cui fu costruito sono sicuramente i motivi principali per cui il Castello di Poppi, a parte la torre che a fine ‘800 ha subito una profonda modifica strutturale, si presenta oggi in quello che poteva essere il suo aspetto nel periodo medievale.
Da viste panoramiche di Poppi il castello mostra già una certa imponenza, imponenza che diviene sempre maggiore man mano che ci avviciniamo. La sua veduta dagli antistanti giardini ci comunica la forza della sua possente struttura in pietra nonché l’eleganza della sua forma d’insieme e di alcuni suoi elementi arcitettonici quali i merli e le finestre bifore ornate di stemmi gentilizi.
Un busto in bronzo di Dante Alighieri dinnanzi all’edificio ci ricorda il legame del Sommo Poeta con questo luogo.
Per accedere al Castello dei Conti Guidi di Poppi attraversiamo un piccolo ponte su un fossato a secco che ci introduce nella “munizione”, edificio a base quadrata adibito a guardia e difesa armata dell’ingresso del castello. Superata la munizione giungiamo nel cortile esterno che gira tutto intorno al castello, un elegante pozzo, sulla sinistra, colpirà la nostra attenzione. Se volgiamo lo sguardo verso l’alto ci sentiremo “intimoriti e dominati” da un bassorilievo raffigurante un grande leone e dai 50 metri di altezza della possente torre.
Altezza ridotta di una decina di metri a fine ‘800 dopo che la struttura era stata seriamente danneggiata da un fulmine. La corona di merli ghibellini fu sostituita da una cella campanaria.
Entrando ci troviamo subito nella corte interna. Il nostro sguardo si dirigerà verso l’alto attratto istintivamente dallo sviluppo verticale del Castello di Poppi, dai ballatoi in legno, dalla armoniosa scala dell’architetto Turriani realizzata alla fine del XV secolo (una straordinaria opera architettonica e tecnica). Ma rimaniamo un attimo a pian terreno. A destra, appena entrati, una piccola porta ci immette nella stretta ed angusta prigione del castello, poi troviamo le “scuderie dei Guidi”, oggi sala utilizzata generalmente per mostre. In fondo alla corte si trova un tavolo in pietra. E’ il “tavolo della giustizia”. Qui era amministrata la giustizia e venivano emesse le sentenze. Questo tavolo entrò in funzione a metà ‘400 quando a Poppi venne istituito il tribunale.
Proseguendo a pian terreno troviamo la sala della battaglia. Qui sono conservate riproduzioni di strumenti da battaglia di epoca medievale. Nella stessa sala, più in basso, un grande plastico ci mostra gli schieramenti delle truppe Guelfe e Ghibelline durante la cruenta e sanguinosa Battaglia di Campaldino dell’11 giugno 1289.
Le pareti interne della corte del Castello di Poppi sono impreziosite da numerosissimi stemmi gentilizi, a pian terreno troviamo i più raffinati perché realizzati in terracotta da Andrea della Robbia o Bottega.
Saliti al primo piano possiamo visitare il Salone delle Feste. Qui i Conti Guidi tenevano banchetti, feste, spettacoli. La sala è riccamente decorata, una particolare attenzione va rivolta al soffitto. Vi è conservata una terracotta di Benedetto Buglioni raffigurante la Madonna della Cintola e Santi. Oggi la sala viene molto utilizzata per convegni e conferenze.



PARCO NAZIONALE FORESTE DEL CASENTINO



Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi è rappresentato da una lunga striscia di territorio montano sulla catena appenninica che si estende dalla Verna fino al Monte Falterona. In questo territorio si trovano varie località, centri ed abitati. Tra questi due poli mondiali di turismo religioso: Camaldoli e La Verna. Quindi non si può parlare di Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi esclusivamente come luogo naturalistico escludendo la spiritualità, l’arte e la cultura presente in queste due località.
Dicendo questo non voglio sminuire i sensazionali aspetti naturalistici che le foreste casentinesi ci offrono in tutti i momenti dell’anno. Boschi essenzialmente di abete e faggio, ma alle quote più basse anche tante altre tipologie di piante, ci regalano un’infinità di variazioni cromatiche. I boschi si intervallano spesso ad ampi prati e radure, zone che sembrano visivamente chiuse dalla vegetazione ci regalano improvvisamente scorci panoramici mozzafiato.
Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi è ricco di fauna.
Ho fatto inevitabilmente nel tempo qualche foto alla parte naturalistica di questa zona, senza però investirci troppo tempo e costanza. Mai mi sono dedicato alla fotografia degli animali.



CITTA' DI AREZZO (50 Km)



Arezzo sorge su una collina nella Toscana orientale a ridosso dell'Appennino Tosco-Romagnolo. Come testimonia l'architettura stessa della città, vanta un'origine antichissima che l'ha vista essere una delle maggiori città etrusche e successivamente una strategica città romana. La parte più elevata della città conserva uno spiccato aspetto medievale, dominata dalla Cattedrale e dalla Fortezza Medicea. La Cattedrale, che presenta nel suo aspetto tratti gotici, custodisce pregevoli opere d'arte tra le quali La Maddalena di Piero della Francesca e le vetrate istoriate di Guillaume de Marcillat. Al centro della città Piazza Grande dispiega una vera antologia di stili architettonici. Accanto alle torri medievali, si ergono l'imponente Loggiato Vasariano, una delle più interessanti opere architettoniche rinascimentali; il Palazzo della Fraternita dei Laici, bell'esempio di sintesi di architettura gotica e rinascimentale e l'abside della Pieve di Santa Maria. Piazza Grande, il penultimo sabato di giugno e la prima domenica di settembre, diventa lo scenario della Giostra del Saracino, torneo cavalleresco di origini medioevali. La stessa piazza e gran parte del centro storico ospitano, ogni prima domenica del mese ed il sabato precedente, la Fiera Antiquaria. La cappella Bacci nella Basilica di San Francesco accoglie lo straordinario ciclo di affreschi della Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca, una delle più alte testimonianze della pittura rinascimentale italiana. Nella Chiesa di San Domenico, semplice costruzione a navata unica, si conserva la croce dipinta di Cimabue, opera giovanile dell'artista. Molte altre chiese e palazzi testimoniano con la loro bellezza e la loro originalità stilistica la civiltà aretina e la sua importanza nelle varie epoche storiche. Ricordiamo tra queste la Badia delle Sante Flora e Lucilla, la Chiesa della Santissima Annunziata, edifici come Palazzo Pretorio e Palazzo dei Priori, e a qualche minuto fuori le mura della città, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, la Pieve romanica di Sant'Eugenia al Bagnoro. I musei della città offrono ai visitatori la possibilità di ammirare una varietà di beni di inestimabile valore artistico: il Museo Archeologico Gaio Cilnio Mecenate, il Museo Statale d'Arte Medioevale e Moderna, il Museo e Casa Vasari, la Casa Museo Ivan Bruschi e il Museo Diocesano.



Curiosità: Nella città di Arezzo Roberto Benigni ha girato il film "La vita è bella".



CITTA' DI FIRENZE (50 Km)



Firenze è il capoluogo di regione della Toscana, è situata sulle sponde del fiume Arno (che la divide in due parti) ed è circondata da colline. Il suo territorio è suddiviso in sei aree che sono Area fiorentina, Mugello, Montagna Fiorentina, Valdarno, Chianti Fiorentino, Empolese Valdelsa, che raccolgono secondo caratteristiche omogenee i 43 comuni. La storia di questa rinomatissima città ha inizio in epoca romana col nome di Florentia, divenne città medievale stretta fra le mura e le alte torri e nel XV secolo raggiunse fama artistica, architettonica, politica e culturale senza eguali. Nella seconda metà del XIX secolo fu capitale d'Italia (solo per cinque anni) e questo avvenimento ha impresso un'orma incancellabile a tutta la struttura della città. E' comunque il Rinascimento che ha segnato maggiormente Firenze annoverandola come vera e propria culla dell'arte: di quel periodo rimangono chiese, palazzi, ville ed opere che sono conservate nei maggiori musei quali gli Uffizi, la Palatina e Palazzo Pitti.



Da Vedere: Fiesole: Fiesole è uno dei comuni appartenenti alla provincia di Firenze, è situata a circa 300 metri di altitudine e dista da Firenze circa 9 km. E' caratterizzata da una fitta maglia di stradine antiche ed offre un paesaggio agrario e verdeggiante caratterizzato da oliveti, macchie di bosco e casolari antichi inseriti in questa natura stupenda. A Fiesole sono conservati i resti di un antico teatro romano risalente al I secolo a.c. I frammenti e le decorazioni di questo teatro sono raccolte nel Museo Civico Archeologico sempre sito in Fiesole.Campanile di Giotto: il campanile trecentesco della chiesa Santa Maria del Fiore è uno dei capolavori indiscussi di Giotto. Giotto venne nominato capomastro per completare la costruzione del Duomo ma lui invece di impegnarsi in questo suo compito preferì ideare un'opera tutta sua: il campanile. Il rivestimento esterno è formato da marmi policromi provenienti da Carrara (marmo bianco), Prato (marmo verde) e Siena (marmo rosso) e sui quattro lati del campanile vi è una vera e propria narrazione fatta tramite formelle ottagonali a rilievo, opera di Andrea Pisano (che rimpiazzò Giotto nell'incarico di capomastro a causa della sua morta prima del completamento dell'opera).Il Campanile è alto circa 85 metri, possiede una pianta quadrata ed è diviso in quattro sezioni verticali e orizzontali che lo dividono in cinque piani. Il secondo piano è caratterizzato dall'avere delle statue al posto dei bassorilievi (oggi sono sostituite da delle copie mentre quelle originali sono conservate nel Museo dell'Opera del Duomo). L'ultima parte del campanile (opera di Talenti) è munita di una bellissima terrazza che funge da tetto panoramico e che conferisce un aspetto originale al campanile rispetto ai soliti campanili gotici che terminano con la consueta cuspide.Ponte Vecchio: prima dell'attuale costruzione che si può ammirare attualemente a Firenze, vi era un altro ponte che andò completamente distrutto nel 1333 in seguito ad una piena del fiume Arno. Questo ponte è molto particolare in quanto oltre che fungere da attraversamento del fiume possiede vere e proprie caratteristiche di una strada e possiede elementi artistici ed architettonici straordinari. Ai lati del ponte vi sono due portici di arcate che erano originariamente sede di botteghe di macellai e che in seguito, per volere di Ferdiunando I nel XVI secolo, furono riservate agli orefici. Tutt'oggi sul Ponte Vecchio vi sono vetrine e negozi di orefici che espongono monili e gioielli locali di rara bellezza e di grande valore. Gastronomia e Vini: Il territorio fiorentino è noto anche per le produzioni alimentari ed enologiche, tutte di alta qualità e molto varie: dal vino, bianco e rosso fra cui il Chianti Classico e altre prestigiose produzioni a denominazione di origine all’olio extravergine di oliva, ai formaggi, alla carne di manzo (la chianina) fra cui la famosa bistecca alla fiorentina, ai prodotti da forno. La cucina tipica è una cucina semplice e contadina basata sui legumi e le verdure il cui piatto principe è senza dubbio la “ribollita” una zuppa a base di legumi, verdure e fette di pane toscano grigliato. Troviamo poi i “fagioli all'uccelletto”, fagioli cucinati con pomodoro ed aglio. Come secondi piatti abbiamo la “bistecca alla fiorentina” e la “trippa alla fiorentina” (cucinata con sedano, carote, cipolle e chiodi di garofano). Tra i dolci troviamo il “pan di Ramerino” dolce che risale al XIX secolo a base di rosmarino ed uvetta, e la “schiacciata alla fiorentina” un dolce aromatizzao con scorze di arancia. I vini più rinomati sono Chianti Gallo Nero, Chianti dei colli fiorentini, Chianti Rufina.




Norme della casa

Al termine del soggiorno gli ospiti dovranno pagare in loco il costo per il gas di riscaldamento eventualmente consumato facilmente verificabile dai contatori.Il costo è di € 5 al metro cubo.Energia elettrica,acqua e gas per cucinare sono forniti gratuit.


5
1
Qualitá
Ubicazione
Pulizia
Comfort
Decorazione